Nota di Cristina Coletti sulla questione Anagrafe

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L’assessore comunale ai Servizi Demografici e Stato Civile: “Nessuna esternalizzazione di servizi fondamentali, solo riorganizzazione di attività di supporto e orientamento dei cittadini”

cristina coletti

FERRARA – “Ancora una volta i sindacati, invece di entrare nel merito delle questioni, strumentalizzano la situazione dei dipendenti del Comune di Ferrara per sollevare polemiche sterili. Sulla questione Anagrafe i punti da chiarire sono diversi. Innanzitutto i dipendenti comunali assegnati al Servizio sono ben cinquanta (2 all’ufficio elettorale, 15 all’ufficio Anagrafe, 5 allo Sca, 11 +6 allo Stato Civile, 10 alle delegazioni 1 allo sportello Anagrafe di Cona) , che per una città come Ferrara non sono certo poche. Inoltre quello che, come tante volte capita, i sindacati fingono di ignorare è che il nostro Comune non può assumere a causa dei vincoli imposti dalle normative sulla pubblica amministrazione e non a causa della cattiva volontà di chi lo amministra. Ferrara infatti, a livello nazionale, risulta tra le città con maggior incidenza della spesa per il personale sulle spese correnti, con una percentuale di incidenza (41%) che supera di gran lunga quella di Bologna (32%)”. Queste le parole dell’assessore comunale ai Servizi Demografici e Stato Civile Cristina Coletti sulla vicenda relativa all’organizzazione dei Servizi Demografici che ha acceso alcune polemiche roiportate dagli organi di informazione locale.

“Precisato questo – aggiunge l’assessore Coletti – la polemica sollevata dalla Cgil risulta ancora più sterile se si considera che il Comune di Ferrara non ha nessuna intenzione di esternalizzare ciò che è vietato per legge, cioè quelle attività che sono delegate dallo Stato al Comune, che sono quelle di Stato Civile e Anagrafe e che addirittura devono essere svolte esclusivamente dal personale dei Comuni a tempo indeterminato. Ciò che è oggetto di un’analisi di ricerca di collaborazione, una sorta di partnership con soggetti esterni, è invece tutta quella attività di supporto all’attività degli Ufficiali di anagrafe e di stato civile: centralino telefonico, gestione del supporto ai cittadini per le prenotazioni online e un generico supporto delle attività di indicazione e informazione ai cittadini”.

“Lo scopo è accompagnare il cittadino nelle richieste al fine di migliorare l’efficienza dei servizi nei confronti dell’utenza – sottolinea la Coletti – e il modello di riferimento per questo tipo di approccio è la vicina Modena che ha “esternalizzato” servizi di questo genere per oltre un milione di euro l’anno.
Consapevoli del difficile periodo economico tra le condizioni essenziali per l’affidamento vi sarà il trattamento economico rispettoso dei contratti collettivi e dell’inquadramento e l’impegno di personale del territorio per una sperimentazione che aggiunge un servizio ai cittadini, della durata di sei mesi, per un costo di 130.000 euro”.