In Italia sono 24.700 le imprese artigiane del settore panificazione, con 84.100 addetti e una dimensione media di 3,4 addetti per azienda. Il giro d’affari complessivo è stimato in 8,4 miliardi di euro.
Con l’emanazione del Decreto Interministeriale n. 131/2018 “Regolamento recante disciplina della denominazione di “panificio”, di “pane fresco” e dell’adozione della dicitura di “pane conservato”, finalmente, a livello nazionale, dal 19 dicembre 2018, tutti i consumatori italiani hanno la possibilità di distinguere il pane veramente fresco da quello conservato, precotto e surgelato o esclusivamente completato nella cottura sul punto vendita. Finalmente, la garanzia per il consumatore di acquistare pane realmente fresco e non semplicemente, “caldo”, spacciato per appena fatto, diventa reale.
L’Associazione Panificatori della Confartigianato di Rimini – che rappresenta oltre 50 panificatori locali – anche in osservanza della L.R. Emilia Romagna n. 21/17 sulla panificazione, con il progetto “Il pane fresco del tuo fornaio buon gusto quotidiano”, ha avviato da diversi anni precise strategie tese a promuovere e valorizzare presso i consumatori la produzione ed il consumo del pane e dei prodotti da forno freschi e appena sfornati, in competizione con la produzione industriale o precotta, in nome della buona, genuina e sana alimentazione.
Una particolare attenzione è rivolta inoltre alle tipologie di pane dedicate ai celiaci e a quanti non tollerano la presenza di glutine.
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