PIACENZA – «La Coppa Piacentina è deliziosa, è un orgoglio della tradizione gastronomica del nostro territorio e non è certo un mistero che io personalmente ne sia golosa come di pochi altri alimenti al mondo. Per questo trovo francamente ridicolo montare un caso sulla presunta “islamizzazione” dei bambini di Piacenza: è un’operazione di click-baiting social di basso livello, costruita su informazioni false e su una ricostruzione pretestuosa di come vengono definiti i menù delle mense scolastiche.
Non sono la sindaca o la Giunta a decidere quali alimenti inserire o togliere. I menù vengono elaborati dai dietisti e dai medici dell’Ausl sulla base di criteri nutrizionali e delle linee guida vigenti, tenendo conto anche del gradimento dei bambini e delle indicazioni che arrivano dalle scuole attraverso le Commissioni mensa. È un percorso tecnico nel quale vengono coinvolti insegnanti, genitori, Comune e professionisti dell’Azienda sanitaria.
Nel caso specifico, per la coppa sono state raccolte anche segnalazioni relative alla difficoltà di somministrazione ai bambini più piccoli e al rischio di soffocamento; la lonza risultava invece scarsamente gradita e veniva lasciata nei piatti da moltissimi bambini; il prosciutto cotto rientra nella normale rotazione degli alimenti prevista nella costruzione dei menù. Sono valutazioni che competono a chi si occupa professionalmente di nutrizione e ristorazione scolastica, non alla politica.
La religione non c’entra nulla. Tanto più che il sistema prevede già apposite diete etico-religiose: le famiglie possono chiedere un menù che escluda la carne di maiale e gli affettati. Non c’è quindi alcuna necessità di modificare il menù di tutti i bambini per rispondere alle esigenze alimentari di chi, per motivi religiosi, non mangia carne suina.
E c’è un dato che dovrebbe bastare da solo a dimostrare quanto sia pretestuosa questa polemica: lo stesso menù adottato a Piacenza è presente anche in altri Comuni della provincia, tra cui Castel San Giovanni, amministrato da una Giunta a guida Lega. È evidente quindi che non esiste alcuna scelta politica del Comune di Piacenza, né tantomeno un fantomatico progetto di “islamizzazione”. Trasformare una valutazione tecnica sull’alimentazione scolastica in una battaglia identitaria significa semplicemente cercare una polemica dove non c’è.
E sia chiaro anche un altro punto: nessuno vuole mettere in discussione la Coppa Piacentina, né tantomeno il valore dei nostri prodotti tipici. Questa Amministrazione li sostiene e li promuove continuamente, dal Premio Coppa d’Oro fino al recente progetto del Panino 1714 con Coppa Piacentina lanciato da Autogrill. Una cosa è valorizzare uno dei prodotti simbolo della nostra terra, cosa che continueremo a fare con convinzione; un’altra è trasformare una valutazione tecnica su un menù scolastico in una guerra di religione. Lasciamo almeno l’alimentazione dei bambini fuori dalla propaganda politica».









