“Padri e figli”: dieci episodi per dieci giovedì. Poi teatro

47

Lettura integrale del romanzo da giovedì 19 novembre 2020 fino a giovedì 8 aprile 202

MODENA – La lettura integrale di “Padri e figli” di Ivan Turgenev, a cura di Ert e Biblioteca “Delfini” di Modena vede suddiviso il romanzo in 10 episodi, corrispondenti ad altrettante letture in programma sempre di giovedì dal 19 novembre all’8 aprile 2021. Quindi “Padri e figli” approderà sul palcoscenico del Teatro Storchi l’anno prossimo come produzione teatrale Ert con la regia di Fausto Russo Alesi e la consulenza di Fausto Malcovati, docente di Letteratura russa all’Università Statale di Milano.

Il primo episodio, giovedì 19 novembre alle 21, è “Arkadij e Nikolaj. Il ritorno del figliol prodigo”, con Marina Occhionero e Luca Tanganelli. Giovedì 3 dicembre alle 18, Zoe Zolferino legge “Il passato non torna indietro”, mentre l’ultimo appuntamento del 2020 è giovedì 17 dicembre alle 18 con “La gioventù di oggi: eccoli, i nostri eredi!”, affidato alla lettura di Luca Carbone. Il primo appuntamento del 2021 “Una candela ha incendiato Mosca” con Alfredo Calicchio e Gloria Carovana è in programma giovedì 14 gennaio alle 18, mentre Giulia Bartolini legge il quinto episodio “Fantasia in Do minore” giovedì 28 gennaio alle 18.

In febbraio, giovedì 11 alle 18 Marial Bajma Riva legge “Si sta bene dove non si è”; giovedì 25 alle 18 “Homo novus: quanta strada verso casa?” è con Cosimo Frascella.

Due anche gli appuntamenti a marzo: giovedì 11 alle 18 “Una insofferenza reciproca” è affidato a Stefano Guerrieri e Anna Chiara Colombo; giovedì 25 alle 18 Eletta Del Castillo legge “Strade diverse: l’amore è un sentimento inconsistente?”.

Il decimo e ultimo episodio “Ritorno a casa. La forza della parola Russia” sarà letto da Matteo Cecchi giovedì 8 aprile alle 18.

L’autore di “Padri e figli” Ivan Sergeevič Turgenev (1818-1883) è tra i primi autori russi a essere conosciuto in Occidente e tra i più amati in Europa. Amico di Flaubert, di Zola, di Henry James, ma legato anche a Herzen e Bakunin, partecipa ai circoli hegeliani, diventando poi un tenace cantore del “nichilismo”. “Memorie di un cacciatore” è la raccolta di racconti che, nel 1852, lo rendono celebre per un aperto atto d’accusa contro la servitù della gleba. Trasferitosi a Parigi, da dove scrive anche “Padri e figli”, riscuote successo e interesse anche in Europa, non senza raccogliere critiche dai connazionali. Nelle sue opere compaiono la campagna e i contadini russi, le polemiche ideologiche, le contraddizioni di un impero zarista al tramonto. Un temperamento, il suo, lirico e drammatico, che si accosta allo spirito del tempo che ruggisce nella Parigi di secondo ‘800, che lo accoglie per mezza vita e lo tiene fino alla morte, un anno dopo aver pubblicato il breve capolavoro delle Poesie in prosa.

Informazioni al tel. 059 2032940 o sul web (www.comune.modena.it/biblioteche) oppure al tel. 059 2136011 o sul sito (modena.emiliaromagnateatro.com).