Question Time, chiarimenti sul termine del blocco degli sfratti

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BOLOGNA – L’assessore Virginia Gieri ha risposto questa mattina, in sede di Question Time, alle domande d’attualità delle consigliere Addolorata Palumbo (Gruppo misto), Federica Mazzoni (Partito Democratico) e Emily Marion Clancy (Coalizione civica) sul termine del blocco degli sfratti.

La domanda della consigliera Palumbo
“Visti gli articoli di stampa sulla manifestazione organizzata dai sindacati inquilini di Cgil-Cisl-Uil e di Sunia – Sicet – Uniat che hanno protestato davanti alla Prefettura per chiedere l’intervento del Governo alla luce del fatto che dal 1 luglio prossimo tornano eseguibili gli sfratti. Visto che migliaia di famiglie dell’Emilia-Romagna, già fortemente penalizzate dal punto di vista economico a causa dell’epidemia che si trascina da un anno e mezzo, potrebbero trovarsi senza casa. Una pronuncia della Corte Costituzionale dice che il blocco è giustificato fino alla pandemia, poi, il legislatore deve trovare soluzione in quanto per la Corte Costituzionale la casa rappresenta un diritto sociale. Esistono povertà antiche alle quali si aggiungono povertà nuove che si sono create a seguito della pandemia.

Pone la seguente domanda di attualità per conoscere il pensiero del Sindaco e della Giunta su questo delicato tema. Per sapere dall’Amministrazione: se sia a conoscenza di quanti casi di sfratto potrebbero colpire la nostra città; se intende intervenire per sostenere le tante famiglie che dal 1 luglio rischiano di trovarsi senza casa; se intende chiedere alla Prefettura di intervenire per impedire gli sfratti sbloccati dal Governo perché ci sarebbero a rischio moltissime famiglie anche della nostra città”.

La domanda della consigliera Mazzoni
“In merito alle notizie sul termine del blocco degli sfratti domanda al Sindaco e alla Giunta una valutazione politico amministrativa circa la preoccupante situazione che si potrebbe verificare; quali politiche e azioni intende attuare l’Amministrazione comunale a sostegno degli affitti, al fine di contrastare il più possibile gli sfratti”.

La domanda della consigliera Clancy
“Viste le notizie relative alla fine della misura straordinaria di blocco degli sfratti attuata nel periodo della pandemia e l’allarme lanciato dalle organizzazioni sindacali sulla situazione drammatica in cui potrebbero venirsi a trovare molte famiglie e inquilini; pone al Sindaco e alla Giunta la seguente domanda di attualità per sapere se l’Amministrazione abbia una stima degli sfratti pendenti sul territorio di Bologna e con quali strumenti si intenda agire per scongiurare il drammatico scenario che si prospetta; per sapere se ritengano di sollecitare il Governo, anche in coordinamento con altre Amministrazioni comunali e con Anci, per la stesura di un piano straordinario per l’abitare che coinvolga le città, in particolare le grandi aree urbane e metropolitane a grande tensione abitativa; per avere una valutazione politico amministrativa complessiva sul tema”.

La risposta dell’assessore Gieri
“In premessa va sottolineato che quel che oggi preoccupa sono le esecuzioni degli sfratti relativi a convalide precedenti alla crisi pandemica, che dal prossimo mese di luglio cominceranno progressivamente a riattivarsi. Si tratta di diverse migliaia di casi, un numero che è la somma di sfratti precedenti alla pandemia, ma un numero esatto e reale non c’è perché nessuno sa con certezza se quelle famiglie con uno sfratto convalidato ormai anche qualche anno fa, nel frattempo abbiano trovato soluzioni alternative liberando autonomamente l’immobile, come spesso accade. Cioè, potremmo avere una discrasia tra i numeri che in questi mesi (e anni) si sono accumulati e sono registrati dal Tribunale e presso gli Ufficiali Giudiziari, come ‘sfratti da eseguire’, e una realtà in continuo movimento. Numeri effettivamente alti se presi in modo acritico, ma potrebbero essere inferiori nella realtà.

