Reggio Emilia

Presentazione STAGIONE 26-27 del Centro Teatrale MaMiMò

Conferenza stampa 30.09_Centro Teatrale MaMiMò

REGGIO EMILIA – A partire da sabato 24 Ottobre, negli spazi di Via Massenet e Via Tonale è di scena il Cambiamento

CENTRO TEATRALE MAMIMÒ – Si alza il sipario sulla Stagione 26-27

Un cartellone ricco di proposte che interesserà sia il Teatro Piccolo Orologio per la prosa, che gli spazi delle Officine Creative Reggiane, per un progetto innovativo e partecipativo

Secondo il dizionario Treccani, la definizione della parola cambiamento è “atto ed effetto del diventare diverso”. Atto ed effetto, qualcosa che accade e qualcosa che diviene, un evento e il suo dispiegarsi nel tempo. Il cambiamento è quindi sia una nuova forma o evoluzione di ciò che già si conosce, ma è al tempo stesso anche l’insieme delle risonanze che essa determina in tutto ciò che gli sta vicino, persone, luoghi, istituzioni. E non sarebbe sbagliato dire che la stessa parola cambiamento racchiuda anche tutto il percorso che è stato fatto per arrivare alla sua nascita, come lo sbocciare di un fiore o di un’idea: e allora può accadere che ciò che poco più di 20 anni fa era il sogno di un gruppo di giovani attori uniti dal desiderio di fare teatro nella loro città oggi sia una realtà consolidata e in continua crescita che non smette di interrogarsi e di scommettere sul futuro. Un teatro fatto da e per le persone, con una scuola, una compagnia, una stagione, anzi due, perché due sono le case ma uno resta il cuore. Perché questo tempo parla diversi linguaggi, che vanno ascoltati, compresi, integrati. Perché niente come il teatro può avere la forza e il privilegio di inventare l’avvenire.

Con un totale di 44 serate di apertura, la stagione 26-27 del Centro Teatrale MaMiMò intende rilanciare l’idea di un teatro necessario, accessibile, in grado di intercettare le spinte del presente e farsi carico delle domande che lo attraversano, e lo fa mescolando sapientemente tematiche e generi, ospitando sia compagnie ampiamente affermate che nuovi talenti emergenti e creando una programmazione fortemente connotata dagli spazi che andrà ad abitare. A suggellare ulteriormente questo cambiamento, in questi mesi è stato anche  intrapreso un percorso di rebranding dell’identità visiva del MaMiMò, con un nuovo logo per descrivere una diversa idea di luogo. Non si tratta di un semplice restyling grafico, ma di un nuovo modo di raccontarsi: le sue forme geometriche richiamano architetture, soglie e spazi da attraversare, ogni lettera diventa un piccolo luogo, ogni forma apre una possibilità: e come il teatro, il nuovo logo non vuole dare una risposta sola, ma invita ad entrare ed esplorare, affinché ognuno possa trovare il proprio percorso.

Introduce Marco Maccieri, direttore artistico del Centro Teatrale MaMiMò: “Il ritorno a casa al Teatro Piccolo Orologio dopo i lavori di ristrutturazione ha spinto il Centro Teatrale MaMiMò a compiere un grande passo avanti, inaugurando con la stagione 2026/27 una nuova era. Quest’estate la compagnia ha lavorato come l’inverno, tenendo il seme sottoterra per farlo germogliare in un’offerta raddoppiata: la prosa tradizionale al Piccolo Orologio e un percorso sperimentale e intimo alle Officine Creative Reggiane. Un’evoluzione accompagnata da un profondo Rebranding, nato non come un vezzo ma come una reale necessità. Abbiamo dovuto guardarci allo specchio e riconoscere che siamo entrati nell’era della maturità. Non siamo più soltanto i ‘brèv ragas’ di Reggio Emilia appena usciti dall’Accademia; dopo vent’anni abbiamo conquistato una credibilità che oggi ci impone la responsabilità di fare proposte di livello, capaci di contaminare la vita delle persone. Questo rebranding serve a comunicare che oggi offriamo esperienze diversificate in due spazi con vocazioni differenti. Non ci guida il passato, ma il futuro, spinti dal nostro ‘daimon’ e dalla passione di aggregare la comunità.”

