Bologna

Tra social freezing e orologio biologico: a Bologna un incontro gratuito per informarsi

Dr. Ciampaglia (2) (1)

BOLOGNA – In un contesto sociale in cui la scelta della maternità viene sempre più spesso posticipata per motivi personali, professionali, economici o di salute, la medicina della riproduzione offre oggi strumenti concreti per pensare al proprio futuro riproduttivo con maggiore libertà. Il social freezing, ovvero la crioconservazione degli ovociti, si sta affermando come una tecnica fondamentale per contrastare il naturale declino della fertilità femminile che, a partire dai 35 anni, vede una progressiva e fisiologica diminuzione nel tempo.

Per approfondire questo procedimento clinico e offrire un momento di confronto diretto, la clinica Next Fertility GynePro, riferimento nel campo della medicina della riproduzione, organizza un pomeriggio di incontri conoscitivi gratuiti e aperti al pubblico. Il 19 maggio, dalle ore 15:00 alle ore 18:00, presso la sede di Viale XII Giugno 20 a Bologna, sarà possibile partecipare a un colloquio con il Dr. Walter Ciampaglia, Direttore Sanitario, Responsabile del Dipartimento di PMA e Ginecologo. Un’occasione dedicata a chi desideri ricevere informazioni chiare, porre domande e valutare con consapevolezza se il social freezing sia il percorso adatto alle proprie esigenze.

Le “intenzioni di fecondità” e l’urgenza di progetti educativi e di sensibilizzazione

Da qualche decennio l’Italia attraversa una fase di costante calo della natalità (1,18 figli per donna nel 2024 vs. 1,29 nel 2003), per ragioni economiche, sociali e personali che portano le giovani coppie a rimandare il progetto familiare, superando così, in molti casi, l’età più naturalmente feconda[1]. Queste occasioni di confronto nascono dalla volontà di portare la consapevolezza medica direttamente nei luoghi di aggregazione delle giovani donne, sopperendo alle attuali carenze educative del sistema scolastico italiano e offrendo una consulenza libera e informata anche per le coppie desiderose di intraprendere un percorso di PMA. Solo nell’ultimo anno la clinica ha registrato una crescita del 35%   dei trattamenti di social freezing e un aumento significativo delle richieste di primo colloquio presso la loro struttura, con un’età media di 33  anni per le donne che scelgono di affidarsi a questa pratica.

“Il social freezing non è semplicemente una procedura medica, ma uno strumento di libertà che consente alle donne di gestire il proprio progetto di vita senza la pressione costante dell’orologio biologico. In un’epoca in cui le priorità personali e professionali portano spesso a posticipare la maternità, la crioconservazione offre la possibilità di ‘fermare il tempo’ della fertilità, conservando gli ovociti con il potenziale riproduttivo dell’età in cui vengono prelevati.” afferma il Dr. Walter Ciampaglia, Direttore Sanitario, Responsabile del Dipartimento di PMA e Ginecologo per Next Fertility GynePro.

In cosa consiste il percorso di crioconservazione degli ovociti

Preservare la fertilità significa intervenire per conservare i propri ovociti quando sono ancora giovani, mantenendone intatte le caratteristiche biologiche: questo processo permette di aumentare le probabilità di una gravidanza anche a distanza di anni, liberando la donna dalla pressione del “momento giusto” e offrendo una tutela preziosa anche in presenza di patologie, come l’endometriosi o prima di affrontare terapie oncologiche, che potrebbero compromettere la funzione ovarica. Il percorso clinico si apre con una fase di stimolazione ovarica tramite terapia ormonale della durata di circa 10-12 giorni, finalizzata a favorire la maturazione di più ovociti nello stesso ciclo. Durante questo periodo vengono effettuati controlli periodici ogni 2-3 giorni attraverso ecografie transvaginali e dosaggi ormonali per monitorare con precisione lo sviluppo follicolare. Sotto il profilo clinico, il congelamento degli ovuli non è un trattamento doloroso, pur essendo una procedura parzialmente invasiva: il prelievo ovocitario avviene in sedazione in sala operatoria, senza necessità di ricovero, per una durata totale di circa 15–20 minuti. La paziente può tornare alla propria quotidianità dopo poche ore di osservazione, avendo cura di evitare sforzi eccessivi per le prime 48 ore. Infine, gli ovociti ottenuti vengono crioconservati mediante la tecnica della vitrificazione in azoto liquido alla temperatura -196°C fino al loro utilizzo.

