Question Time, chiarimenti sulla situazione delle lavoratrici di Lis Group

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BOLOGNA – L’assessore Marco Lombardo ha risposto, in seduta di Question Time, alle domande d’attualità dei consiglieri Roberto Fattore (Partito Democratico) e Marco Piazza (Movimento 5 stelle) sulla situazione delle lavoratrici di Lis Group.

La domanda del consigliere Fattori
“Alla luce delle recenti notizie di stampa che descrivono la maggioranza delle lavoratrici della Lis Group dalla parte dell’azienda, nella rimodulazione degli orari di lavoro e considerando le proteste delle scorse settimana da parte di lavoratrici sostenute da Si Cobas, chiede alla Giunta: se le modifiche nell’organizzazione aziendale siano state oggetto o meno di accordo con le lavoratrici, se siano stati riscontrati casi di dimissioni volontarie e atteggiamenti discriminatori da parte dell’azienda. Una valutazione politica in merito alla vicenda”

La domanda del consigliere Piazza
“Alla luce degli aggiornamenti riportati dalla stampa in merito alla situazione delle lavoratrici di Lis Group, si chiede alla Giunta di informare il Consiglio sull’evoluzione della vertenza e quale sia la situazione al momento”.

La risposta dell’assessore Lombardo
“Grazie Presidente, ringrazio lei e il consigliere Fattori, perché queste domande mi offrono l’opportunità di tornare su questa vicenda. Come dicevo la vicenda ha in più occasioni coinvolto il mio assessorato sia in attività informale di interlocuzione con le diverse sigle sindacali sia attraverso domande che sono state oggetto dei precedenti Question Time. Partirei dai fatti, per poi descrivere le due diverse interpretazioni e visione dei fatti e a quel punto – anche per dare risposta alle vostre domande – annunciare un’azione formale che intendiamo assumere proprio come assessorato al lavoro e all’economia del Comune di Bologna. La questione fattuale riguarda i dati che direi sono abbastanza incontrovertibili, rispetto all’organizzazione delle attività degli appalti di Yoox che comprendono 1208 tra lavoratori e lavoratrici dipendenti di Mmp e 129 tra lavoratori e lavoratrici dipendenti del gruppo Lis. Il 70% dei dipendenti è composto da donne e più del 50% sono straniere, abbiamo sia persone non di nazionalità italiana, ma di cittadinanza europea, sia persone cittadine di paesi terzi. Le due società in appalto hanno un totale di dipendenti di 1428 persone di cui 966 sono donne, le mamme sono 448 e in più ci sono 57 casi in maternità. I dipendenti Yoox Net-A-Porter sono 530 in Interporto, di cui il 70% donne. Normalmente lavorano con un unico turno giornaliero, ma a causa del Covid e dell’applicazione dei protocolli di sicurezza, al fine di limitare l’aumento dei contagi, dal 16 novembre, è stato temporaneamente istituito un doppio turno per la durata dello stato di emergenza con l’applicazione di una banca ore Covid proprio per garantire ai lavoratori e alle lavoratrici, una copertura delle eventuali ore non lavorate. Ricordo che in ottobre, con l’ultimo decreto, è stato ampliato il protocollo della sicurezza Covid con la conferma del doppio turno, prevedendo la rotazione degli stessi turni, sospendendo l’orario centrale e proprio per non creare disagi alle persone è stata costituita temporaneamente una banca ore Covid anticipata dall’azienda, a copertura delle eventuali ore non lavorate a causa dell’impossibilità delle stesse lavoratrici a prestarle e da recuperarle nell’anno successivo a seguito di un accordo con l’azienda. Questa è la situazione fattuale, quindi dobbiamo distinguere, intanto il caso della Lis group dal più ampio contesto della catena degli appalti e subappalti che fanno riferimento a Yoox e Yoox Net-A-Porter. Tra l’altro, visto che molte di queste attività si svolgono in Interporto, colgo l’occasione per rinnovare e spronare le aziende ad aderire al tema dello screening sanitario che abbiamo lanciato come tavolo metropolitano e in collaborazione con l’Ausl, affinché lo screening sanitario possa avvenire in maniera rapida ed efficace anche durante le festività natalizie. Mi auguro che le aziende possano partecipare a questa iniziativa per la tutela della sicurezza e della salute delle lavoratrici e dei lavoratori in Interporto e nella catena della logistica in generale. Dicevo, c’è un altissimo numero di dipendenti lavoratrici donne e moltissime di loro sono di nazionalità non italiana. Ora entriamo nella diversa interpretazione dei fatti perché come avete sottolineato nei vostri interventi durante questi giorni esistono due diverse interpretazioni dei fatti che sono accaduti. Da un lato voi avete le proteste di Si Cobas che hanno manifestato in occasione del 25 novembre e che hanno fatto un presidio in Prefettura chiedendo un incontro all’azienda. Sono stato anche io interessato della vicenda. La protesta è continuata negli ultimi giorni e nelle ultime ore, portando anche a delle raccolte di firme, in cui sostanzialmente si dice che le dimissioni volontarie hanno una significatività nella dimensione numerica e rappresenterebbero un indice sintomatico di una situazione di difficoltà che in realtà riguarda tutte le lavoratrici o la maggioranza delle lavoratrici e per questo si auspicavano un intervento da parte delle istituzioni, da parte della Prefettura per chiedere un incontro in sede aziendale.

