L’ultimo stralcio ha un valore di 5 milioni di euro ed è finanziato dall’Ordinanza commissariale 33 del 2024. Rappresenta la fase conclusiva di un progetto complessivo da oltre 17 milioni che ha una valenza fondamentale per ridurre il rischio di esondazioni e una gestione più sicura delle acque. In particolare, prevede la realizzazione del regolatore di portata, un dispositivo che consentirà di limitare la portata verso valle e favorire l’accumulo controllato delle acque in caso di piena, migliorando la protezione delle aree abitate e agricole.
La cassa delle Budrie, che ha una capacità di 6,3 milioni di metri cubi d’acqua, è già entrata in funzione in diverse occasioni, ma solo con questo intervento potrà operare al massimo delle sue potenzialità. In totale sono 3 gli interventi previsti nel bacino del Samoggia: oltre alle Budrie, la cassa del Lavino (portata di un milione di metri cubi e realizzata al 60%) e la cassa Ghironda (portata di 100mila metri cubi, è stato terminato il primo stralcio ed è in approvazione il secondo).
“Un passo avanti importante per un’opera idraulica strategica per la sicurezza della pianura bolognese e attesa da tempo da questa comunità- sottolinea la sottosegretaria con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini-: la cassa delle Budrie ha già dimostrato quanto sia importante in caso di piene o di rischio esondazioni del Samoggia e con il completamento diventerà ancora più centrale nella tutela di questo territorio. Si conferma- conclude Rontini– il nostro impegno a procedere alla realizzazione delle opere necessarie, asta per asta, fiume per fiume, per un’Emilia-Romagna più sicura nel minor tempo possibile”.
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