LUCY Festival di arti performative dal 2 all’8 dicembre 2022 a Forlì e Bologna

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Dux pink-f. Luca Del Pia

FORLÌ – BOLOGNA – Dal 2 all’8 dicembre 2022 nasce e si sviluppa, tra la città di Forlì (Teatro Testori) e Bologna (DAMSLab,) l’edizione zero di LUCY |Festival di arti performative e linguaggi della scena contemporanea technologically oriented, ideato dalla Compagnia Sblocco 5 e la direzione artistica di Ivonne Capece e Micol Vighi. LUCY è un festival multidisciplinare, che coinvolge il pubblico nella scoperta delle nuove frontiere del contemporaneo, attraverso la molteplicità tecnologica dei linguaggi espressivi e della loro innovazione, per favorire la contaminazione tra cultura umanistica e sapere scientifico. Lucy è un festival che si può definire diffuso perché mette in comunicazione due città dell’Emilia-Romagna. Forlì e Bologna, diversissime per storia, cultura e rapporto tra arte comunità e città, si uniscono per creare un ponte culturale che generi reti, interconnessioni, innovazioni, dialoghi: contaminazioni di pensiero, pubblico, artisti, scienziati, e idee.

Il Festival ha: il contributo di Regione Emilia Romagna, Comune di Bologna, il Patrocinio Comune di Bologna e Comune di Forlì, Dipartimento delle Arti Università di Bologna; in partnership con Elsinor Centro di Produzione Teatrale / Teatro Giovanni Testori; in collaborazione con: Play-On new storytelling with immersive technologies, DAMSLab La Soffitta, DAR, Altre Velocità, CROSS Alta Formazione autori/attori, C&C Company, Anfibia, Art Factory International, Leggere Strutture Factory, ITCS Gaetano Salvemini Casalecchio di Reno, Museo di Palazzo Poggi Bologna, Fondazione Gualandi a favore dei sordi.

Così il Festival nelle parole di Sblocco 5: Il nome del Festival si ispira a Lucy, la madre dell’umanità, l’ultima generatrice comune di umani e scimpanzé, un anello di congiunzione tra ciò che siamo stati e ciò che potremmo essere. L’obiettivo del festival è proprio quello di tracciare un’indagine sulla storia della psicologia umana dall’alba dell’umanità attraverso performance sonore, experience, spettacoli di teatro e danza ad alto impatto immersivo, incursioni nell’arte visiva, conferenze e workshop che mischieranno ricordi arcaici, passato storico e futuro mitico, attraverso il propagarsi dell’uso della tecnologia, per indagare l’impatto che l’essere umano ha sul mondo e sulla sua specie.

Emblematica l’immagine-logo scelta per questa edizione zero, che raffigura i piedi di Lucy, la prima donna e l’impronta digitale insanguinata, con un QRCode tatuato su una gamba (che se scansionato porta ai contenuti del festival). Un QRCode che dalla pandemia in poi è diventato fondamentale per indicare se siamo sani o contagiosi. Per questo accanto ai piedi, che significano libertà, coraggio e futuro, c’è l’impronta insanguinata del dito di una mano. Mani e piedi: le due cose che ci hanno reso unici, una per correre e pensare, l’altra per costruire e uccidere. Il sangue è il simbolo della vita, ma anche della morte. A noi decidere l’impronta che vogliamo lasciare sul mondo.

LUCY si apre venerdì 2 dicembre (ore 20.30), al Teatro Testori di Forlì, con lo spettacolo Frankenstein della compagnia Sblocco5, ideatrice del Festival, con la regia di Ivonne Capece, una produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale. Frankenstein, lavoro di teatro immersivo con una forte componente di video, ologrammi, cuffie wireless e utilizzo della Binaural Dummy Head, innovativo microfono a forma di testa umana che riproduce il suono a 360° con effetti di realismo fantasmagorici, per una originale versione del Frankenstein di Mary Shelley tutto al femminile, che mescola romanzo e ricordi della vita dell’autrice. Si prosegue (ore 22.15) con il Talk che vede protagonista Dirk Neldner, direttore artistico del progetto europeo PLAY-ON New storytelling with immersive technologies di cui lo spettacolo Frankenstein fa parte. Finale di serata con brindisi di inaugurazione del Festival.

