Attraverso l’impiego di media eterogenei, con una particolare attenzione al tessile e alla ceramica, Dionysis Saraji (2001, Venezia) sviluppa una ricerca artistica volta a indagare, ricomporre e approfondire molteplici livelli della propria identità. La sua pratica si configura come uno spazio fluido di attraversamento, in cui memoria, corpo e immaginazione si intrecciano.
Si è formato presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove ha consolidato un approccio multidisciplinare fondato sulla sperimentazione dei materiali e sul dialogo tra linguaggi differenti.
Al centro della sua ricerca emergono la cultura persiana — osservata attraverso le narrazioni paterne e lo studio degli apparati decorativi di miniature e tappeti — elementi della mitologia greca, l’estrema fluidità del corpo, in particolare nel rapporto con il genere, e l’esplorazione instabile del confine tra realtà, fantasia e gioco.
Questi temi vengono rielaborati in una chiave dichiaratamente ludica e trasformativa: i riferimenti alla cultura visiva persiana si accendono di cromie vibranti e forme intrecciate, mentre il corpo si fa terreno di tensione tra dimensione pittorica e scultorea, dissolvendosi in gocce, chimere, calze a rete e serpenti, in un continuo processo di metamorfosi.
Nel 2024 ha ricevuto il Premio per la Pittura Casarini Due Torri, indetto da ArtVerona. Nel 2025 è vincitore del Premio della Grafica e Illustrazione di Art Up e della Menzione Speciale del Concorso di Fondazione Zucchelli.
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