Question Time, chiarimenti sul reddito di cittadinanza

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BOLOGNA – L’assessore Marco Lombardo ha risposto questa mattina, in sede di Question Time, alla domanda d’attualità della consigliera Paola Francesca Scarano (Lega nord) sul reddito di cittadinanza.

La domanda della consigliera Scarano:

“Dichiarazioni false per reddito di cittadinanza. Sono a chiedere al Signor Sindaco un parere politico amministrativo in senso generale ed in particolare vorrei conoscere come agirà politicamente l’ amministrazione per evitare queste situazioni”.

La risposta dell’assessore Lombardo:

“Il Comune di Bologna non ha delle competenze specifiche rispetto al tema degli accertamenti sulle dichiarazioni false per il Reddito di cittadinanza, ma la domanda che pone la consigliera mi offre la possibilità di fare una valutazione politica su quello che è successo. Conosciamo la sofferenza delle persone che in questo momento hanno un livello di reddito così basso e proprio per questo il beneficio del reddito di cittadinanza dovrebbe andare davvero e solamente a chi ne ha più bisogno.

Sono stati denunciati per frode 24 cittadini rumeni che dovranno restituire 37 mila euro e quindi innanzitutto il ringraziamento va all’operazione svolta dalla Guardia di finanza e dalla Polizia di stato a Bologna. Il nucleo operativo metropolitano della Guardia di finanza ha consentito con le sue analisi di individuare cittadini che sostanzialmente istruivano le loro pratiche presso patronati convenzionati presentando autocertificazioni di residenza false e quindi dichiarando di essere residenti in Italia da più di 10 anni, in questo modo frodando l’INPS per somme che variano dai 500 agli 800 euro mensili, ma anche in qualche modo andando a minare la credibilità dell’istituto del reddito di cittadinanza, che deve essere garantito solo a chi si trova in uno stato di indigenza e disoccupazione.

Questo ci offre anche l’occasione per chiedere che ci sia un maggiore incrocio dei dati affinché si possa agire non solo nella fase repressiva rispetto alle frodi, ma nella fase preventiva. Ci sarebbe bisogno di una normativa nazionale che consenta una maggiore circolazione delle informazioni e dei dati, in particolare con la collaborazione dell’INPS, affinché si possano fare dei controlli incrociati dal punto di vista anagrafico proprio per evitare autocertificazioni false. Questo credo che sarebbe opportuno proprio per andare a rafforzare l’obiettivo del reddito di cittadinanza di individuare un target specifico e mirato.

Dall’altra parte come la consigliera sa, in diverse occasioni io ho espresso qualche perplessità rispetto al tema del beneficio del reddito su un termine di residenza di questo tipo. Ovviamente in questo caso si tratta di una frode e non c’è dubbio che l’intento di frode rispetto alla legge vada punto, ma stiamo parlando pur sempre di cittadini europei e bisogna evitare che ci sia anche da questa parte una condizionalità dell’esercizio di questo beneficio legato alla cittadinanza nazionale, perché questo comporterebbe la violazione del principio di non discriminazione rispetto ai cittadini europei. A mio avviso questo dovrebbe richiedere non solo una azione preventiva di controllo, ma anche una revisione della normativa rispetto al tema della cittadinanza europea. Questo proprio al fine di evitare comportamenti elusivi e frodi come quelle che sono state poste in essere, che vanno condannate, e ringrazio ancora una volta, la Guardia di finanza e la Polizia di stato per il lavoro che viene svolto, mandando un messaggio anche a chi intenda muoversi sulla stessa linea della frode: questi comportamenti vengono prima o poi scoperti e sanzionati. Questa attività di controllo è importante e spero che ci siano anche le condizioni per svolgerla in una fase preventiva attraverso lo scambio di dati e la trasparenza”.