Question Time, chiarimenti su dispersione scolastica e didattica a distanza

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BOLOGNA – L’assessore Elena Gaggioli ha risposto questa mattina, in sede di Question Time, alle domande d’attualità dei consiglieri Simona Lembi, Francesco Errani (Partito Democratico) e Emily Marion Clancy (Coalizione civica) su dispersione scolastica e didattica a distanza.

La domanda della consigliera Lembi
“Visti gli articoli di stampa invita cortesemente il Sindaco e la Giunta ad esprimere una valutazione politico-amministrativa circa le disuguaglianze crescenti a seguito della pandemia con particolare riferimento alla questione dell’aumento della dispersione scolastica in relazione alla DAD. Ne chiedo una opinione politica amministrativa e le azioni che la giunta intende promuovere per farvi fronte”.

La domanda del consigliere Errani
“Visto la rassegna stampa in merito all’aumento della dispersione scolastica e al ritardo nell’apprendimento degli studenti, creata dalla difficoltà di studiare online, dalla povertà e dall’isolamento. Invita cortesemente il Sindaco e la Giunta: ad esprimere una valutazione politica sull’opportunità di investimento prioritario sulla scuola, in servizi educativi e sociali per contrastare la dispersione scolastica, anche progettando nuovi interventi e coinvolgendo tutte le realtà educative, sociali e culturali cittadine, per sostenere l’apprendimento dei giovani studenti”.

La domanda della consigliera Clancy
“Viste le preoccupanti notizie relative all’aumento dei casi di dispersione e abbandono scolastico nelle scuole superiori, in particolare negli istituti tecnico professionali, all’indomani della ripresa delle lezioni in presenza dopo il lungo periodo di didattica a distanza imposto dall’emergenza sanitaria; considerato che questo fenomeno riguarda anche alcuni istituti scolastici cittadini e si interseca, molto spesso, con difficoltà economiche e sociali che coinvolgono i nuclei familiari degli alunni e delle alunne; pone la seguente domanda di attualità per avere una valutazione politico amministrativa sul tema; per sapere se l’Amministrazione abbia ulteriori informazioni e dati in merito; per sapere se e come l’Amministrazione si stia rapportando con gli altri enti territoriali, Regione e città Metropolitana, e con l’Ufficio Scolastico Regionale per individuare strategie coordinate atte ad arginare questo fenomeno e quale possa essere in questo contesto il contributo dei servizi comunali o dei servizi affidati ad Asp città di Bologna”.

La risposta dell’assessore Gaggioli:

“Un ringraziamento ai consiglieri che mi danno l’opportunità di intervenire su un argomento che mi sta molto a cuore. Abbiamo già detto tante volte, anche nelle udienze conoscitive, quanto la didattica a distanza ci abbia aperto gli occhi su delle criticità del mondo scolastico, che sono esplose con tutta la loro potenza. Le criticità derivanti dalla DAD riguardano tutta la comunità educante, gli studenti ma anche gli insegnanti, che hanno più volte manifestato la difficoltà a fare bene il loro lavoro di educatori con queste modalità.
Faccio un piccolo inquadramento, il Comune di Bologna ha da tempo una consolidata rete di servizi educativi che hanno tra le loro priorità il contrasto alla dispersione scolastica. Sono servizi diffusi fra comune e quartiere e impiegano circa 40 educatori, dipendenti comunali che sono suddivisi tra Area Educazione e Quartieri. Ci sono poi altre agenzie educative che nel territorio operano, in collaborazione con le altre realtà territoriali che sono attive anche attraverso convenzioni.

Non c’é dubbio che questo anno di pandemia abbia acuito questo fenomeno, ma soprattutto lo abbia reso meno individuabile, questo perché il primo canale che il Comune aveva per rilevare il fenomeno della dispersione scolastica era proprio la scuola, in contatto quotidiano con le fasce più giovani della popolazione e le loro famiglie. Questo contatto in questo anno di pandemia è mancato, si è dovuto reinventare e ha dovuto trovare nuovi canali e soprattutto si è dovuto rapportare con altre criticità. La consapevolezza di queste difficoltà è segnalata prima di tutto dalle scuole, dai dirigenti scolastici che sono stati i primi a sollecitare e a mettersi in contatto con il Comune di Bologna e con tutti i Comuni dell’area metropolitana per ricevere sostegno, che hanno ricevuto. A Bologna, memori dell’esperienza dell’anno scorso che ci aveva colto di sorpresa, si è fatto tutto quanto possibile affinché le opportunità educative rivolte a bambini e ragazzi, per sostenerli nel percorso scolastico, fossero rimodulate per rispondere alle limitazioni dovute dalle norme per il contrasto alla diffusione del Covid, ma non venissero completamente interrotte, a parte una brevissima parentesi nel mese di marzo.

La mediazione culturale, l’insegnamento della L2 e il sostegno agli alunni disabili invece si sono sempre svolti in presenza. Questo perché fino dalla scorsa estate i servizi educativi si sono posti il problema su come non far riviere il blackout che abbiamo vissuto l’anno scorso nell’emergenza della pandemia. Rispetto alle situazioni più gravi ci sono state risposte tempestive con progetti individuali che andavano proprio a rispondere a delle fragilità emerse con più forza.

