Lo studio sarà finalizzato ad approfondire i costi e i benefici del servizio ferroviario tradizionale a confronto con possibili alternative tecnologiche, che possano fornire le migliori risposte ai problemi segnalati da istituzioni e cittadini (incluse, ad esempio, ipotesi tranviarie o ferro-tranviarie). L’analisi sarà condotta nell’ambito dei lavori per la redazione del nuovo PRIT – Piano Regionale delle Infrastrutture e dei Trasporti, che entreranno nel vivo a partire dal 2026.
Questa scelta rappresenta un segnale importante per i territori, che da anni segnalano alcune importanti criticità su tale linea attraverso cittadini, istituzioni e comitati locali. In particolare, le richieste di approfondimento riguarderanno il numero e la tipologia di fermate in relazione alla capillarità che può essere garantita e la riduzione dei tempi di attesa ai passaggi a livello, con l’obiettivo di riportare il servizio più vicino ai quartieri, alle frazioni e alle esigenze quotidiane delle comunità, restituendogli la sua funzione di vero trasporto pubblico di prossimità.
Le istituzioni presenti all’incontro ribadiscono il proprio impegno comune a individuare soluzioni strutturali e condivise, in grado di rendere il sistema di mobilità locale sempre più moderno, efficiente, utilizzato e sostenibile, mettendo al centro i cittadini e i loro bisogni.
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