Marco Mietto, Assessore a Cultura e Giovani del Comune di Reggio Emilia: “Sappiamo perfettamente immaginare la fine del mondo ma non sappiamo immaginare il suo cambiamento, il rovesciamento di questo mondo, ed è proprio lì che voi guardate. Le difficoltà che i cittadini etichettati come giovani trovano nelle loro carriere e nel rapporto tra la sfera pubblica e la sfera privata rappresentano un ostacolo concreto. Voi non praticate nessuna nostalgia nei confronti delle vostre comunità, ma una realtà complessa basata sull’idea del fare. Questa vostra capacità di aver costruito una comunità, in vent’anni, tenendo insieme una compagnia, può servire anche a rafforzare o suggerire qualcosa di utile non solo sul piano normativo e politico, ma anche sul piano del ripensamento del ruolo che l’arte può avere nel momento in cui i cittadini sono preda del disorientamento.”

La Stagione di prosa del Centro Teatrale MaMiMò presso il Teatro Piccolo Orologio, inaugurerà sabato 24 ottobre alle ore 21 con ARECIBO, un progetto Fucina Zero di Jacopo Angelini per la regia di Matteo Finamore, con in scena Mario Berretta, Andrea Carriero e Giulia Rossoni. I tre performer ripercorrono la storia del messaggio di Arecibo, il segnale che nel 1974 il più grande radiotelescopio del mondo inviò nello spazio profondo nel tentativo di comunicare con possibili civiltà extraterrestri. Tra ricerca scientifica, storia e vissuti personali, il silenzio del cosmo si intreccia con quello delle nostre relazioni, in una profonda riflessione sul significato del silenzio e dell’attesa.

Novembre continuerà nel segno della drammaturgia contemporanea e proporrà 4 spettacoli, uno per ogni fine settimana.  Sabato 7 novembre farà gradito ritorno la compagnia Carrozzeria Orfeo, con CUORE DI PORCO, uno spettacolo in cui la drammaturgia di Chiara Arrigoni, Filippo Capobianco e Francesco Petruzzelli si ibrida con le illustrazioni-animazioni di Federico Bassi e Giacomo Trivellini e le musiche di Massimiliano Setti, che ne ha anche curato la regia insieme a Gabriele Di Luca. In scena Matteo Berardinelli e gli stessi Massimiliano Setti e Federico Bassi, daranno vita ad una performance “live-set” che intreccia diversi linguaggi dello spettacolo dal vivo per indagare il rapporto tra individuo e collettività e tra umano e non umano. Sabato 14 novembre sarà invece la volta di QANON REVOLUTION di Evoè Teatro, una drammaturgia originale di Riccardo Tabilio, con Emanuele Cerra, Alice Conti e Gabriele Mattè per la regia di Silvio Peroni: uno spettacolo sulla teoria del complotto più grande del mondo in cui tutto quello che viene detto – purtroppo – è vero.  PICCOLA ILIADE sarà in scena sabato 21 novembre alle 21 e domenica 22 novembre alle 19, una produzione del Teatro Libero di Palermo di e con Valeria La Bua, per la regia di Chiara Callegaro: una donna riporta alla memoria i ricordi calcistici della fine degli anni ’90, quando era bambina e, come il rito del calcio si intreccia con la sua storia familiare, così la narrazione si mescola con il racconto dell’Iliade, che la bambina nel frattempo stava studiando a scuola. L’ultimo fine settimana del mese il Teatro Piccolo Orologio ospiterà TAPE, una produzione Teatro Filodrammatici di Milano, sabato 28 e domenica 29 novembre. La drammaturgia di Stephen Belber, tradotta e portata in scena da Bruno Fornasari, vedrà sul palco Tommaso Amadio, Camilla Pistorello e Marco Rizzo, in un testo teso e incalzante che scava nel bisogno di verità e nei meccanismi della memoria, costringendo i personaggi, e con loro il pubblico, a chiedersi cosa significa davvero assumersi la responsabilità di ciò che si è fatto.