Rispetto ad alcune segnalazioni di alcuni studenti di origine straniera che non si presentavano a scuola, è emerso come questi fossero tornati nel loro paese di origine e quindi non reperibili. Per quanto riguarda i minori di origine straniera iscritti a scuola abbiamo il servizio di insegnamento della lingua italiana che è rivolto ai neo arrivati in Italia, ma anche a tutti gli studenti di seconda generazione, in condizione di bilinguismo, che necessitano un sostegno all’apprendimento di contenuti disciplinari attraverso la predisposizione di materiali didattici specifici, da inviare alle famiglie. Questo perché la DAD oltre a presentare dei problemi rispetto alla capacità di creare con lo studente un rapporto di sintonia diretto e anche umano, crea anche per gli studenti che sono bilingue un ulteriore ostacolo. Sempre questa mediazione linguistico-culturale che supporta le scuole nel raggiungimento dei nuclei e dei minori in condizione di difficoltà è servita anche per dialogare con i minori e col nucleo famigliare, rispondendo alla complessiva condizione di fragilità dell’alunno e dell’ambiente in cui vive. Voglio anche ricordare il Servizio Aggancio scolastico e Stanze educative, mirati in modo specifico a gestire situazioni più gravi e prossime all’abbandono, che quest’anno, per dare qualche dato, come chiedevano i consiglieri Errani e Clancy, hanno seguito 60 minori con laboratori che sono stati effettuati in presenza due volte la settimana anche durante il lockdown, con un supporto didattico per la realizzazione dell’elaborato per l’esame del terzo anno sella scuola secondaria di primo grado e anche un tutoraggio personalizzato.

Voglio poi ricordare poi tutte le attività culturali offerte dal Pon Metro e dal Pon Accelerazione Civica, che sono serviti per organizzare momenti di confronto dedicati a mettere in circolo le esigenze e le fragilità. Voglio dire una cosa che ha messo in evidenza correttamente il consigliere Errani, noi dobbiamo nei confronti degli adolescenti e dei preadolescenti trovare un linguaggio per comunicare con i loro strumenti. Ci troviamo davanti a ragazzi che hanno l’opportunità di avere strumenti straordinari, che sono in grado di dare loro opportunità impensabili anche solo per poche generazioni prima della loro, ma sono strumenti nei confronti dei quali loro per ora sono lasciati inermi. Chi li deve educare non aveva a disposizione quegli stessi strumenti alla loro stessa età, quindi mancano i riferimenti, perché sono strumenti che sono anche potenzialmente molto pericolosi. Per questo io con le mie deleghe, di concerto con l’assessora Zaccaria, abbiamo avviato un percorso che inizia con il Patentino per lo smartphone che viene presentato domani, in un percorso più ampio di utilizzo degli spazi digitali. Ci sono dei pericoli potenziali, bisogna fare qualcosa per tutto quello che riguarda l’utilizzo delle tecnologie, io penso che vada al alzato il tiro e che tutti insieme possiamo lavorare sull’educazione alla cittadinanza digitale, un insieme di regole, tutele e strumenti che insegnino ai nostri ragazzi e alla comunità che li educa, a utilizzare con responsabilità, intelligenza e consapevolezza quegli strumenti.

Segnalo che in sintonia con quanto previsto nel piano scuola estate 2021 del Ministero dell’Istruzione, verranno organizzati dal Comune di Bologna attività di continuità con la scuola anche nel periodo estivo, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità. Mantenere anche durante l’estate un filo attivo con questi alunni con attività extrascolastiche, ma profondamente collegate con la scuola per cui il Comune impegna anche risorse proprie, permette di dare continuità all’assistenza dei minori con queste criticità.

Ci sono una serie di stanziamenti dedicati ad adolescenti con difficoltà di reinserimento sociale, anche attraverso i Centri Anni Verdi e lo ripeto, in generale, non solo per quello che riguarda l’estate, ma tutto il Settore, son state dedicate più risorse per l’assistenza agli alunni in queste particolari situazioni.

Do alcuni dati come mi avete chiesto, per la città di Bologna, ma come chiedeva la consigliera Clancy le farò avere anche quelli per l’area metropolitana, abbiamo avuto nell’anno scolastico 2018-2019 107 segnalazioni per evasione scolastica, e nel 2019-2020 e 2020-2021 abbiamo avuto per ciascun anno 99 segnalazioni.

Siamo a disposizione, lo sono stati tutti i Comuni dell’area metropolitana insieme al Comune di Bologna, dei dirigenti scolastici per trovare soluzioni ovvero, come metteva in evidenza la consigliera Lembi, ho letto anche io quell’articolo del Corriere della sera, le criticità sono soprattutto sugli istituti tecnici e a Bologna ne abbiamo alcuni che sono importanti, sarà anche importante elaborare delle strategie per quel particolare tipo di scuola in cui molte volte il rapporto con l’insegnante diventa anche una modalità di inserimento dello studente nella comunità e sarà importante interrogarsi anche su questo.
Per concludere, il Comune di Bologna ha rafforzato i servizi che erano già attivi, rimodulandoli anche in sintonia con le necessità sociali e sanitarie, ha stanziato risorse per dare ancora maggiore copertura alle situazioni di esclusione sociale e dispersione scolastica, che sono due facce della stessa medaglia. Abbiamo anche attivo un progetto per i Neet, We Neet You, che riguarda i recupero di ragazzi che non studiano e non lavorano e che hanno difficoltà a uscire.

In generale io credo che tutte le criticità emerse i questo anno debbano darci lo sprone, in collaborazione con l’assessora Zaccaria stiamo lavorando per dare ai nostri ragazzi e anche alla comunità una serie di strumenti di consapevolezza di cura nei confronti del prossimo, di responsabilità che ci servono a istituire con loro un canale di dialogo nelle loro modalità e nel loro linguaggio, perché questo è importante, e a fare in modo che questi strumenti vengano utilizzati con consapevolezza, perché siano solo un’opportunità e non un pericolo”.