Provincia di Parma. Lavoro: si progetta la ripartenza in sicurezza

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Riuniti il 16 aprile in teleconferenza i firmatari del Patto per il lavoro, con Prefetto, Ausl, Università, Sindaco di Parma, Ispettorato del lavoro, organizzazioni datoriali e sindacati

PARMA – La Provincia di Parma ha riunito giovedì 16 aprile in teleconferenza i firmatari locali del “Patto per il Lavoro” per un confronto sulla ripresa delle attività economiche in sicurezza nel nostro territorio.

All’incontro, che fa seguito alla riunione regionale del Patto per il Lavoro di martedì 14 aprile, hanno partecipato le associazioni economiche e i sindacati, sono stati invitati anche il Sindaco del Comune capoluogo, l’Università, il Prefetto, l’Ispettorato del Lavoro e il Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro, per un supporto sulle implicazioni igienico – sanitarie.

“Si è confermata l’importanza delle modalità di confronto e condivisione messe in atto con il Patto per il Lavoro, apprezzate da tutti gli interlocutori – ha spiegato il Presidente della Provincia Diego Rossi – si tratta di uno strumento utile per progettare questa fase di ripartenza, ma anche nella prospettiva della gestione dei mesi a venire. Come Provincia abbiamo confermato la volontà di proseguire nel coordinamento del Patto a livello locale, anche per le fasi successive a quella dell’emergenza sanitaria. Inoltre abbiamo confermato la disponibilità dell’Ente a supportare con i propri uffici i Comuni, in particolare quelli medio-piccoli, per l’espletamento di gare ed affidamenti, così da facilitare l’uso delle risorse pubbliche disponibili e la ripresa dei cantieri.”

Circa l’individuazione di ulteriori filiere strategiche da riaprire, il Prefetto ha ricordato come dal tavolo fosse già emersa negli incontri precedenti la necessità di riattivare la filiera della “Fabbricazione di macchine per l’industria alimentare” (ATECO 28 93), che ricomprende anche produzioni di pezzi fondamentali per garantire la manutenzione di macchine e strumenti per l’alimentare e l’agricoltura.

Le associazioni datoriali hanno auspicato in modo unanime il superamento del concetto di “filiera”, da sostituire con una possibilità di apertura per tutte le realtà che possono garantire pienamente i criteri ed i protocolli di sicurezza sanitaria per i lavoratori e clienti, dato che oggi è possibile reperire anche a mercato i DPI ed è aumentata la consapevolezza.
Altrettanto generale è stata la richiesta di recepire protocolli regionali per categoria, così da uniformare i comportamenti e le attività.

Le Organizzazioni Sindacali (CGIL, CISL e UIL), non si sono espresse sull’individuazione di filiere o attività ulteriori, rimandando ad una definizione di protocolli di regole in sede di tavolo regionale.

E’ stata anche sottolineata la difficoltà dell’accesso al credito, con tempi troppo lunghi per avere liquidità dal mondo bancario, anche a fronte di garanzie dei Confidi e si è auspicato un maggiore coinvolgimento del mondo del credito per affrontare questa emergenza.

E’ emerso inoltre il tema dei “servizi collaterali” alla ripartenza, dal trasporto pubblico locale (come verrà organizzata la mobilità dei lavoratori in sicurezza su bus e treni?) ai servizi alle famiglie (se gli adulti tornano al lavoro, si pone il problema della gestione dei bambini).

Il Rettore ha ribadito la disponibilità dell’Università a supportare le attività di screening sul territorio attraverso i propri laboratori; il Servizio “Prevenzione e Sicurezza Ambienti di lavoro” dell’Ausl e l’Ispettorato del lavoro hanno confermato i rispettivi ruoli in una logica di collaborazione e di assistenza al Tavolo ed alle associazioni partecipanti per l’applicazione dei protocolli.

In accordo con i partecipanti e con il Prefetto, il tavolo è stato riconvocato per giovedì 22 aprile, dopo l’incontro regionale del Patto per il Lavoro convocato per sabato 18 aprile.

Foto di repertorio: Lavori in cantiere