Parma: Seminario “Jean Monnet” sulla politica industriale

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Mercoledì 15 febbraio 2017, a partire dalle ore 14.15, nell’Aula K16 del nuovo Polo Didattico di via Kennedy con Ferruccio De Bortoli e Andrea Pontremoli

uniparmaPARMA – L’incontro è organizzato dalla Cattedra Jean Monnet in Economia Industriale Europea dell’Università di Parma del prof. Franco Mosconi

Mercoledì 15 febbraio 2017, a partire dalle ore 14.15, nell’Aula K16 del nuovo Polo Didattico di via Kennedy, si terrà il seminario Una nuova politica industriale per il rinascimento manifatturiero, organizzato dalla Cattedra Jean Monnet in Economia Industriale Europea dell’Università di Parma.

Dopo i saluti del Rettore Loris Borghi, della Presidente del Centro Studi in Affari Europei e Internazionali dell’Ateneo Laura Pineschi e del Direttore del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali Luca Di Nella, è in programma la relazione di apertura di Franco Mosconi, titolare della Cattedra Jean Monnet dell’Università di Parma.

Seguiranno gli interventi di Ferruccio de Bortoli (Corriere della Sera) e Andrea Pontremoli (Dallara Automobili). Modererà i lavori Ilaria Vesentini (Il Sole 24 Ore).

La ‘Lettura’ 2016-2017 trae spunto dalla pubblicazione del volume di Franco Mosconi The New European Industrial Policy. Global competitiveness and the manufacturing renaissance (2015), volume edito da Routledge nella collana “Routledge Studies in the European Economy” (vol. n. 36).

Le domande di fondo alle quali la ‘Lettura’ cercherà di offrire una risposta possono essere così riassunte: c’è un posto per le imprese europee nel capitalismo del XXI secolo? Se sì, quale deve essere il profilo di una nuova politica industriale dove gli investimenti in conoscenza (R&S, capitale umano, tecnologie dell’informazione) ne siano l’autentica stella polare? Qual è, infine, il livello di governo più appropriato per quest’area di policy?

La tesi sostenuta dall’autore del volume è che proprio qui – nel campo della nuova politica industriale – più che altrove, l’Unione Europea dovrebbe parlare con una “voce sola”, giacché riguarda l’investimento sull’avvenire dell’Europa (ricerca scientifica, innovazione, giovani talenti) in un’epoca in cui essa si trova di fronte alla doppia sfida che viene dagli Stati Uniti e dall’Asia.