Oscar Wilde e la stand-up…

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Gli spettacoli conclusivi del Laboratorio di teatro a Bologna, Teatri di Vita, 26-29 settembre 2022

BOLOGNA – Le storie individuali degli interpreti raccontate in forma di stand-up comedy e la rivisitazione di un classico della commedia inglese di Oscar Wilde: sono questi i due spettacoli realizzati dal Laboratorio di teatro condotto da Gianluca Enria, ovvero “Standup.com(edy)” e “L’insostenibile importanza di essere Onesto”. Gli spettacoli, originariamente previsti in giugno, erano stati rimandati, e vedono finalmente la luce. In scena Roberta Amoroso, Gianfranca Carbone, Paolo Contu, Adalmira D’Ambrosio, Sara Degli Esposti, Laura Franciò, Gemma Giusti, Carlotta Palumbi, Luca Poli, Barbara Ricci, Lorenza Romagnoli, Stefano Salute, Fabiana Schisa, Federica Strazzari, Daisy Timpanaro, Asia Martinelli, Paola Maffei, Giovanni Pisana.

Appuntamento con “Standup.com(edy)” lunedì 26 e martedì 27 settembre, ore 21, e con “L’insostenibile importanza di essere Onesto” mercoledì 28 e giovedì 29 giugno, ore 21, entrambi a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, Bologna; tel. 333.4666333; www.teatridivita.it). Le attività del Centro di Produzione Teatri di Vita sono realizzate in convenzione con il Comune di Bologna e con il contributo della Regione Emilia Romagna e del Ministero della Cultura.

“Standup.com(edy)”

Alzati ed esprimi ciò che sei… ci sei? Alla fine di un percorso di un anno che li ha visti protagonisti, gli allievi del corso di recitazione di Teatri di vita propongono uno spettacolo che gioca con il meccanismo della stand-up comedy: una passerella di corpi e voci che raccontano storie. Loro ci sono… e voi ci siete?

“L’insostenibile importanza di essere Onesto”

Da una delle più note e divertenti commedie di Oscar Wilde, acuta e graffiante, ecco una divagazione in salsa moderna per riflettere, ridendo, sull’importanza delle apparenze nella società: quella di Wilde, e inevitabilmente la nostra… Gli allievi del corso avanzato di Teatri di Vita si misurano con uno dei testi più importanti della drammaturgia inglese, rivisitando con una personale chiave di lettura e interpretazione un estratto de L’importanza di chiamarsi Ernesto.