Sabato 3 dicembre il palcoscenico del Teatro Testori di Forlì ospita LUCY EXPERIENCE Performance in 3 Ritmi. Il progetto si apre (ore 19.00) con Chasing di Simone Arganini/Compagnia Collettivo Cinetico spettacolo di danza contemporanea con sensori di movimento sul corpo del danzatore, in grado di attivare luci e audio. Sul palco un uomo e la sua tecnologia. Un performer ed un software informatico che reagisce in tempo reale al movimento umano. Si prosegue (ore 20.30) con I’m not what I am, lettura performativa multimediale su Otello di Shakespeare in cuffie wireless. L’attore e regista Michele di Giacomo e direttore del Fu Me Festival di Cesena legge dal vivo passi dall’Otello, accompagnato da Ivonne e Capece e dalla performance-video realizzata dagli allievi Alta Formazione Autori/Attori CROSS. Conclude (ore 21.30) l’intensa giornata Conversio/esodo, estratto video da Orestea Agamennone/Schiavi/Conversio, sull’Orestea di Eschilo, della Compagnia Anagoor drammaturgia e regia Simone Derai. Contributo video di straordinaria bellezza della compagnia vincitrice del Leone d’Argento Biennale di Venezia 2018, sul capolavoro di Eschilo. L’origine della ricerca di un vocabolario teatrale per descrivere le macerie dell’Occidente scaturisce da un’immersione bruciante nella poesia e nel sistema filosofico di Eschilo di cui l’Orestea rappresenta la summa incendiaria, un laboratorio fondativo. Eschilo è insieme il porto di partenza e il vascello da cui continuiamo a osservare le coste devastate del mondo.

Domenica 4 dicembre il Festival fa tappa per l’intera giornata al DAMSLab/Auditorium di Bologna con il progetto LUCY IN THE SKY: esperimenti per la scena futura, in collaborazione con DAMSLab | Dipartimento delle Arti – Università di Bologna. Si inizia (ore 11.30) con Turn on your ears – il teatro in podcast un progetto di Altre Velocità dedicato all’audiodramma contemporaneo, a cura di Ilaria Cecchinato e Rodolfo Sacchettini. Si attraverseranno esperienze di audio-teatro, sonorità e narrazioni di ieri e di oggi, lungo i tracciati del genere fantascientifico e di quello distopico, emblematici delle potenzialità creative del suono e della voce.

Nel pomeriggio al DAMSLab/Teatro si presenta Gradi di Libertà. Corpi, algoritmi e creatività progetto di Matteo Casari (Università di Bologna) Esperimento artistico-scientifico tra danzatori, programmatori, robot e pubblico su Creatività e Robotica col coreografo Carlo Massari in collaborazione con Performing Robots. Interdisciplinary Research Group (Università di Bologna) con il Patrocinio del Dipartimento delle Arti. 3 step per comparare la creatività umana e quella sviluppata da un’intelligenza artificiale. Performer e pubblico saranno coinvolti in uno studio attualmente in corso al Dipartimento di Informatica Scienza e Ingegneria dell’Università di Bologna. Si inizia (ore 15.00) con Grado di libertà n.1 La teoria, conferenza con Matteo Casari e Cinzia Toscano che descrivono l’esperimento, offrendo uno spaccato sul rapporto tra teatro, robotica e intelligenza artificiale tra Oriente e Occidente. Il coreografo Carlo Massari illustra lo Step2: l’esperienza dei performer nei tre giorni di lavoro. Allegra De Filippo, componente del team che conduce la sperimentazione sulle coreografie sviluppate da un algoritmo all’Università di Bologna, offrirà uno spaccato sul campo dell’AI & creativity. A seguire (ore 16.00) si presenta Grado di libertà n.2 L’esperimento. Esperimento col pubblico. Trenta danzatori dell’Accademia di Alta Formazione Internazionale Anfibia guidati dal coreografo Carlo Massari di C&C Company si confronteranno con “rivali” Robot sul piano della creatività. E’ stato fornito a entrambi un alfabeto fisico. Danzatori e robot hanno lavorato creando micro-coreografie a partire dallo stesso vocabolario e da una forte limitazione delle possibilità: pochi movimenti, musiche prefissate, durata per ciascuna sequenza 2min. L‘esito è aperto al pubblico che potrà votare il grado di creatività e artisticità espresso dal robot rispetto a quello degli artisti umani. Le danze artificiali saranno interpretate da una simulazione 3D del Robot Nao.

