Question Time, chiarimenti sulla modalità di erogazione dei buoni spesa

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BOLOGNA – L’assessore alla Sanità Giuliano Barigazzi ha risposto questa mattina, in sede di Question Time, alla domanda d’attualità del consigliere Gian Marco De Biase (gruppo misto-Al centro Bologna) sulla distribuzione dei buoni spesa.

Domanda d’attualità del consigliere De Biase

“Visti gli articoli di stampa apparsi in merito alla distribuzione dei buoni spesa che il Comune di Bologna attiverà attraverso un bando che verrà pubblicato in questi giorni per sostenere famiglie e persone che in questa situazione di emergenza si trova in difficoltà economiche.

Pone la seguente domanda di attualità: per avere una valutazione politica amministrativa sul tema; per chiedere all’Amministrazione se le modalità di rilascio e controllo tengano conto delle persone che per qualsiasi motivo non possono utilizzare gli strumenti informatici (persone anziani o non utilizzatori pc); per sapere se tali aiuti sono in sostituzione o in aggiunta agli aiuti che vengono erogati anche in questo periodo dal Comune e dalle associazioni di volontariato (Caritas) alle famiglie in difficoltà. Infine chiede se nella gestione dei buoni pasto verranno coinvolte le associazioni di volontariato (Caritas ecc.)”.

Risposta dell’assessore Barigazzi

Gentile consigliere, ovviamente noi abbiamo cercato di muoverci velocemente perché altrimenti questa misura non ha nessun senso di essere, è arrivata domenica notte e i moduli per fare richiesta sono già online e, glielo dico siamo già a 1700 domande arrivate, evidentemente le persone sono abbastanza affini alle tecnologie. Tra l’altro con il nostro settore Agenda digitale siamo al lavoro per rendere disponibile online un modello ancora più semplificato, però le dico che comunque fino ad adesso siamo già a 1700 domande arrivate con questo sistema che è abbastanza semplice devo dire. È ovvio che il numero unico dei servizi sociali è a disposizione e c’è una particolare attenzione a tutta la parte delle persone più fragili e poi vedremo come aiutarli a livello territoriale, sicuramente abbiamo previsto anche delle forme alternative per tutte quelle persone che non ce la fanno, nell’idea di rendere più semplice possibile l’erogazione del buono spesa. Voglio ricordarlo in premessa, perché è importante, che la platea di questo provvedimento non sono tanto le persone anziane che non hanno subito variazioni della propria pensione, ma sono le persone in attività, le persone giovani che hanno perso il lavoro, persone precarie, le persone che non hanno sufficienti ammortizzatori sociali, tutte persone che hanno subito una perdita di reddito e ce ne sono tante come testimonia il fatto che sono arrivate tantissime telefonate nel giro di mezza giornata praticamente. Tramite i servizi sociali ci sarà la possibilità di accompagnare le persone che avranno difficoltà grazie al numero unico dei servizi sociali che è 051 2197878 e, da parte nostra, stiamo già anche chiamando tutte le persone che sono in carico nostro, queste persone non hanno nemmeno bisogno di mandare il modulo, ma stiamo cercando di contattarle già da qualche giorno.

Alla domanda se gli aiuti sono in sostituzione o in aggiunta le posso rispondere così, lei sa che abbiamo previsto che hanno priorità i nuclei che abbiano avuto entrate economiche inferiori ai 780 euro nel mese di marzo, questa cifra lei sa è il punto di riferimento per il reddito di cittadinanza e in secondo ordine anche quelli con entrate maggiori perché abbiamo deciso di introdurre anche le partite iva ad esempio, perché è vero che magari riceveranno i 600 euro alla fine di aprile o alla metà di aprile dall’Inps, mi auguro il prima possibile, pur tuttavia a marzo hanno avuto problemi e quindi noi abbiamo deciso di inserire anche loro. Se i nuclei che sono sostenuti con contributi sono in quelle condizioni, ovvero hanno percepito un reddito inferiore ai 780 euro possono richiedere il contributo che si somma alle altre entrate che dichiarano, se sforano, se i soldi saranno abbastanza, apriremo anche, in second’ordine, a quelli che sono oltre i 780 euro di reddito nel mese di marzo.

Come abbiamo utilizzato nella gestione dei buoni le associazioni di volontariato che stanno sostenendo molte iniziative di raccolta di fondi e di erogazione pasti, quindi sono molto concentrate su questo? Sfruttando una delle possibilità del Decreto, abbiamo creduto che fosse più opportuno tenere noi una coerenza di valutazione delle domande e quindi di procedere direttamente alla raccolta e alla valutazione e di organizzarci con un gestore unico per l’erogazione dei buoni, però voglio anche dire che abbiamo rinforzato il numero unico dei Servizi sociali, raddoppiando le persone che rispondono, e abbiamo anche rafforzato, c’è da dire anche questo, gli empori solidali che anche grazie al crowdfunding, che per altri 30 giorni resterà aperto, vi voglio dire che sono stati già raccolti 25 mila euro dai cittadini. Abbiamo portato a 360 il numero delle famiglie a cui viene erogato il pacchetto alimentare da parte degli empori solidali, quindi anche questa è una misura collaterale al buono spesa e nei prossimi giorni vedremo qual è la platea reale dei richiedenti”.