Quale fu l’atteggiamento del fascismo verso coloro che definiva “zingari”? Come si articolò la persecuzione dei rom e dei sinti e come mai la sua memoria non ha trovato spazio nell’Italia repubblicana?
Sulla base di un’estesa documentazione archivistica messa a confronto con testimonianze e ricerche storico-etnografiche, il volume ricostruisce per la prima volta le politiche anti-zingari del regime fascista e la loro ricaduta su rom e sinti che vivevano in Italia: prima pensati indistintamente come vagabondi stranieri da respingere ed espellere, poi sottoposti al confino di polizia e forzatamente trasferiti (dalla Venezia Giulia e Tridentina in particolare) nelle regioni meridionali e, con l’entrata in guerra dell’Italia, internati in località sparse per la penisola e nei campi di concentramento.
Raramente, nel dopoguerra, le memorie delle persecuzioni subite sono uscite dallo stretto ambito delle famiglie rom e sinti e il loro mancato riconoscimento come vittime del regime fascista ha favorito la negazione dei diritti di cittadinanza a coloro che oggi vivono in Italia.
Paola Trevisan si occupa di antropologia e storia dei gruppi romaní in Italia. Ha fatto parte di diversi progetti di ricerca nazionali e internazionali sulla persecuzione dei rom e dei sinti durante il fascismo. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo: Storie e vite di Sinti dell’Emilia (CISU 2005), Etnografia di un libro. Scritture, politiche e parentela in una comunità di Sinti (CISU 2008).
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