Oggi a Modena i giornalisti “Martiri di carta”

Lunedì 5 novembre la presentazione del libro sui caduti durante il conflitto. In copertina l’immagine del modenese Garibaldi Franceschi disegnata da Beltrami

MODENA – In copertina c’è l’immagine eroica, tratta da una tavola della Domenica del Corriere del 1917, di Garibaldi Franceschi, un giornalista di origini modenesi che si arruolò come allievo ufficiale nella Prima guerra mondiale e venne ucciso mentre, con in pugno il tricolore, guidava il suo plotone alla conquista di una posizione militare, le rovine di Castavegnizza. Proprio alle vicende dei tanti giornalisti italiani caduti un secolo fa nella Grande guerra è dedicato il volume “Martiri di carta” che viene presentato lunedì 5 novembre, alle 16.30, nella sala di Rappresenta del Municipio di Modena, in piazza Grande.

All’appuntamento (“Martiri di carta. Giornalisti nella Grande Guerra tra informazione, eroismo e propaganda”) partecipano i due autori del libro pubblicato da Gaspari editore con la Fondazione per il giornalismo Paolo Murialdi e il contributo dell’Ordine nazionale dei giornalisti: lo storico del giornalismo Enrico Serventi Longhi, docente alla Sapienza di Roma, e il giornalista Pierluigi Roesler Franz, già “Corriere della Sera” e “La Stampa”.

All’incontro, che sarà introdotto dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli, intervengono anche il presidente dell’Ordine regionale Giovanni Rossi e il giornalista Roberto Zalambani, coordinatore di “Media memoriae, i cronisti delle tradizioni”.

MODENA – L’iniziativa è organizzata dalla Fondazione dell’Ordine dei giornalisti nell’ambito dell’attività di aggiornamento professionale della categoria ed è promossa in collaborazione con il Comune di Modena, l’Associazione stampa modenese, il Comitato Lions e le Forze Armate.

Garibaldi Franceschi, ritratto nell’immagine di Achille Beltrami pubblicata il 23 settembre del 1917 sulla Domenica del Corriere, cadde il 24 maggio 1917 neanche ventenne e venne insignito con la medaglia d’oro. Aveva lasciato Modena da giovanissimo per la Toscana dove lavorava come giornalista al “Corriere di Livorno”. Fervente interventista, allo scoppio della guerra si arruolò non appena l’età glielo consentì e, al comando di un plotone, si distinse per l’eroismo dimostrato in alcune operazioni fino a quella che gli fu fatale.

La ricerca storica alla base del volume racconta che furono 264 i giornalisti caduti durante la Prima guerra mondiale e, a giudicare dalle decorazioni ottenute da oltre la metà di loro, gli autori sottolineano l’eroismo dimostrato al fronte. Il libro riporta le loro storie, corredate da foto d’epoca e analisi delle vicende politiche dell’epoca, con un approfondimento sul giornalismo di quel periodo.