Irragionevole la norma che preclude l’iscrizione anagrafica ai richiedenti asilo

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La decisione della Corte costituzionale e la soddisfazione del Sindaco Enzo Lattuca

CESENA – È irragionevole la norma che “preclude l’iscrizione anagrafica ai richiedenti asilo”. Lo stabilisce la Corte costituzionale, che ha esaminato le questioni di legittimità costituzionale sollevate dai Tribunali di Milano, Ancona e Salerno sulla disposizione che preclude l’iscrizione anagrafica degli stranieri richiedenti asilo, introdotta con il primo Decreto sicurezza.

In attesa del deposito della sentenza, l’Ufficio stampa della Corte fa sapere che la disposizione censurata non è stata ritenuta dalla Corte in contrasto con l’articolo 77 della Costituzione sui requisiti di necessità e di urgenza dei decreti legge. Tuttavia, “la Corte ne ha dichiarato l’incostituzionalità per violazione dell’articolo 3 della Costituzione sotto un duplice profilo: per irrazionalità intrinseca, poiché la norma censurata non agevola il perseguimento delle finalità di controllo del territorio dichiarate dal decreto sicurezza; per irragionevole disparità di trattamento, perché rende ingiustificatamente più difficile ai richiedenti asilo l’accesso ai servizi che siano anche ad essi garantiti”.

“Apprendo con soddisfazione – commenta il Sindaco Enzo Lattuca – il verdetto della Corte che di fatto smonta una parte del Decreto Sicurezza che sin da subito non abbiamo condiviso. Pur rispettando la legge, il Comune di Cesena con la delibera approvata lo scorso febbraio dalla Giunta ha preso atto, come hanno fatto anche Bologna, Firenze e altri Comuni, dell’orientamento del Tribunale di Bologna che ha più volte interpretato la norma del Decreto Salvini concedendo la possibilità ai richiedenti asilo di iscriversi all’anagrafe”.

Nel febbraio scorso, sulla base di quanto disposto con una Delibera di Giunta, il Comune aveva comunicato che avrebbe autorizzato l’iscrizione nel registro della popolazione residente di tutti i cittadini stranieri richiedenti asilo e/o protezione sussidiaria. La decisione era stata presa dopo che il Tribunale di Bologna aveva accolto il ricorso di sette richiedenti asilo, i quali si erano visti negare la richiesta di iscrizione nei registri anagrafici dal Comune di Cesena secondo quanto stabilito dal Decreto Sicurezza, entrato in vigore nell’ottobre 2018. Stando infatti al Decreto, il permesso per richiesta di asilo e/o protezione sussidiaria non costituisce titolo per l’iscrizione anagrafica. Sulla base della normativa introdotta, lo Sportello Facile e i Servizi Demografici del Comune di Cesena avevano rigettato le domande di iscrizione anagrafica presentate da sette richiedenti stranieri. Di questi, in sei avevano presentato ricorso al Tribunale di Bologna ottenendo un esito positivo e dunque l’immediata iscrizione anagrafica. In relazione al settimo procedimento invece, al momento dell’adozione della Delibera di Giunta, era ancora pendente (il Tribunale attendeva la decisione della Corte). Successivamente si è provveduto all’iscrizione anche del settimo e a quel punto il Tribunale ne ha preso atto.