A dialogare con l’autrice, studentessa di Lettere Moderne alla Statale di Milano eche coltiva, da sempre, il sogno di diventare scrittrice, sarà Giovanni Battista Menzani, con l’accompagnamento musicale di Elena Soresi e Manuela Mosca. “Questo – spiega Martina Picca – non è e non sarà mai un libro di sola e unica sofferenza, perché è prima di tutto un libro di memorie di vita. È un libro che parla e celebra la vita, e la vita senza amore non è niente. Mi è stato chiaro fin da subito, leggendo le primissime lettere che mi sono state inviate dopo il mio appello, da quel pomeriggio del 19 di marzo, che l’amore in ogni sua forma è ciò che unisce ogni storia e ogni racconto”.
Già nel 2015, a seguito dell’esondazione del Nure che provocò la trafica morte di tre persone, Martina scrisse il suo primo libro: “Se una notte di settembre l’alluvione”. Da allora dice che “scrivere le ha salvato la vita, in ogni senso possibile, e spera di farlo per sempre”.
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