Italia, Sottosegretario Pucciarelli: ingresso alle Nazioni Unite del 14 dicembre 1955 apriva nuova fase per il Paese

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ROMA – “Con un ‘sì’ unanime del Consiglio di Sicurezza e poi dell’Assemblea Generale il 14 dicembre 1955 segnava l’ingresso dell’Italia nell’Organizzazione delle Nazione Unite, certamente uno dei progetti di pace più ambiziosi intrapresi dalla società contemporanea.

Un passo importante per la storia moderna del nostro Paese, coronamento di un negoziato diplomatico decennale cesellato nell’allora clima dominante della contrapposizione bipolare, che ci riportava ufficialmente come popolo e come nazione nel novero internazionale, superando la condizione di ex-nemico.

Dopo l’adesione del 4 aprile di sei anni prima al trattato militare del Nord Atlantico – la NATO –, peraltro tra i suoi dodici Stati membri fondatori, l’ingresso italiano al Palazzo di Vetro del dicembre 1955 costituì un’attestazione di stima e fiducia verso il nuovo corso intrapreso dal nostro Paese, che superava anche nella forma i pesanti retaggi gravanti dall’alleanza con le potenze dell’Asse durante la Seconda Guerra Mondiale, già in parte mitigati dalla cobelligeranza.” – così il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Senatore Stefania Pucciarelli, ha voluto commentare la ricorrenza odierna, data storica in cui 66 anni orsono l’Italia veniva ammessa alle Nazioni Unite.

“Dopo la cocente delusione amaramente registrata nel 1945 – ha proseguito Pucciarelli – quando a Roma fu rifiutata la possibilità di partecipare come osservatore alla Conferenza di San Francisco che, tra il 24 aprile ed il 26 giugno, vide i cinquanta Paesi partecipanti elaborare lo storico statuto della nuova organizzazione mondiale per la pace, l’atto sancito nel dicembre 1955 riconobbe finalmente al massimo livello l’aspirazione italiana a far parte dei Paesi ‘amanti della pace’ e la sua contestuale volontà di ribadire fermamente il proprio distacco dalle derive nazionalistiche del passato e l’impegno a riaprirsi verso la fattiva cooperazione con le altre Nazioni.

Quell’Italia che già nella Società delle Nazioni aveva occupato una posizione di assoluta preminenza quale ‘membro permanente’ del Consiglio sin dalla sua istituzione.

Il ritardo nel vedersi riconoscere l’adesione all’ONU, non aveva però frenato – anzi spronato – l’impegno della nuova Italia post-bellica nello scacchiere internazionale, muovendo i primi passi verso l’integrazione europea che porterà gli acerrimi avversari di pochi anni prima ad intraprendere un sogno splendido e ambizioso per l’epoca.

Ritengo fondamentale conoscere e riflettere sul nostro passato, sulle tappe fondamentali della nostra rinascita dalla macerie materiali e morali del secondo conflitto mondiale, per comprendere il valore della preziosissima eredità che dobbiamo custodire, arricchire e tramandare, soprattutto alle giovani generazioni.” – ha concluso il Sottosegretario.