Il mese di Dicembre sarà interamente all’insegna delle Produzioni MaMiMò. Si partirà venerdì 4, sabato 5 e domenica 6 con lo spettacolo UNA SPECIE DI PREGHIERA, scritto diretto ed interpretato da Alice Giroldini, in scena insieme alle figure di Noemi Giannico:  una profonda riflessione sulla morte, la mortalità e l’elaborazione del lutto, in un continuo dialogo con il pubblico, capace di trasformare un lutto particolare in qualcosa di universale. Venerdì 11, sabato 12 e domenica 13, dopo le applaudite repliche dello scorso anno presso le Officine Creative Reggiane, tornerà in scena COME TRATTENERE IL RESPIRO dell’inglese Zinnie Harris: la compagnia MaMiMò (Fabio Banfo, Luca Cattani, Cecilia Di Donato, Alice Giroldini e Marco Maccieri), diretta da Marco Plini, riporta in scena l’epopea di Dana, una donna che fa l’amore con uno sconosciuto – forse il diavolo – e che da quel momento precipita, insieme a tutti coloro che le stanno accanto e a tutta la società occidentale, in un catastrofico viaggio senza ritorno. L’ultimo spettacolo dell’anno vedrà il ritorno de LA DONNA PIÙ GRASSA DEL MONDO, in scena venerdì 18, sabato 19 e domenica 20, una drammaturgia di Emanuele Aldrovandi con Luca Cattani, Alice Giroldini e Marco Maccieri, per la regia di Angela Ruozzi: una commedia grottesca e paradossale che ci induce a riflettere sulla capacità dell’uomo di immaginare un modo di raggiungere la felicità che non lo condanni all’autodistruzione.

Il 2027 apre con il tradizionale spettacolo per famiglie nel pomeriggio del giorno della Befana: mercoledì 6 gennaio alle 17 andrà infatti in scena STELLE, una produzione La Piccionaia, scritta da Carlo Presotto e Silvano Antonelli e interpretata dallo stesso Carlo Presotto che, attraverso la presentazione di un improbabile inventario delle stelle del cielo, offre ai bambini – ma non solo a loro – la possibilità di dare libera voce ai loro desideri. I prossimi 3 spettacoli in cartellone saranno di nuovo tutte produzioni del Centro Teatrale MaMiMò: Sabato 9 e domenica 10 gennaio il pubblico sarà invitato a prendere parte a BULLET CATCH, un monologo di Rob Drummond, interpretato da Alex Cendron per la regia di Massimiliano Cividati: uno spettacolo che mescola magia, suspense e profondi dilemmi morali per indagare tutte le possibili implicazioni del concetto di libertà. SCORIE – L’incredibile storia del nucleare in Italia è una Prima Nazionale che andrà in scena venerdì 29, sabato 30 gennaio e domenica 31 gennaio e venerdì 5, sabato 6 e domenica 7 febbraio: il testo, scritto e interpretato da Fabio Banfo per la regia di Andrea Cosentino, attraversa la storia del nucleare italiano, tra questioni economiche, mafie, cialtroneria e eroismo e vuole rendere omaggio a Ilaria Alpi, Miran Hrovatin e Natale De Grazia, morti mentre seguivano le tracce misteriose di queste scorie. Venerdì 12 e sabato 13 e domenica 14 febbraio il palco del Teatro Piccolo Orologio ospiterà poi RAPTUS, scritto e diretto da Alessandro Sesti con Debora Contini, Ludovico Rohl, Alessandro Sesti e Andrea Volpi, e scenografie e puppet firmati da Mattia Ammirati: in una società votata all’odio e alla prevaricazione, l’arrivo di un nuovo inquilino in un decadente condominio cambierà il destino degli altri abitanti e forse del mondo intero.