“La qualità di un percorso di crioconservazione si misura nel lungo periodo: gli ovociti vitrificati oggi possono essere utilizzati anche dopo molti anni, e in quel momento la differenza la fa il modo in cui sono stati conservati. La vitrificazione è una tecnica matura e sicura, ma richiede protocolli rigorosi, tracciabilità del campione lungo tutto il percorso e standard di laboratorio certificati: non sono dettagli tecnici, sono ciò che garantisce alla paziente che la scelta fatta oggi avrà valore domani.” afferma il Dr. Lodovico Parmegiani, Direttore del Laboratorio IVF Next Fertility GynePro e Head of Embryology NextClinics International.

Tutto quello che serve sapere prima di iniziare

Il momento ideale per intraprendere questo percorso è prima dei 35 anni, fase in cui la riserva ovarica è statisticamente ottimale. Tuttavia, ogni situazione viene valutata singolarmente attraverso uno studio completo della fertilità per definire la strategia più efficace, individuando soluzioni personalizzate a volte anche oltre questa fascia d’età. Il numero ideale di ovociti maturi da conservare per ottenere buone probabilità di una futura gravidanza oscilla generalmente tra 8 e 15, a seconda dell’età e della riserva ovarica. È importante sottolineare che per la conservazione non esiste al momento una “scadenza” tecnica o normativa, ovvero un limite di età fissato per legge per accedere al social freezing, e gli ovuli possono essere mantenuti congelati anche per molti anni, in totale sicurezza. Infine, non va sottovalutato l’impatto emotivo di questa scelta, che rappresenta un’opportunità concreta per tutelare il proprio desiderio di maternità libera dalla pressione del tempo, ma che deve essere affiancata da una equipe medica con la giusta sensibilità e capacità di ascolto.

Una pratica ancora scarsamente regolata in Italia

Se nel 2021 la Francia ha approvato una legge per rendere gratuito il social freezing nelle strutture pubbliche per le donne tra i ventinove e i trentasette anni, in Italia solo la Regione Puglia ha adottato una misura a sostegno di questa pratica: un contributo una tantum fino ad un massimo di 3mila euro, per le donne di età compresa tra i 27 ed i 37 anni, per sostenere i costi di congelamento dei loro ovuli riproduttivi nel triennio 2025-2027.  Attualmente,  il nostro panorama legislativo è delineato dalla Legge 40/2004, che pur consentendo la crioconservazione degli ovociti, non ne prevede l’inclusione nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), se non per precise indicazioni mediche (come patologie oncologiche o endometriosi grave). Questa carenza normativa nel settore pubblico genera un vuoto assistenziale che lascia molte donne prive di un supporto istituzionale nella gestione proattiva della propria fertilità, per cui chi vi accede per motivi personali deve solitamente rivolgersi a strutture private, le uniche realtà al momento presenti sul territorio a colmare il gap nell’offerta di questo servizio essenziale.  Sebbene il congelamento sia libero, inoltre, l’utilizzo futuro degli ovociti per una gravidanza deve rispettare anch’esso i requisiti della Legge 40/2004 che prevede che la PMA sia consentita solo a coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile ed entrambi viventi. Nella pratica medica e secondo le linee guida ministeriali, l’accesso alle tecniche di PMA nelle strutture pubbliche (LEA) è solitamente garantito fino al compimento dei 46 anni per la donna, limite che può variare leggermente tra le diverse Regioni e nel settore privato.

 About Next Fertility GynePro

Sin dal 2002 punto di riferimento nel campo della medicina della riproduzione, con sede dal 2024 nel cuore di Bologna, al civico 20 di viale XII Giugno, Next Fertility GynePro è dotata di tutte le apparecchiature più moderne e all’avanguardia, con strutture ambulatoriali e sale operatorie che permettono l’esecuzione di un ampio spettro di procedure medico-chirurgiche, incluse le più diffuse tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA). Alcuni dei suoi professionisti esercitano anche presso il poliambulatorio multispecialistico Next Fertility Verona: una struttura ambulatoriale che mette a disposizione competenze cliniche nell’ambito della medicina della riproduzione, sterilità, procreazione assistita, medicina prenatale, ginecologia ed ostetricia.

[1] https://www.istat.it/comunicato-stampa/intenzioni-di-fecondita/

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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