“Nel programma di mandato – sottolineano Felicori e Baruffi – abbiamo indicato l’obiettivo di fare dell’Emilia-Romagna una grande piattaforma delle industrie culturali e creative, continuando a investire nell’economia cosiddetta arancione, che peraltro ha un forte effetto moltiplicatore su indotto e territorio. Il rilancio della sede regionale Rai di Bologna crediamo debba inserirsi in questo progetto, anche in riferimento al Tecnopolo di Bologna, dove sviluppo digitale e nuove tecnologie potranno accompagnare processi culturali innovativi e nuova occupazione, e al piano di riqualificazione urbanistica di un pezzo importante di città collegato al Tecnopolo stesso. Accogliamo quindi la sollecitazione che ci viene da chi lavora nella Rai dell’Emilia-Romagna per chiedere di nuovo ai vertici aziendali di investire a Bologna per nuove produzioni e iniziative editoriali, che guardino al territorio e al Paese”.
L’incontro con i rappresentanti sindacali si era aperto con la preoccupazione ribadita da tutti dopo la cancellazione dell’edizione di mezzanotte del Tg regionale, col rischio di impoverire l’informazione locale, che si è confermata avere un ruolo centrale anche durante la pandemia. E l’auspicio ribadito che possa ripartire, in seconda serata e in orari che non facciano scattare costi aggiuntivi, come proposto da Usigrai.
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