Bologna

Inaugurato il 219° Anno Accademico

La Sala durante la cerimonia_Credits EMkey

Il ruolo delle Accademie oggi e la ricostruzione post alluvione

BOLOGNA – Si è tenuta nella mattinata di mercoledì 22 aprile, presso la Sala dello Stabat Mater di Palazzo dell’Archiginnasio di Bologna, l’inaugurazione del 219° Anno Accademico dell’Accademia Nazionale di Agricoltura. La cerimonia, che ha visto la partecipazione del corpo accademico e di numerose autorità civili e politiche, dopo i saluti istituzionali, ha visto la consegna della targa storica al Prof. Giorgio Cantelli Forti, il quale ha retto la presidenza per quattro mandati dal 2014 al 2026, attestante la carica di “Presidente onorario dell’Accademia Nazionale di Agricoltura”.

Il Prof. Giorgio Cantelli Forti ha dichiarato: “Mi sento molto onorato del prezioso riconoscimento che il Consiglio Direttivo e l’Assemblea mi hanno dato. Per l’onore che mi avete rivolto ho il piacere di mettermi a disposizione del Presidente e del Consiglio Direttivo, offrendo le mie forze e la mia mente, su quanto mi vorranno chiedere di fare”.

Successivamente il Prof. Federico Magnani, Presidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, nella sua Relazione inaugurale “Discussione, riferimento, divulgazione: il ruolo dell’Accademia per un’agricoltura che cambia”, ha fornito gli orientamenti per il mandato 2026-2028: In un mondo sempre più frammentato l’ANA ha un importante ruolo da svolgere, come punto di incontro e di confronto interdisciplinare, sereno e non schierato, che raccolga le conoscenze scientifiche e tecniche e le esigenze del mondo agricolo, per discuterle e riferirle sia alla società che ai decisori politici. Un luogo di discussione aperta e informata, sulle principali tematiche emergenti nel settore, che coinvolga al nostro fianco i giovani ricercatori e professionisti, che possono dare un grande contributo di innovazione e di entusiasmo, insieme alle istituzioni e agli enti, sia del territorio che nazionali, con i quali poter lavorare insieme per sviluppare temi di interesse comune per la crescita dell’agricoltura italiana. Infine, oggi abbiamo la responsabilità di divulgare e formare il vasto pubblico, che talvolta di agricoltura, alimentazione e ambiente ha una percezione falsata e irrealistica, essendo settori in rapida e costante trasformazione, dove l’innovazione e l’evolversi della ricerca scientifica sono i cardini su cui basare l’oggi e il domani. Una sfida importante, che l’Accademia affronterà nei prossimi anni con spirito di servizio e di condivisione.” 

A seguire la parola è passata all’Ing. Fabrizio Curcio, Commissario straordinario di Governo alla ricostruzione nei territori colpiti dall’alluvione verificatasi in Emilia-Romagna, Toscana e Marche che, nella sua Prolusione inaugurale “Eventi alluvionali 2023-2024: emergenza, ricostruzione e riduzione del rischio” ha detto: “A partire dal gennaio 2025 abbiamo avviato, in raccordo con le Regioni, un’intensa e strutturata attività di ascolto dei territori che ha coinvolto le rappresentanze istituzionali, le principali categorie produttive, la società civile e i Comitati delle comunità colpite, dando vita ad oltre 40 incontri con i Sindaci, sia in forma aggregata sia in forma singola, ai quali hanno preso parte anche tecnici, rappresentanti dei Comitati e cittadini dei territori interessati. Questa governance partecipata ha permesso di orientare in modo più efficace i circa tre miliardi che il Governo ha destinato per la ricostruzione pubblica dei territori colpiti e di tradurre, grazie al lavoro del Parlamento, le esigenze di semplificazione delle procedure in scelte normative concrete, a partire dal decreto-legge n. 65/2025. La governance definita va nella direzione di armonizzare la fase della ricostruzione con quella della mitigazione del rischio che richiede una programmazione strutturale e di lungo periodo: la prima è affidata alla Struttura commissariale, la seconda alle Regioni anche nell’ambito di un Programma straordinario pluriennale dotato dall’Esecutivo di un ulteriore miliardo di euro per il periodo 2027–2038. Questa modalità garantisce chiarezza decisionale e una visione di lungo periodo per la sicurezza dei territori che possono avvalersi, in questo percorso, del supporto di istituzioni di carattere tecnico-scientifico, quali l’Accademia Nazionale di Agricoltura, che, in ragione del patrimonio di conoscenze in ambito agrario, tutela e valorizzazione del territorio, del paesaggio e dell’ambiente, possono offrire elementi utili di approfondimento, nel rispetto dei diversi ambiti di competenza”.

Al termine del suo intervento l’Ing. Curcio ha ricevuto la targa d’onore dell’Accademia Nazionale di Agricoltura. 

La cerimonia è poi proseguita con la parte centrale della Cerimonia, ovvero la consegna dei titoli ai nuovi Accademici Ordinari e Accademici Corrispondenti, alla quale è seguita la consegna dei premi, che l’Accademia Nazionale di Agricoltura organizza annualmente con i partner di riferimento. La VII edizione del “Premio Filippo Re”, insieme ad Image Line, è stata vinta dal Dott. Andrea Vitali, phd dell’Università di Torino con lo studio “The environmental and agronomic benefits and trade-offs linked with the adoption alternate wetting and drying in temperate rice paddies” ha studiato come i cambiamenti climatici, ed in particolar modo la diminuzione della disponibilità della risorsa idrica e la competizione per il suo utilizzo tra l’agricoltura e gli altri settori, impongono alla risicoltura di allinearsi ai principi dell’agricoltura rigenerativa. La IV edizione del “Premio Nazionale Giuseppe Loizzo”, insieme alla famiglia dell’accademico scomparso, è stata vinta dalla Dott.ssa Benedetta Terramoccia, Università degli Studi della Tuscia, con lo studio “Tolleranza allo stress idrico in linee ricombinanti di frumento duro-Thinopyrum spp.: analisi del fenotipo e dell’espressione del gene LRD”.

Ivano Valmori, Ceo di Image Line, ha detto sulla VII edizione del Premio Filippo Re: “Con la premiazione delle pubblicazioni vincitrici, il Premio Filippo Re sottolinea l’importanza di due risorse fondamentali come suolo e acqua, elementi che rappresentano la base stessa della nostra agricoltura. In un momento in cui l’agricoltura è chiamata a una gestione sempre più attenta e lungimirante per rispondere alle sfide climatiche, le ricerche premiate dimostrano come sia possibile tradurre i principi della sostenibilità e dell’uso responsabile delle risorse in scelte agronomiche misurabili, con ricadute concrete sul campo e per la competitività delle imprese. Per noi è particolarmente significativo che queste proposte nascano da approcci multidisciplinari e dal talento di giovani ricercatrici e ricercatori capaci di dialogare con chi l’agricoltura la fa ogni giorno: è da questo confronto che nascono le innovazioni che contribuiscono a costruire un’agricoltura rigenerativa, consapevole e capace di guardare al futuro con responsabilità.”

La cerimonia si è conclusa con la firma dei protocolli d’intesa con l’Accademia del Lazio Meridionale, rappresentata dal Prof. Roberto Giardino, e il Collegio Nazionale Periti Agrari e Periti Agrari Laureati, rappresentato dal Dott. Igor Bombardi, che certificano le numerose collaborazioni, a livello nazionale, tenute dall’Accademia Nazionale di Agricoltura nell’ultimo anno.

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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