Question Time, chiarimenti sull’area per il nuovo canile/gattile

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BOLOGNA – L’assessore Elena Gaggioli ha risposto questa mattina, in sede di Question Time, alla domanda d’attualità del consigliere Umberto Bosco (Lega Bologna per Salvini premier) sull’area per il nuovo canile/gattile.

La domanda del consigliere Bosco
“Lavori canile/gattile e area per nuovo canile. Alla luce dell’articolo di stampa chiedo al Sindaco ed alla Giunta un parere politico-amministrativo nel merito. Chiedo, in particolare, un aggiornamento sul cronoprogramma dei lavori al canile/gattile e sull’individuazione di un area alternativa dove insediare un nuovo canile.”.

La risposta dell’assessore Gaggioli
“Grazie presidente, grazie consigliere. Nell’udienza conoscitiva di qualche giorno fa il cittadino che ha presentato ricorso e ha vinto nei confronti di questa amministrazione si è dichiarato disponibile ad avviare una negoziazione assistita, disponibilità che si è poi riflessa in una richiesta ufficiale presentata dai suoi avvocati. La speranza è che da quella negoziazione assistita si possa uscire con una soluzione conciliativa che ci permetta di rispondere alla esigenze della tutela dei diritti e del benessere degli animali. Soprattutto speriamo nell’immediato di poter ottenere una sospensione dell’esecuzione dei termini della sentenza, che ci permetterebbe di sospendere momentaneamente i lavori quali la costruzione della barriera, il più oneroso, ma anche quelli più piccoli in modo tale da evitare di creare disagi agli ospiti del canile e all’utenza. Voglio chiarire che sono lavori ordinati dal giudice e quindi avremo modo di sospenderli solo nel momento in cui verranno sospesi i termini di esecuzione della sentenza. Ci tengo a ribadirlo perché è purtroppo uscita sui giornali da parte di soggetti che non sono in questo Consiglio comunale la notizia secondo cui questa amministrazione vuole fare questi lavori.

Come ha detto il consigliere Bosco stiamo verificando alcune aree adatte per il canile. Voglio ricordare che il regolamento di igiene pubblica all’ articolo 296 dice che il canile deve stare a 250 metri dal territorio urbanizzato e a 100 metri dalle abitazioni residenziali nelle vicinanze. Il canile è a 250 metri di distanza dal cittadino che ha vinto la causa, stiamo cercando terreni a una distanza superiore da quella indicata dal regolamento di igiene perché il giudice ha rilevato che a 250 metri ci fosse un rilevante inquinamento acustico lesivo del diritto alla salute di chi ci abita. Stiamo valutando alcune aree, sia nel territorio del Comune di Bologna che in comuni terzi. Eravamo partiti dalle aree del Comune di Bologna perché in quel caso si sarebbe trattato di costruire un servizio pubblico invece ci troviamo in un territorio terzo e quindi si tratta di insediare un’attività produttiva inquinante, cosa che comporta un aggravio. Ci stiamo interrogando con soggetti pubblici e privati e spero di potervi dare il prima possibile notizie certe. Ovviamente risultano vigenti tutti i vincoli connessi alle limitazioni d’uso del territorio di cui alla cartografia del Piano Urbanistico Generale (aree esondabili, aree di rispetto stradale, aree di rispetto ferroviario, distanza da elettrodotti etc). Lei ha fatto riferimento anche a un articolo uscito sulla stampa in questi giorni in cui si contestava una presunta inerzia del Comune in questo senso. Ribadisco che il canile si trovava in un’area che aveva tutti i requisiti previsti dalla legge e in assenza di quella sentenza non avremmo previsto uno spostamento. Siamo in una situazione che ha avuto un’accelerazione in questi ultimi mesi e alla quale abbiamo provato subito a dare delle risposte. Ritorna poi nell’articolo citato la questione delle “deportazioni” dei cani per lo spostamento degli animali. Voglio ribadire per rispetto a chi si occupa di questi temi che il termine deportazione, che è stato utilizzato anche di recente da soggetti non rappresentati in questo Consiglio comunale, è assolutamente improprio. Io non ero assessore ma anche nel 2017 sono stati effettuati dei trasferimenti con grande solerzia dalle associazioni animaliste nel momento in cui sono stati accolti nuovi cani che provenivano da altri canili grazie alla convenzione con il Comune di Castelmaggiore.

Ribadisco che grazie soprattutto all’impegno dei volontari abbiamo avuto un picco di adozioni quindi siamo sotto la soglia degli 80 cani e questo ci permette di non fare nell’immediato dei trasferimenti. Abbiamo comunque attivato in via precauzionale una convenzione con il canile del Giovannetto che è una convenzione che io definisco “a consumo”, paghiamo cioè solo gli stalli che utilizzeremo. Mi sono arrivate anche richieste di chiarimento rispetto a quella scelta che stata fatta per tenere una struttura vicina e voglio anche chiarire che nel caso in cui si renda necessario il trasferimento di un cane potranno accedere alla struttura anche i nostri volontari. Faccio un ultimo aggiornamento rispetto al gattile: stiamo concludendo i lavori e in particolare stiamo prevedendo il miglioramento dei percorsi e di alcuni box, come prescritto dal giudice nella sentenza del 14/01/2021. Stiamo dando la precedenza a questo tipo di lavori e non alla costruzione del terrapieno e della barriera acustica ma stiamo comunque eseguendo quei lavori diciamo “reversibili” anche perché il trasferimento del canile non è immediato quindi per il tempo che intercorrerà tra il trasferimento effettivo degli animali dobbiamo fare anche in modo che la struttura che abbiamo adesso sia confortevole per gli ospiti e risponda ad alcune caratteristiche”.