Question Time, chiarimenti sulle ricadute dell’ultimo Dpcm sul trasporto pubblico locale

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BOLOGNA – L’assessore alle Politiche per la mobilità Claudio Mazzanti ha risposto, nel corso della seduta di Question Time, alla domanda d’attualità della consigliera Paola Francesca Scarano (Lega nord) sulle ricadute dell’ultimo Dpcm sul trasporto pubblico locale.

Domanda d’attualità della consigliera Scarano

“È innegabile: sui mezzi di trasporto pubblici, siano essi treni, autobus o aerei, il rischio contagio è molto alto, specie nel caso dei servizi di Trasporto Pubblico Locale, che atavicamente soffrono di sovraffollamento specie nelle ore di maggiore richiesta di mobilità pendolare” eppure, il Ministro dei Trasporti aveva detto che i trasporti non sono veicolo di contagio e che le vecchie linee guida, con il riempimento all’80%, erano adeguate tant’è che l’assessore Mazzanti ripeteva come un mantra ..”il libretto di circolazione….ecc…”Oggi, alla luce di una ulteriore riduzione del carico sui mezzi pubblici sono a chiedere al Signor Sindaco ed alla Giunta di esprimere un parere politico amministrativo in senso generale e più in particolare vorrei conoscere il motivo per cui gli enti proprietari di TPER non hanno ricostruito insieme una nuova organizzazione del sistema lavoro/scuola prevedendo – ognuno per la propria capacità e competenza- orari di entrata ed uscita sia della scuola che degli uffici comunali diversificati. Chiedo anche di conoscere se l’amministrazione è al corrente di come sono stati spesi tutti i soldi messi a disposizione dal Governo ovvero se sono sono stati aggiunti bus per alleggerire i flussi”.

Risposta dell’assessore Mazzanti

“Gentile consigliera,
in merito alle decisioni dell’ultimo Dpcm di ridurre la capienza consentita dei mezzi pubblici e a questo proposito vanno distinte due diverse competenze.
La prima riguarda i contenuti dei decreti che regolamentano il trasporto pubblico a livello nazionale, nella fattispecie andando a diminuire al 50% la capienza consentita che in precedenza era dell’80% del carico complessivo. Il provvedimento di riduzione al 50% rientra, peraltro, in un contesto di provvedimenti volti a ridurre attività complessive che hanno riguardato altri settori come: scuola, servizi commerciali, palestre, piscine, cinema, teatri.
Tutto ciò non è certamente conseguenza di quanto è avvenuto nei mesi precedenti nella nostra realtà territoriale.
Ricordo infatti che nella nostra regione sono state utilizzate le risorse aggiuntive istituite dal Ministero dei Trasporti; ricordo anche che la regione Emilia Romagna, in aggiunta, ha provveduto ad un ulteriore potenziamento dei servizi da fine ottobre. L’ulteriore potenziamento si è andato ad aggiungere alle corse supplementari già istituite, ad esempio nella nostra realtà metropolitana bolognese, già dal 14 settembre scorso, primo giorno di apertura delle scuole. Il potenziamento che era stato messo in atto a settembre derivava dal lavoro del tavolo di programmazione dei servizi che a livello metropolitano è stato istituito ben prima dell’inizio delle scuole con l’obiettivo di mettere a sistema gli orari scolastici con quelli del trasporto pubblico. Si tratta di un tavolo permanente, che anche grazie all’opera di monitoraggio compiuto da Tper quotidianamente, ha consentito una taratura in corso d’opera nel primo mese di lezioni, tanto che, nel nostro territorio, le situazioni di criticità legate ai forti carichi scolastici erano andate quasi ad azzerarsi già dopo la metà di ottobre, a seguito dell’entrata in vigore degli orari definitivi delle scuole. Abbiamo ampiamente sotto la soglia dell’80% della capienza prevista dal precedente decreto. La Regione ha poi finanziato ulteriori servizi aggiuntivi svolti da privati e oggi, nei giorni feriali, sono ben 349 le corse aggiuntive quotidiane nel bacino di Bologna. Questo assetto potenziato si è dimostrato essere rispondente alle esigenze di trasporto scolastico e pendolare nelle ore di punta e anche oggi resta confermato per consentire migliori condizioni di comfort nel trasporto dei passeggeri, seppure in presenza di un netto calo d’utenza dei bus dovuto alla didattica a distanza delle scuole superiori e a minori spostamenti complessivi delle persone dovuti allo smart working e alle attività ridotte.
Per quanto riguarda l’utilizzo di mezzi privati e di risorse che noi abbiamo a livello regionale immediatamente utilizzato e messo in opera. Sappiamo che altre regioni non l’hanno fatto, noi siamo riusciti a potenziare il servizio. Aggiungo che manderò alla consigliera il comunicato di Caitet, il Comitato delle associazioni di imprese privati esercenti il trasporto di persone dell’Emilia-Romagna. Inoltre è stata riportato pubblicata un’intervista al presidente di Saca che ringrazia il Comune, la Regione e la Città metropolitana. Nel comunicato firmato da Anva, Confartigianato imprese, Confcooperative Lavoro e servizi, Cna, Legacoop ed altre associazioni del trasporto che hanno ritenuto di diramare un comunicato per esprimere soddisfazione.
In ultimo, le fornirò l’aggiornamento nazionale sull’epidemia Covid-19, prodotto dall’Istituto superiore di sanità che poi ha portato alla scelta della capienza dell’80% del trasporto, a differenza di tutto il resto d’Europa che tuttora viaggia al 100%, come abbiamo visto anche da filmati recenti su Francia, Germania e Olanda. Astra, l’associazione che è l’associazione che raggruppa tutte le aziende che si occupano di trasporto pubblico, ha diffuso un estratto del documento sul tema trasporti, poi ripreso dalla stampa, che è molto interessante per far capire le scelte fatte dalle regioni”.