Dall’altra parte voi avete la rappresentazione dei fatti delle organizzazioni confederali di Cgil, Cisl e Uil, le quali invece dicono sostanzialmente che – dal passaggio dall’ex Mister job alla nuova Lis group avvenuto tra il dicembre del 2019 e il gennaio 2020 – le condizioni contrattuali di assunzione sarebbero state migliorative, mantenendo come previsto dall’applicazione del contratto collettivo nazionale delle merci e della logistica un livello di inquadramento e gli scatti di anzianità. Sono inoltre diventati dipendenti e non più soci obbligati a versare quote sociali. Quindi parlerebbero di un miglioramento delle condizioni lavorative dovute anche all’applicazione delle clausole sociali del contatto collettivo nazionale della logistica e ridimensionerebbero l’entità delle dimissioni volontarie da 50 o più come erano state indicate a 8 dimissioni, di cui 2 riguarderebbero delle assunzioni a settembre del personale Ata, 2 trasferimenti in altri territori e quindi ridurrebbero a 4 il numero potenziale di dimissioni volontarie dovute alla conciliazione con i tempi di vita familiare e con la cura dei figli.

Ora io penso che il compito dell’Amministrazione comunale in questo caso sia stato svolto in diversi modi. Ho chiesto di ricomporre la vertenza sul piano della discussione aziendale e questo è stato ripreso anche dagli organi di stampa. Il mio invito non è stato raccolto. Ho chiesto di ricomporre la vertenza sul piano del fronte sindacale e anche qui purtroppo sono costretto a prendere atto dai comunicati che sono stati fatti uscire nei giorni scorsi dalle diverse sigle sindacali – da un lato i confederali di Cgil, Cisl e Uil e dall’altro dal sindacato Si Cobas – che il mio invito non solo non è stato raccolto, ma direi si è esplicitata a mezzo stampa una evidente conflittualità tra il fronte sindacale. Credo sia allora venuto il momento di un’azione forte da parte dell’Amministrazione comunale, un’azione irrituale, ma che merita di essere messa in campo prima che il livello di tensione non superi la soglia della tollerabilità con il rischio di un grave danno per le lavoratrici, ma anche di un grave danno di immagine dell’azienda Lis e indirettamente di Yoox. Per questo ho fatto una richiesta formale di intervento all’Ispettorato del lavoro, per accertare da una lato le dimensioni del fenomeno delle dimissioni volontarie, per capire se stiamo parlando di qualche unità di lavoratrici oppure se stiamo parlando di un fenomeno più vasto che può essere sintomatico di una situazione generalizzata dell’azienda. Non spetta all’Amministrazione comunale fare accertamenti o attività ispettive, spetta eventualmente al giudice in sede giurisdizionale o all’Ispettorato del lavoro che, come sapete, ha soprattutto in questa fase la possibilità di ricevere in via telematica il documento per convalida delle dimissioni volontarie e comunque informazioni sull’entità delle dimissioni. Non solo l’accertamento delle dimensione del fenomeno è importante, ma anche verificare se si possa parlare, come lamentano i Si Cobas, di discriminazione di genere o di discriminazione sindacale, oppure se invece non si possa accertare un comportamento discriminatorio da parte dell’azienda e quindi vengano in qualche modo a cadere le dichiarazioni che nuocciono all’immagine dell’azienda e anche al contesto territoriale. Io credo che – ne ho già parlato con l’Ispettorato del lavoro e ringrazio sempre il dottor Millo per la collaborazione che in questi anni è stata molto proficua e sono convinto che porterà a un elemento di chiarezza anche rispetto a questa vicenda. Perché solo laddove questa attività venga fatta dagli organismi competenti, riusciremo a capire dove sta la verità e nel caso in cui i fatti segnalati siano stati accertati sarà premura dell’Amministrazione muoversi con celerità e andare fino in fondo rispetto al caso. Nel caso in cui i fatti non vengono accertati, pur non venendo meno l’attenzione che l’Amministrazione comunale ha sul tema delle dimissioni volontarie delle donne, la risposta sarà molto forte nello stigmatizzare vicende che in qualche modo arrecano un danno alla nostra comunità. Io penso che il compito dell’Amministrazione comunale, da sempre, non sia stare dalla parte di chi grida più forte, ma sia stare dalla parte di chi non ha voce e di chi merita di essere più tutelato. Quindi sarà mia premura aggiornare anche i consiglieri comunali interessati e ripeto oggi ho fatto partire la richiesta di intervento formale da parte dell’assessorato al lavoro all’ispettorato del lavoro per accertare la veridicità dei fatti. Io penso che solo attraverso un accertamento della verità si possa tutelare davvero il lavoro e tutelare le lavoratrici di questa come di altre aziende che lavorano nel nostro territorio”.