Nota dell’assessore Maggi: “Bonus di 600 euro ai collaboratori sportivi?”

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“Sicuramente insufficiente il fondo messo a disposizione e poi: perché solo per lo sport il tetto di 10mila euro?”

FERRARA – “I collaboratori sportivi – afferma l’assessore allo sport del Comune di Ferrara Andrea Maggi – fanno parte di una categoria spesso trascurata e poco tutelata. Anche questa volta, la conferma. Il bonus da 600 euro previsto dal Decreto “Salva Italia” potrà essere assicurato – calcolatrice alla mano – solo per 83.000 persone, mentre in Italia i collaboratori sportivi (parliamo di calciatori dilettanti, tecnici, istruttori, personale impiegato nella gestione delle società) sono molti di più.

Pensiamo che nelle sole prime 3 ore della giornata di ieri, al numero di telefono predisposto da Sport e Salute, sono arrivati più di 100.000 sms. Resta da chiarire anche il perché, solo per lo sport, del paletto di reddito di 10.000 euro per poter ottenere prioritariamente l’aiuto.

Speriamo che questo sia solo un primo passo per un intervento organico e importante che possa far ripartire tutto lo sport di base. Mi auguro che la promessa del Ministero Spadafora di “lavorare giorno e notte per aumentare i fondi” diventi realtà.

Domani mattina (oggi per chi legge) parteciperò assieme ai colleghi degli altri Comuni ad un riunione in videoconferenza in Regione Emilia Romagna con i seguenti punti all’ordine del giorno: impatto sul sistema sportivo delle norme approvate per affrontare l’emergenza Covid 19; iniziative regionali già poste in essere; criticità ed esigenze del settore; ulteriori azioni regionali a sostegno dello Sport. L’auspicio è che anche dalla Regione possano venire segnali concreti di aiuto, oggi indispensabili.

Non solo. Non dimentichiamoci dei gestori di circoli sportivi e palestre, molte delle quali rischiano di non riaprire più. Insomma, è a rischio un intero settore, quello dello sport di base, che ricordiamolo, ha un valore aggiunto: porta benessere e salute ai cittadini di qualunque età, tutti elementi che poi hanno evidenti ricadute positive anche sulla spesa sanitaria”.