Quest’espressione, utilizzata, già a partire dal Settecento, come sinonimo di armonia che si realizza tra il dovere e i desideri del cuore, la si ritrova impiegata (oggi soprattutto) nelle discussioni di polemica politica, in modo esclusivamente spregiativo, assimilata al termine “buonismo”.
Come spiegarsi questo cambiamento del ruolo e della concezione dell’anima bella?
Nel quarto incontro di “Pensare la vita” i partecipanti saranno guidati in un percorso di analisi da Ferruccio Andolfi, docente di Filosofia della storia nell’Università di Parma, direttore del quadrimestrale «La società degli individui» e della collana «La ginestra», che dialogherà con Silvano Allasia, docente di filosofia e storia nei licei.
Il relatore proporrà di considerare la possibilità di un elogio dell’anima bella, chiedendosi se quest’ultima possa tornare a giocare un ruolo politico e sociale nella trasformazione del mondo, slegandosi dalle accuse di utopia e di distacco dalla realtà
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