Piacenza

Inaugurato il progetto “Mi ritorna in mente” alla residenza anziani San Camillo

PIACENZA – È stato inaugurato questa mattina, presso la Casa Residenza per Anziani “San Camillo” di Piacenza, il progetto “Mi ritorna in mente: l’arte del ricordo”, promosso dalla Fondazione Pio Ritiro Cerati, realizzato con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e in collaborazione con la Cooperativa Sociale Auroradomus, gestore della struttura.

L’iniziativa ha permesso di creare due nuovi posti letto dedicati a persone con Alzheimer e demenze, oltre a spazi arredati e ambienti progettati per favorire la stimolazione cognitiva e il benessere relazionale. Gli interventi, ispirati ai principi dell’approccio montessoriano alla cura, hanno l’obiettivo di rendere più serena e significativa la quotidianità delle persone accolte.

All’inaugurazione hanno preso parte Don Giuseppe Basini e Don Federico Tagliaferri per la Fondazione Pio Ritiro Cerati, la Sindaca di Piacenza Katia Tarasconi, il Presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Roberto Reggi, la Direttrice del Distretto di Piacenza dell’Azienda USL di Piacenza Anna Maria Andena, Daniela Chinosi, della Cooperativa Sociale Auroradomus e il vescovo della Diocesi di Piacenza-Bobbio Monsignor Adriano Cevolotto.

L’evento è stata inoltre l’occasione per presentare i laboratori e le attività artistiche messi a punto per gli ospiti e gli incontri di supporto per i familiari, che hanno l’obiettivo di unire cura, relazione e comunità.

Nel suo intervento, la direttrice di distretto Anna Maria Andena ha sottolineato il valore del progetto nel contesto demografico, complesso, in cui ci si trova a operare: «Ogni posto conta, perché la popolazione invecchia e le reti familiari sono sempre più corte. In un tempo di grande fragilità demografica, è fondamentale che istituzioni, enti locali e realtà del territorio continuino a fare squadra. Questo tavolo a tre gambe – pubblico, privato sociale e comunità – consente di costruire risposte solide e durature ai bisogni delle persone».

«Con questo progetto abbiamo voluto creare un ambiente che valorizzi la memoria e la relazione come strumenti di cura – ha dichiarato Don Giuseppe Basini per la Fondazione Pio Ritiro Cerati -, È un modo concreto per restituire dignità e serenità alle persone che convivono con la fragilità della demenza».

«Con il Bando anziani, la Fondazione ha inteso promuovere l’innovazione sociale e la costruzione di reti che avessero al centro della propria azione il benessere delle persone. Obiettivi che trovano in questo intervento una solida realizzazione – è il commento del presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Roberto Reggi -, servizi socio-sanitari, pubblici e privati, hanno individuato e condiviso un’emergenza importante del territorio, la carenza di posti letto e strutture qualificate per chi soffre di Alzheimer, ed elaborato un intervento articolato, frutto di una visione di insieme, che riguarda i ‘muri’, gli spazi dell’accoglienza, nel segno dell’innovazione, ma si estende anche alla dimensione dell’accompagnamento della persone colpite da questa malattia spietata, che sono i malati, ma anche i loro caregiver».

Presente all’inaugurazione anche la Sindaca di Piacenza Katia Tarasconi, che ha espresso apprezzamento per l’iniziativa: «Progetti come ”Mi ritorna in mente” ci ricordano che la cura non è solo assistenza ma è anche e soprattutto attenzione, empatia e comunità. La memoria è un patrimonio prezioso che appartiene a ciascuno di noi e che, anche nei momenti di fragilità, può diventare strumento di relazione e di dignità. La città di Piacenza è orgogliosa di realtà come la Fondazione Cerati e Auroradomus, che con professionalità e umanità sanno coniugare innovazione e sensibilità. Investire in luoghi come la CRA San Camillo significa investire in una società che non lascia indietro nessuno».

Per Auroradomus, che gestisce la struttura, il progetto rappresenta un ulteriore passo nel percorso di qualificazione dei servizi sociosanitari e di costruzione di legami di comunità:

«Questo progetto racconta il valore della rete – ha sottolineato Daniela Chinosi, in rappresentanza della Cooperativa Sociale Auroradomus –. È il risultato di un lavoro condiviso tra istituzioni, fondazioni, operatori e famiglie, che insieme rendono possibile un modo di prendersi cura capace di unire competenza e prossimità. Crediamo in una cura che nasce dalla relazione, che mette al centro la persona ma anche la comunità che le sta intorno: è lì che si costruisce davvero il benessere».

Al momento del taglio del nastro è seguita la visita agli spazi rinnovati e un momento conviviale con ospiti, famiglie e operatori.

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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