“Siamo ripiombati nell’ansia da DPCM. Mi auguro che quanto emerge dai media siano solo indiscrezioni destinate a naufragare. La prospettiva di una nuova ‘punizione’ al mondo delle piccole e medie imprese che operano nei servizi alla persona rischia di essere decisiva. Ci hanno imposto, giustamente, un protocollo stringente che abbiamo adottato. Il comparto acconciature, estetica e benessere lavora su appuntamento con presidi sanitari rigorosi. Nei saloni c’è un’osservanza militare di quelle norme che ci avevano detto garantiscono sicurezza. Ed è così. Ora non si capisce perché quel che prima garantiva massima tutela a clienti e operatori oggi è nuovamente il bersaglio del lockdown mirato. Pare abbiano stabilito delle categorie a rischio e quasi automaticamente le considerano nei nuovi provvedimenti, senza valutare il fatto che operano in una condizione di totale sicurezza”.
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