Piacenza Jazz Fest: il 7 marzo parte anche l’Altro Festival

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Moka Blues © Roberto Cifarelli #jazz #jazzphoto #jazzmusic #music #musician #robertocifarelliphoto

PIACENZA – Non solo concerti nei grandi teatri e nelle sale concerto, concentrati nel cartellone principale. Il Piacenza Jazz Fest si caratterizza ormai anche per il suo ventaglio variegato e poliedrico di eventi e di attività che sarebbe riduttivo chiamare semplicemente “collaterali” per quantità e qualità dell’offerta. Nel corso dei quaranta giorni del festival si succedono concerti nei pub e nei circoli o nei centri commerciali, presentazioni di libri, approfondimenti, mostre, masterclass, quest’anno perfino un concorso per la vetrina più jazz in collaborazione con l’Unione Commercianti. Senza dimenticare le iniziative tutte rivolte alla collettività, come il concerto in carcere, le incursioni a cura di una swingante marchin’ band per le vie della città e i Jazz Pedibus, che bambini, genitori e maestre attendono con trepidazione ogni anno.

L’intento del Piacenza Jazz Club, l’associazione che sta dietro al festival, è quello di abbracciare l’intera città trasferendo un po’ di quella vitalità e dinamicità che deriva dall’evasione dalla routine, dall’insolito che fa breccia nelle consuetudini e allarga gli orizzonti, riempiendoli di altrove diversi e di possibilità. Anche soltanto per far affiorare un sorriso in una giornata faticosa.

Una prerogativa di questi eventi è che, tranne nei casi dove è prevista anche la consumazione di cibo, come per i brunch e la colazione, sono gratuiti, proprio per consentire a un pubblico il più ampio possibile di fare un’esperienza con la musica afroamericana al di là dei luoghi istituzionali.

Nella prima settimana di festival, oltre al Jazz Breakfast e al gradito ritorno dell’aperitivo swing al centro commerciale Gotico di domenica 5 marzo, ripartono i concerti nei pub scelti tra i migliori della città dove si fa musica dal vivo tutto l’anno.

Una novità delle novità di questa edizione del ventennale è quella di un ciclo di incontri in preparazione ai concerti in cartellone a cura di esperti di musica afroamericana destinati sia a un pubblico appassionato, più tecnico, sia a coloro che hanno meno strumenti, ma vogliono seguire in maniera più coinvolgente il momento del concerto. Il primo si terrà il 7 marzo alle 21.00 al Milestone (via Emilia Parmense, 27), a cura del musicologo Maurizio Franco, avrà per oggetto il jazz italiano, in particolare attraverso le figure dei musicisti italiani protagonisti al festival di quest’anno: Maurizio Giammarco, Claudio Fasoli e Umberto Petrin. L’ingresso è libero.

Sempre la sera del 7 marzo alle 21.30 al Baciccia (via Dionigi Carli, 7) suoneranno i Blue Moka, riconosciuta come una delle formazioni post-bop di musica originale più distintive tra gli hammond-quartet in circolazione composta da Emiliano Vernizzi al sax tenore, Michele Bianchi alla chitarra, Alberto Gurrisi all’organo Hammond e Michele Morari alla batteria. Si tratta di un progetto che ha saputo includere influenze dall’R’n’B al jazz contemporaneo, miscelando tradizione e modernità con traiettorie nel Blues e l’elettronica, tutti elementi di una contemporaneità in cui gioiosità comunicativa e un sound ben definito ne rappresentano i tratti distintivi.

Il Piacenza Jazz Fest è organizzato dal Piacenza Jazz Club grazie al determinante sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano affiancata dalla Regione Emilia-Romagna, dal Ministero della Cultura tramite il FUS e, da quest’anno, dalla Fondazione Ronconi Prati e da alcune preziose realtà private che credono in questo progetto.

Per ricevere tutte le informazioni sui concerti del Piacenza Jazz Fest basterà rimanere connessi alle pagine Facebook, Twitter e Instagram del Piacenza Jazz Club o consultare il sito www.piacenzajazzfest.it che sarà aggiornato dopo la presentazione in oggetto.

In collaborazione con la Fondazione di Piacenza e Vigevano

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