“Infinita bellezza” vincitore del Premio Scenario il 14 e 15 marzo a Teatri di Vita

Infinita bellezza – ph Malì Erotico

BOLOGNA – “Infinita bellezza”

lo spettacolo vincitore del Premio Scenario

che coinvolge il pubblico contro i pregiudizi

A Teatri di Vita, Bologna, 14-15 marzo 

Un libretto in mano a ogni spettatore, che si può sfogliare solo su comando degli attori: praticamente un intruso, pronto a prendere il sopravvento in uno spettacolo originale e coinvolgente. “Infinita bellezza“, vincitore del Premio Scenario 2024, è un sorprendente viaggio negli stereotipi e nei pregiudizi della nostra società, seminando trabocchetti insieme a Aron Tewelde e a Claudia Manuelli, che è anche regista e drammaturga dello spettacolo, prodotto dal Teatro Metastasio di Prato. Appuntamento a Teatri di Vita (piazzetta Sergio Secci 1, ex via Emilia Ponente 485, Bologna; tel. 333.4666333; teatridivita.it): sabato 14 marzo alle ore 20 e domenica 15 marzo alle ore 17.

“Infinita bellezza” è presentato nell’ambito della stagione del Centro di Produzione Teatrale Teatri di Vita “Nutrimenti di stagione”, realizzata con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna | Settore Cultura e Creatività.

Spettacolo interattivo, con un terzo incomodo… Tra Claudia e Aron in scena, e il pubblico di fronte, c’è infatti una terza presenza: un libretto consegnato a ogni spettatore e spettatrice, che diventa il motore narrativo dello spettacolo, in un gioco continuo tra ciò che si legge e ciò che accade in scena. Infinita bellezza è un libretto consegnato al pubblico che diventa il motore narrativo dello spettacolo, un elemento chiave che genera un gioco continuo tra ciò che si legge e ciò che accade in scena. Una guida che anticipa, distorce o sovverte gli eventi, stimolando una riflessione sul pregiudizio e sulla manipolazione delle aspettative. Utilizzando l’ironia come strumento critico di analisi della realtà l’intero progetto gioca sulla dialettica tra costruzione e decostruzione. L’immagine, la parola e il corpo di chi è in scena si intrecciano con la presenza del pubblico, in una continua ridefinizione dei ruoli. Il confine tra chi guarda e chi agisce si fa labile, creando una relazione fluida, dove la complicità si intreccia alle aspettative deluse o superate.

Infinita bellezza, con sgraziata sincerità, è un manifesto politico-poetico di delicata rabbia.