Question Time, chiarimenti sul green pass sugli autobus

1

BOLOGNA – L’assessore Claudio Mazzanti ha risposto questa mattina, in sede di Question Time, alla domanda d’attualità della consigliera Paola Francesca Scarano (Lega Bologna per Salvini premier) sul green pass sugli autobus.

La domanda della consigliera Scarano

“Sì al green pass anche sul bus…. Sono a chiedere al Signor Sindaco ed alla Giunta di esprimere un parere politico amministrativo in senso generale e più in particolare vorrei conoscere se si vuole introdurre questa obbligatorietà già da settembre, alla ripresa delle scuole ed in caso di risposta affermativa, sapere come verrà organizzato il servizio. Sono anche a chiedere se vi sarà l’intenzione di “permettere” tamponi gratis a tutta la cittadinanza oppure se gli eventuali costi saranno a carico degli stessi. Chiedo infine di conoscere se non vi è contraddizione tra le dichiarazioni rilasciate oggi in merito al trattamento obbligatorio rispetto al fatto che questa Giunta ha sempre dichiarato che gli autobus sono sicuri e non vi è possibilità di contagio”.

La risposta dell’assessore Mazzanti

“Gentile consigliera,
siamo tutti in attesa delle restrizioni che saranno decise dal Governo, perché noi possiamo applicare questa norma se il governo ci darà la possibilità di farlo. Il green pass vede favorevoli la stragrande maggioranza delle forze politiche che si sono pronunciate. Questo perché è una garanzia per la metà della popolazione che si è vaccinata, grazie alla quale la pandemia, anche se è in crescita con la nuova variante delta, non ha portato al numero di ricoveri e di morti che prima avevamo. L’articolo che lei cita ha inserito una mia opinione personale come posizione della Giunta, riportata tra l’altro come se io vedessi il green pass come strumento obbligatorio per viaggiare in autobus. Il green pass è uno strumento fondamentale, ricordo che in Francia quando è uscito il provvedimento, due milioni di persone hanno deciso di vaccinarsi, si stanno orientando in questa direzione il governo inglese, la Germania e tanti paesi europei. Credo che dovremmo vaccinarsi per rispetto dei tanti morti e ammalati e anche perché non vogliamo tornare alle chiusure. Quindi il green pass è uno strumento importantissimo, che fa prendere posizione allo stato rispetto alla vaccinazione e sancisce quello che ormai è patrimonio collettivo, che la vaccinazione consente di vivere in modo normale senza causare danni a terzi. Questo era il senso delle mie dichiarazioni. Ricordo anche che le regioni hanno cominciato a sospendere dal servizio il personale medico e sanitario che non si è voluto vaccinare. Vogliamo uscire dalla fase delle limitazioni.

Per quanto riguarda il trasporto pubblico, credo che il green pass sia uno strumento importante: se il numero dei vaccinati cresce, cala il rischio in generale. Aggiungo che sul mezzo pubblico non c’è la possibilità di fare un controllo sulle persone che accedono.

Tra l’altro ricordo che in Emilia-Romagna, quando i Nas hanno fatto i controlli sui bus per cercare le tracce di coronavirus, non hanno trovato nulla, a differenza di altre regioni. Quindi è stato fatto un lavoro che non ha messo a rischio i propri utenti.

Se tutti continueranno a vaccinarsi, potremo tornare a lavorare, studiare e viaggiare liberamente. Ringrazio il presidente dell’associazione nazionale del trasporto pubblico, tra l’altro un esponente politico della Lega, che su questo punto ha ampiamente difeso il servizio pubblico, riportando dati che dimostrano che il servizio è utente e tutela i suoi utenti, a parte alcune eccezioni rilevate dai Nas. Quindi il green pass credo sia uno strumento utile per la campagna di vaccinazione, anche per il trasporto pubblico, soprattutto sulla lunga percorrenza, perché i mezzi urbani e extraurbani riguardano tratte molto brevi o medie, con ventilazione e con un ricambio d’aria per l’apertura delle porte ogni pochi minuti che non sono state fonte di contagio”.