BREVIARIO DI SITUAZIONI IN CUI OCCORREREBBE AVERE QUALCHE FONDAMENTO DI TAO è lo spettacolo prodotto da Servomuto Teatro in programma per sabato 6 marzo alle ore 21. In scena Matteo Gatta (che ha curato anche la drammaturgia e la regia insieme a Viola Marietti), Joshua Isaiah Maduro, Viola Marietti e Elisa Wong: Viola e Matteo, in arte i Tristeza Ensemble, dopo aver ritrovato un bislacco manoscritto taoista, si trovano a fare le prove del loro prossimo spettacolo nel retro di un ristorante cinese insieme a due ragazzi italo asiatici, alla ricerca di un improbabile riscatto artistico. Sabato 13 e domenica 14 marzo, è di scena la poesia con LA DIFFICILISSIMA STORIA DELLA VITA DI CICCIO SPERANZA, di Les Moustaches, un testo di Alberto Fumagalli con Damiano Spitalieri, Alberto Gandolfo e Federico Bizzarri: una commedia nera con l’afflato di una favola che, attraverso un linguaggio poetico ed ironico, racconta la storia di Ciccio, una storia sporca di fango, un sogno malconcio e bistrattato che però non si arrende mai.

Infine, a partire da venerdì 2 Aprile e per 3 weekend consecutivi, il mese mese sarà interamente dedicato ad ANFRATTI (titolo provvisorio), una nuova produzione del Centro Teatrale MaMiMò, firmata da Fabio Banfo, con Luca Cattani, Cecilia Di Donato e  cast in via di definizione diretti di Marco Maccieri: tre fratelli, eredi di una dinastia che ha costruito la propria fortuna su armi, energia e intelligenza artificiale, stanno cercando nella baita di famiglia le tracce di un patrimonio scomparso. Mentre smontano la casa, esplodono rancori e segreti, mentre fuori il mondo è al collasso.

Le Officine Creative Reggiane saranno invece il teatro di MAMIMÒ UNDERGROUND – Six days to make it. One night to show it, un progetto del Centro Teatrale MaMiMò e di Gerets Records, con la compagnia MaMiMò e con la gradita presenza di Guascone Vermuteria per la parte food and drinks: una factory ad alta frequenza che porterà alla luce 4 diversi show costruiti in soli 6 giorni attingendo da qualsiasi cosa. Attualità, musica, suono, teatro, poesia, video, luci, performance, installazioni, profumi, immagini, oggetti del presente e del passato: varie forme d’arte si mescolano in un unico ambiente, vivo, attraversabile, immersivo. Teatro Totale.

Queste le date e i concept: Venerdì 30 Ottobre – SED – Sleeping Earth Deluxe (Sonno, corpo, stanchezza, riposo, sogni, fame, salute, benessere, malattia, lavoro, sfruttamento, piacere, sopravvivenza, consumo, fitness, cura, esaurimento risorse), Venerdì 20 Novembre – BAI – Burning Anxiety Inevitable (Ansia, paura, sicurezza, panico, guerra, incendi, crisi climatica, precarietà, controllo, sorveglianza, casa, minaccia, collasso, allarme, protezione), Venerdì 15 Gennaio – LLF – Liquid Love Forever (Acqua, sesso, corpi, sudore, lacrime, oceani, alluvioni, clima, battesimo, nascita, desiderio, relazioni, dipendenza, fluidità, piacere, nostalgia, amore romantico, consumo, wellness) e Venerdì 26 Febbraio – IHM – Invisible Heaven Machine (Aria, respiro, spiritualità, Dio, morte, paradiso, meditazione, religione, AI, algoritmi, cloud, ufo, coscienza, tecnologia, immortalità, fede, scienza, invisibile, futuro).

“Chi entra nel luna park riceve un segno sul volto, si muove liberamente, mangia e beve, incontra persone, entra in uno screen test, costruisce collage, lascia la sua firma. Si dimentica di chi era fuori”

 

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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