Quel che possiamo dire invece con certezza – perché è un fenomeno che teniamo monitorato direttamente presso il Tribunale – è che al momento, sia per l’anno in corso che per il 2020, il numero di nuove convalide di sfratto per morosità del conduttore non è dissimile dal 2019, cioè l’anno col minor numero di convalide a 10 anni dalla crisi economica del 2008/2009. Si tratta di 740 convalide per il 2020, un numero che sembra confermarsi anche per il 2021, valutando l’andamento del primo trimestre. Sono numeri assolutamente gestibili.
Questo naturalmente non ci deve lasciare tranquilli – lo dissi già rispondendo più o meno alle stesse domande in Question Time, che siamo in azione dai primi mesi della pandemia -, perché sappiamo che la curva degli sfratti potrebbe salire rapidamente anche a qualche anno di distanza dalle crisi, come quella che stiamo attraversando. Non è il 2020 o il 2021 l’anno di maggiore impatto degli sfratti, ma lo sblocco degli sfratti e lo sblocco dei licenziamenti produrranno effetti negli anni a seguire.
Ben consapevoli di queste dinamiche lo scorso mese di maggio, l’Amministrazione comunale ha rinnovato il Protocollo dello scorso maggio 2020 tra istituzioni e sindacati inquilini e proprietari per intervenire sulla crisi in atto e che nel 2020 aveva già dato vita a diverse misure di sostegno all’affitto. Ricordo che tutte le misure di sostegno all’affitto hanno proprio questa prima finalità, di impedire gli sfratti e mantenere le famiglie nel proprio alloggio. Su cui abbiamo investito ingenti risorse economiche e organizzative: tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 sono stati impegnati e in parte già erogati complessivamente 12 milioni di euro per contributi a fondo perduto a sostegno del mercato della locazione, tra i vari contributi per affitto e contributi morosità incolpevole, di cui poco meno della metà a carico del Bilancio comunale.
Anche alla luce degli esiti prodotti dalle azioni messe in campo nei mesi scorsi e in previsione degli effetti conseguenti la ripresa delle esecuzioni degli sfratti per morosità e per lo sblocco dei licenziamenti, con il rinnovo di questo protocollo si è ritenuto necessario rafforzare alcune misure d’intervento. Ci tengo a precisare che questo è un protocollo vero, autentico, grazie al quale vediamo una condivisione delle strategie che mettiamo in campo insieme ai sindacati degli inquilini, che proprio ieri hanno manifestato e che nella loro piattaforma hanno proprio queste azioni come richieste da formulare alle amministrazioni locali e al governo nazionale.
Dicevo che al rinnovo abbiamo rafforzato il Protocollo, ad esempio abbiamo aggiunto le spese condominiali e delle utenze all’interno delle spese condominiali, perché sappiamo che è un tema che desta grande preoccupazione. Abbiamo aumentato le risorse che diamo ai proprietari quando decidono di rinegoziare i propri affitti, come sapete è anche questa una misura che era già all’interno del Protocollo sfratti.
Quindi, una prima risposta l’abbiamo data, secondo un percorso già consolidato e ha avuto finora un risultato oggettivamente positivo, visti i numeri bolognesi delle nuove convalide di sfratti che sono diversi da quelli nazionali. Una risposta che segue una strategia considerata assolutamente valida dai sindacati degli inquilini, ma anche dai piccoli proprietari e da chiunque si occupi di prevenzione del disagio abitativo. L’Anci ci ha chiesto conto del nostro sistema e c’è molto interesse su questa strategia che abbiamo messo in campo.
Ci tengo a ricordare il lavoro che va fatto insieme alla Prefettura, proprio la prossima settimana chiederemo un incontro alla Prefettura sulla necessità di monitorare la realtà delle esecuzioni, perché finora abbiamo parlato delle strategie per prevenirle, ma certo sappiamo che le esecuzioni ci saranno e dobbiamo conoscere i numeri e provare a fare una cabina di regia che ci consenta di valutare per ogni situazione se ci sono delle soluzioni che possiamo trovare. Ad esempio, abbiamo in graduatoria Erp famiglie che in pochi mesi potranno avere l’assegnazione di un alloggio, quelle dobbiamo cercare di mantenerle nel loro alloggio il più possibile senza l’esecuzione dello sfratto. Soluzioni di questo genere vanno concordate tra Bologna Città metropolitana per trovare delle strategie comuni.
Sulle Agenzie casa, sapete che se ne sono concretizzate diverse in regione, noi abbiamo condiviso la necessità emersa anche nell’istruttoria, di ragionare su nuove agenzie casa. Oggi dobbiamo occuparci di questa emergenza e dobbiamo essere molto attivi, trovare tutte le risorse possibili per evitare gli sfratti, accompagnare le famiglie a trovare altre soluzioni quando non si possono evitare, ma certo il tema della intermediazione necessaria tra famiglie con redditi bassi e alloggi di locazione esiste, su cui bisogna lavorare con strategie nuove. Nell’istruttoria pubblica vi ricorderete che il problema pre pandemia era la locazione breve turistica, oggi il quadro è completamente cambiato: circa la metà di chi aveva alloggi in locazione turistica si è spostato sulla locazione più tradizionale. Questo per dire che la pandemia ha molto cambiato il sistema di locazione in città e un approfondimento va fatto.
Sul piano nazionale. Sono convinta che il tema abitativo sia importantissimo e centrale, lo abbiamo così delineato nel nostro piano urbanistico e ci abbiamo investito moltissime risorse, unici in Italia a investire in un Piano di edilizia pubblica. Proprio per questo sono convinta, insieme a voi, che abbiamo bisogno di un grande Piano casa nazionale e speriamo che le risorse del Piano nazionale di ripresa e di resilienza possano vedere la casa come uno strumento importante e centrale, non solo di welfare abitativo, ma anche di gestione complessiva delle nostre città, legato ai movimenti demografici e alla pianificazione urbana. Come enti locali pensiamo di essere riusciti a prevenire per quanto possibile con le risorse che vi dicevo, ma certamente un grande Piano nazionale per la casa sarebbe necessario anche per la nostra città.
Ieri abbiamo presentato il terzo dossier sulla lettura della graduatoria comunale, credo sia importante, perché legge già i primissimi dati sulla pandemia ed è consultabile per tutti sulla pagina del settore Casa del Comune.
È un lavoro complessivo, richiede nervi saldi, capacità di lettura concreta e oggettiva della situazione, conoscere le problematiche che ci troveremo ad affrontare ed essere pronti con delle strategie già in campo, che ci vengono spesso copiate dalle altre amministrazioni. I problemi comunque ci saranno e secondo una mia valutazione gli effetti più grossi li vedremo tra un paio d’anni e per questo dobbiamo essere da subito pronti, prevenendo e seguendo con tutta l’azione del caso quando non potremo prevenire”.