“Io sono mia moglie” dall’8 al 21 giugno al Cinema San Biagio

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Per la prima volta in Italia va in scena la storia del travestito Charlotte Von Mahlsdorf

CESENA – “Io sono mia moglie”, la vera storia di Charlotte Von Mahlsdorf, sopravvissuta da travestito all’assalto nazista e al regime comunista a Berlino, recuperando e collezionando oggetti e mobili di antiquariato, dall’8 al 20 giugno andrà in scena al Cinema San Biagio di Cesena. Primo appuntamento a livello nazionale, lo spettacolo – tradotto, diretto e interpretato dall’attore e regista Michele Di Giacomo e prodotto da ERT Fondazione – ripercorre l’indagine (quasi giornalistica) scritta da Dough Wright e tutta incentrata su un simbolo di libertà e lotta, tra luci e ombre. Una prova d’attore con oltre venti personaggi, che ha vinto il premio Pulitzer nel 2004. “Non mi sembra possibile che lei possa esserci. Non dovrebbe nemmeno esistere”. Così scrive l’autore a Charlotte Von Mahlsdorf. Ed è infatti incredibile che Charlotte sia sopravvissuta, da travestito, in abiti femminili, nel periodo più cruento della storia del Novecento. Eppure la sua è una storia vera. “Io sono mia moglie” è un monologo in cui un solo attore veste più di venti personaggi, ripercorrendo la vita della protagonista attraverso le interviste che l’autore, anche lui personaggio in scena, registra dal gennaio del 1993. In una stanza disseminata di scatole da scarpe colme di nastri, Doug rivive gli incontri con Charlotte. Lo spazio fisico diventa luogo della mente, in un’ossessiva ricerca volta a comprendere chi sia davvero la persona che ha di fronte, la cui stessa esistenza rappresenta una vittoria sulla storia.

Collezionista compulsiva, Charlotte ha preservato la cultura del periodo Gründerzeit, salvando mobili dalle case degli ebrei deportati, dalle macerie delle bombe della Seconda Guerra Mondiale, dalle abitazioni confiscate dalla Stasi. Oggetti preziosi, con cui dà vita al Gründerzeit Museum, che diventa anche punto di riferimento nascosto per la comunità omosessuale di Berlino Est. Ma chi è davvero Charlotte? È Lothar Berfelde, il ragazzo che un tempo è stata? È una eroina? O forse una spia della Stasi? Una menzognera? Il suo “travestitismo” è un modo per nascondersi o per mostrare la parte più vera di sé? Su queste domande si costruisce lo spettacolo, in un continuo gioco di maschere che lascia allo spettatore la possibilità di rispondere.

Michele Di Giacomo Attore, regista e formatore. Nato e cresciuto a Cesena, si diploma come attore alla Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano nel 2005. Collabora con Emilia Romagna Teatro Fondazione all’interno di due “Corsi di Alta Formazione” diretti da Massimo Castri e negli spettacoli Così è se vi pare e Freddo, con le regie di Castri e di Marco Plini. È interprete, tra gli altri, di testi di drammaturgia contemporanea come Ritratto di donna araba che guarda il mare di Davide Carnevali, Trainspotting di Mouawad, Il generale di Emanuele Aldrovandi. Nel 2015 inizia il percorso da regista. ERT Fondazione produce il suo monologo Le Buone Maniere, i fatti della Uno Bianca. Nel frattempo Di Giacomo fonda a Cesena la Compagnia Alchemico Tre, con cui realizza spettacoli di drammaturgia contemporanea – tra cui Vite dei Galilei, Per la ragione degli altri, un tradimento di Pirandello, In Trincea – e progetti di formazione teatrale con le giovani generazioni del territorio cesenate. Nell’estate 2020 ha ideato e diretto la prima edizione di FU ME, festival di teatro contemporaneo, musica e incontri nel Parco di Villa Silvia a Cesena, grazie al sostegno del Comune della città. Dal 2020 fa parte della Compagnia permanente di ERT Fondazione.

Io sono mia moglie foto © Matteo Toni