Modena: fondo di solidarietà, risorse in linea con il 2019

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Corretto il “taglio” di 700 mila euro di dicembre, a Bilancio in febbraio inserite entrate per quasi 25 milioni. Cavazza ha risposto all’interrogazione della Lega

MODENA – Nel 2020 le risorse attribuite a Modena dal Governo attraverso il fondo di solidarietà sono sostanzialmente in linea con quelle dello scorso anno.

La riduzione di circa 700 mila euro indicata in dicembre, frutto anche di errori da parte del ministero degli Interni, è poi stata corretta con interventi successivi fino ad arrivare alla cifra, inserita nel Bilancio comunale in febbraio, di 24 milioni 954 mila e 769 euro e 27 centesimi, circa 80 mila euro in meno rispetto al 2019 nonostante la riduzione del Fondo nazionale e i diversi criteri di attribuzione delle risorse stabiliti dal Governo.

Lo ha precisato il vicesindaco e assessore al Bilancio Gianpietro Cavazza che, giovedì 4 giugno, ha risposto in Consiglio comunale all’interrogazione di Beatrice De Maio (Lega Modena) datata 14 gennaio e riferita alla prima comunicazione del Ministero.

Alla base della domanda della consigliera, infatti, c’è il Decreto fiscale del Governo del 26 ottobre 2019 che prevedeva la riduzione dal 60 al 45 per cento delle risorse del Fondo di solidarietà comunale da redistribuire nel 2019 ai Comuni, “per effetto del quale, secondo la simulazione effettuata sul portale del ministero dell’Interno, Modena perderebbe 700 mila euro di trasferimenti”. De Maio, quindi, ha chiesto quale sia la cifra esatta che il Comune si vede sottrarre sul Fondo di solidarietà comunale; come siano state spese, negli ultimi cinque anni, le risorse trasferite in quota al Fondo e quali servizi “saranno ora penalizzati dai tagli approvati dal Governo”. La consigliera ha chiesto anche “quali azioni l’amministrazione intende intraprendere per compensare la perdita di trasferimenti che ha subito”.

L’assessore Cavazza, dopo aver ripercorso le diverse comunicazioni del ministero degli Interni, ha ricordato che comunque le risorse del Fondo non sono a destinazione vincolata e, di conseguenza, concorrono a finanziare la spesa corrente dell’ente, in primo luogo le attività che rientrano tra i cosiddetti fabbisogni standard: dalle funzioni generali amministrative all’attività di polizia locale, dall’istruzione al sociale, fino a viabilità e trasporti, gestione del territorio e dell’ambiente. “In ogni caso, essendo sostanzialmente confermata la cifra dell’anno precedente – ha concluso Cavazza – non si sono determinati tagli di spesa, di attività o di funzioni”.

Dopo aver richiesto la trasformazione in interpellanza, Giovanni Silingardi (M5s) ha ricordato che già con la legge di Bilancio, a dicembre, il Governo aveva riportato il fondo di solidarietà al livello dell’anno precedente, “intervenendo, quindi, per garantire agli enti locali gli stessi soldi”. Il consigliere ha poi ricordato i successivi interventi del Governo per garantire maggiore liquidità agli enti locali in risposta alle richieste presentate per i Comuni dall’Anci, tra i quali anche l’alleggerimento delle rate dei mutui con la Cassa depositi e prestiti, e ha invitato a “insistere con il Governo per recuperare spazi di bilancio e consentire azioni espansive anche attraverso l’utilizzo del fondo crediti di dubbia esigibilità”.

In replica, la consigliera De Maio si è dichiarata parzialmente soddisfatta della risposta, riservandosi di verificare i dati forniti.

In chiusura, l’assessore Cavazza ha sottolineato l’azione sul governo da parte di tutti i sindaci e dell’Anci perché i problemi di liquidità degli enti locali non condizionino oltre misura le attività e le politiche del Comune.