Pendragon: Matti e Angeli il 23 novenbre la presentazione al Museo Ebraico di Bologna

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Famiglia Matti-Angeli

BOLOGNA – Verrà presentato al Museo Ebraico di Bologna un volume che racconta la storia inedita di una famiglia ebrea nascosta e salvata da una famiglia italiana, con i tedeschi alle porte.

Mercoledì 23 novembre 2022, ore 17.30
Museo Ebraico di Bologna, via Valdonica 1/5

Daniele De Paz, Presidente CEB e Vincenza Maugeri, direttore MEB

presentano il libro di:

Alessandro Smulevich
Matti e Angeli
Una famiglia ebraica nel cuore della Linea Gotica
Diario 1943-1944

Intervengono i curatori Luciano Ardiccioni, Rosanna Marcato, Ermanno Smulevich (quest’ultimo, figlio dell’autore)

Presidiata da nazisti e fascisti anche per via della sua posizione strategica nel cuore dell’Appennino, Firenzuola era uno dei luoghi più pericolosi in cui trovarsi nei mesi dell’occupazione tedesca del Paese. Eppure, proprio in faccia agli aguzzini, si svolse tra le sue strade un’incredibile storia di salvezza. Una vicenda ricca di colpi di scena, ma anche di calore e umanità. A raccontarla il diario scritto in presa diretta da uno dei protagonisti, l’ebreo fiumano Alessandro Smulevich, allora ventenne.

Composto durante la clandestinità, mentre era ospite di due famiglie di “Giusti” (proclamati da Israele “Giusti tra le Nazioni” nel novembre 2021), è un testo di grande lucidità e profondità. Ma è anche un documento di formidabile importanza storica che va ad aggiungere nuovi elementi di conoscenza alle vicende degli ebrei italiani durante le persecuzioni nazifasciste. Ad evidenziarne l’eccezionalità una studiosa illustre come Anna Foa. “Ciò che rende questo diario davvero straordinario – scrive nella prefazione – è il modo in cui è scritto, le minuziose descrizioni che l’autore fa delle vicende che vive, descrizioni che sono anche quelle della sua vita clandestina, dei colloqui con i suoi salvatori, dei conflitti con il cugino, delle paure, delle emozioni, fino alla descrizione del cibo quotidiano. A questi si uniscono i momenti in cui nel diario appare, come in una fotografia, la grande storia“.
Il diario è stato curato da due studiosi locali – Luciano Ardiccioni e Rosanna Marcato – insieme ad Ermanno Smulevich, uno dei figli di Alessandro.

L’autore: Alessandro Smulevich, nato a Fiume nel 1923, all’età di 15 anni fu espulso dalla scuola a causa delle leggi razziali varate dal fascismo. All’entrata in guerra dell’Italia nel 1940, il padre fu arrestato e internato prima a Campagna, in provincia di Salerno, poi trasferito come “internato libero” a Firenze e successivamente a Prato, dove il figlio lo raggiunse insieme alla madre e alla sorella. Dopo l’8 settembre 1943, Alessandro, i genitori, la sorella e il cugino, che si era sottratto all’internamento libero, fuggirono a Firenzuola, dove trovarono rifugio, soccorso, protezione e salvezza da due famiglie del luogo. Alessandro è morto nel 2002.