Il Festival riprende con i suoi eventi mercoledì 7 dicembre, tornando al Teatro Testori di Forlì, con il progetto CENTURY n.1 Politically Connected. Alle ore 20.30 la compagnia ravennate ErosAntEros, diretta da Davide Sacco e Agata Tomšič, da sempre attenta ai linguaggi del contemporaneo e alla realtà che la circonda, presenta LIBIA, il nuovo spettacolo tratto dall’omonima opera di graphic journalism di Francesca Mannocchi, reporter di guerra, e Gianluca Costantini, artista-attivista. ErosAntEros trasforma le potenti immagini e parole del libro in uno spettacolo multidisciplinare, di forte impegno civile e di alto valore estetico, che crea l’occasione per confrontarsi con il poliedrico musicista Bruno Dorella. Tre gli elementi fondamentali: voce, musica e disegni animati. Il tema è la Libia dei nostri giorni: una Libia diversa da quella di telegiornali e social.

Alle ore 22.15 Mirage/Forse una città. Installazione con performance vocale di Collettivo ADA (vincitore premio Pim-Off 2020 per il Teatro Contemporaneo e vincitore di LMDP – Festival Internazionale di Teatro Arte e Nuove Tecnologie di Kyber Teatro 2022) presenta una pillola del suo nuovo progetto (che sarà ospite di Lucy Festival 2023), una performance multimediale divisa in tre moduli indipendenti, tre percezioni urbane deformate, tre miraggi sul tema della città. A seguire (ore 22.30) conversazione con gli artisti: Davide Sacco e Agata Tomšič su Polis Festival e sul progetto Gaia (spettacolo ospite Lucy Festival 2023); conversazione con Pasquale Passaretti di Collettivo ADA attore, drammaturgo e regista teatrale, sugli spettacoli Forse una Città e Twittering Machine (ospiti Lucy Festival 2023).

Giovedì 8 dicembre ultima giornata, al Teatro Testori, con CENTURY n.2 Politically Connected. Alle ore 20.30 è in scena Dux Pink, spettacolo della Compagnia Sblocco5, regia e interpretazione Ivonne Capece. Monologo con interazione video su 4 donne del fascismo: Clara Petacci, Edda Ciano, Margherita Sarfatti e Rachele Guidi, a 100 anni esatti dalla Marcia su Roma, per riattraversare un momento cruciale della storia italiana in una lente total pink, fuori dagli stereotipi di genere. A seguire (ore 22.00) Party del corpo Vol. 2: video-performance di Massimiliano Briarava a partire dalle Metamorfosi di Ovidio, performer e riprese degli studenti dell’Istituto Salvemini. Con il contributo di MIUR – Piano Triennale delle art e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna – INS (Insieme nella scuola), Vincitore del Premio Vignali 2021 (Fondazione Modena Arti Visive), Vincitore del Premio Luca de Nigris 2022 (Cineteca di Bologna). A seguire talk con l’artista su memoria, mito, tecnologia e nuove generazioni e talk con Federico Bellini sul ruolo delle nuove scritture per la scena in tempi di contaminazioni tecnologie. Federico Bellini lavorerà con gli allievi dell’Alta Formazione CROSS 2023 per la realizzazione di un esperimento drammaturgico che verrà ospitato in Lucy Festival 2023.

Saluti finali e appuntamento per la prossima edizione di LUCY FESTIVAL.

INFO e prenotazioni:

Biglietti: www.sblocco5.com/lucy-festival-biglietti

sito: www.sblocco5.com/lucy-festival-programma

Facebook: www.facebook.com/lucy.festival

Instagram: www.instagram.com/lucy_festival

Un progetto di Sblocco5

LUCY

Festival di arti performative

e linguaggi della scena technologically oriented

dal 2 all’8 dicembre 2022

Teatro Testori di Forlìvia A. Vespucci 13

DAMSLab di BolognaPiazzetta P.P. Pasolini 5b

direzione artistica: Ivonne Capece, Micol Vighi

con il contributo di Regione Emilia Romagna, Comune di Bologna

Patrocinio Comune di Bologna

Dipartimento delle Arti Università di Bologna

in partnership con Elsinor Centro di Produzione Teatrale/Teatro Giovanni Testori