Un percorso nel gusto che inizia con fois gras, mortadella, stracotto d’anatra e parmigiano reggiano 36 mesi, esaltati dalle note acidule di amarene e mirtilli e dal perlage di balsamico, e prosegue con la tartare di Fassona in versione primaverile, con asparagi e misticanza, poi petto di faraona scottato con cipollotto, patata viola e rabarbaro. In tavola fanno il loro ingresso i ravioli al ragù di coniglio affinati con castelmagno, spuma d’erbe e pregiato burro al tartufo nero, insieme al risotto allo zafferano con speck d’anatra e taleggio, profumato al porto rosso. Un carré di agnello accompagnato da millefoglie di patate al timo, rapa rossa e carotine precede il dolce, che cita la pastiera napoletana all’arancia candita, e la tradizionale colomba pasquale.
Il menù è accompagnato da una selezione di vini studiata su misura. Ad ogni portata si scoprono nuovi abbinamenti, partendo dall’Alta Langa Rosé Dosage Zero, di Garbanino e proseguendo con l’Albana di Romagna – prodotta dalla Tenuta Santa Lucia, il Sangiovese riserva di Nicolucci e, con il dessert, un Grechetto gentile di Uve stramature “Castel Zola” di Lodi Corazza.
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