Ondate di calore, Città metropolitana e Interporto danno indicazioni per la prevenzione alle imprese della logistica

Online il documento “Indicazioni condivise per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore” redatto in collaborazione con l’AUSL di Bologna e la School Interporto Bologna (IAL ER) e un fumetto con le “regole d’oro” per lavoratori e lavoratrici

BOLOGNA – Anche nell’area metropolitana di Bologna sono previsti nuovi giorni da bollino rosso. Il caldo africano non risparmierà il nostro territorio, così la Città metropolitana e l’Interporto pensano alle imprese della logistica e mettono in campo un impegno strutturale, volto a prevenire gli effetti negativi delle ondate di calore. Non un’iniziativa straordinaria legata all’estate 2026, ma una comunicazione che, anche con la semplicità del fumetto, strumento accessibile a tutti i lavoratori e le lavoratrici, dà riferimenti operativi e utili nel corso del tempo. Questo l’obiettivo che si vuole raggiungere con la pubblicazione delle “Indicazioni condivise per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore”, un documento elaborato congiuntamente da Interporto Bologna Spa, Città metropolitana di Bologna, AUSL di Bologna e School Interporto Bologna (IAL ER).

Queste linee di azione nascono dalla consapevolezza, suffragata dai dati di IPCC, Organizzazione Internazionale del Lavoro e Organizzazione Mondiale della Sanità, che l’aumento di frequenza e intensità delle ondate di calore è una tendenza purtroppo destinata a consolidarsi negli anni a venire, e non un insieme di episodi contingenti. Per questo il documento non si limita a fissare regole per l’estate 2026, ma introduce un metodo di lavoro pensato per rinnovarsi anno dopo anno: un sistema di allerta basato sui bollettini ufficiali del Ministero della Salute, di ARPAE e di INAIL, indicatori di monitoraggio da rilevare stagionalmente, un percorso di verifica dell’efficacia delle misure entro gennaio 2027, in vista della stagione estiva successiva.

Le regole di prevenzione, sono state diffuse fin da subito a lavoratrici e lavoratori delle imprese in appalto e subappalto operanti nel sito di Bologna, una scelta che conferma la volontà di costruire una tutela omogenea e duratura per l’intero polo logistico. Per garantire la massima diffusione del messaggio, le indicazioni di prevenzione sono anche riassunte in un fumetto in 4 lingue (italiano, inglese, francese e arabo).

A dare solidità tecnico-scientifica al documento è stato il contributo della medicina del lavoro dell’AUSL di Bologna, che ha affiancato i proponenti nella traduzione dei riferimenti normativi, dei più avanzati standard internazionali e delle evidenze epidemiologiche in indicazioni operative concrete per le aziende del sito. Un apporto importante è venuto anche dalla School Interporto Bologna (IAL ER), che ha promosso con il sostegno della Regione e della Città metropolitana una delle prime esperienze in Italia di scuola sulla salute e sicurezza sul lavoro strutturata stabilmente all’interno di un polo logistico: un patrimonio di competenze che il documento mette ora a disposizione di tutte le imprese del sito.

Determinante, in questo percorso, è stato l’impegno di Interporto Bologna, che ha coordinato il confronto tra i diversi soggetti coinvolti, a cominciare da CGIL, CISL e UIL a cui i materiali sono stati presentati.

“Il clima non è più un rischio da affrontare con misure una tantum, ma un fattore strutturale che le imprese della logistica devono imparare a gestire con continuità, mettendo la sicurezza delle persone al centro delle proprie scelte organizzative”, ha dichiarato il Presidente di Interporto Bologna, Stefano Caliandro.

Per Alessandro Alberani, responsabile della Logistica Etica di Interporto Bologna, “le indicazioni condivise si inseriscono naturalmente nel percorso avviato con la Carta della Logistica Etica: un percorso che chiede alle imprese di misurarsi non solo sulla qualità dei servizi, ma anche sulla qualità del lavoro e sulla tutela di chi lo svolge”.

Per Claudio Arlati, responsabile della School, promossa dallo IAL regionale, “oramai il caldo estremo è diventato un rischio che, anche alle nostre latitudini, va valutato e prevenuto attraverso un diverso modo di organizzare il lavoro e di assicurarne lo svolgimento in condizioni sicure”.

Per Stefano Mazzetti, Capo di Gabinetto della Città metropolitana, “ciò conferma il nostro impegno continuativo e non episodico per la promozione della salute e sicurezza sul lavoro nel nostro territorio, specie in riferimento ai comparti maggiormente esposti ai rischi professionali”.