IN AND OUT. Mostra dei vincitori dei Concorsi Zucchelli 2020 e 2021 a cura di Carmen Lorenzetti

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Wang Rui, Andare verso l’ignoto, 2020, gesso, tela, legno, formica

BOLOGNA – Giovedì 12 maggio 2022 presso Zu.Art giardino delle arti di Fondazione Zucchelli apre al pubblico IN AND OUT. Mostra dei vincitori dei Concorsi Zucchelli e delle Residenze d’artista 2020 e 2021, a cura di Carmen Lorenzetti e parte della decima edizione di ART CITY Bologna, il programma istituzionale di mostre, eventi e iniziative speciali promosso dal Comune di Bologna in collaborazione con BolognaFiere in concomitanza di Arte Fiera.

Dal 1963, la Fondazione Zucchelli sostiene le nuove generazioni assegnando, attraverso il Concorso Zucchelli, borse di studio agli allievi più meritevoli dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. L’esposizione IN AND OUT nasce da una riflessione sul lungo periodo trascorso entrando e uscendo da situazioni emergenziali legate alle oscillazioni della pandemia, che ha portato a ripetuti lockdown in ogni angolo del pianeta. In mostra sono proposte opere inedite dei vincitori e delle vincitrici delle edizioni 2020 e 2021 del Concorso Zucchelli, che negli ultimi due anni hanno potuto godere di poche occasioni di visibilità. Ognuno dei giovani talenti premiati ha comunque continuato a perfezionare il proprio linguaggio, quasi tutti producendo per l’occasione un’opera nuova, spesso connotata da linguaggi sperimentali, che utilizzano l’immagine in movimento o il suono, in modo da coinvolgere maggiormente lo spettatore in una fruizione multimediale, ma anche utilizzando tecniche classiche con uno sguardo fresco.

Per l’edizione 2020, la vincitrice del Premio al Talento Mona Karami propone una delle sue enigmatiche forme di marmo piatto e aderente alla parete indecise tra lo stato della bidimensionalità e della tridimensionalità con un’attenzione profonda alla tipologia e alle ragioni del materiale. La menzione d’onore Liu Jiying presenta un’opera ideata durante il lockdown intitolata Adagio 10 sonatine (2021), che mette in relazione fotografie e spartiti disegnati con un sonoro che richiama i rumori della città. Arianna Bassetto partecipa con l’installazione anx.i.e.ties (2021), che ragiona sul tema dell’ansia, malessere sempre più diffuso, provocato dall’iperstimolazione cui le nostre menti sono sottoposte attraverso il bombardamento pubblicitario, propagandistico e dei social-media. Claudio Valerio utilizza il disegno come luogo di meditazione filosofica, le cui forme, improbabili e surreali presenze, appaiono come metafora di condizioni universali che richiamano nei titoli Lo stante e L’andante (2021) gli illustri esempi di Boccioni, tradotti in consapevolezza contemporanea. L’installazione Andare verso l’ignoto (2020) di Wang Rui richiama forme naturali e riflette sulla futilità del progresso tecnologico in una prospettiva ecologica sul destino dell’umanità e della terra. Infine Zhao Kun, artista interessata alle relazioni sensoriali e psicologiche che abbiamo con il mondo, ha prodotto l’opera Odore Visibile, che scaturisce da un’analisi approfondita delle strutture cellulari dei materiali che producono i diversi odori delle sostanze e come questi alla fine sono recepiti dal nostro olfatto.

Per l’edizione 2021, il Premio al Talento Gioele Villani si rifà alla lunga tradizione novecentesca del disegno automatico prodotto dalle macchine – che va da Jean Tinguely a Reena Spaulings, passando per Pinot Gallizio e Eva Marisaldi – progettando e programmando i codici generativi del robot “Succosache, a sua volta, produce disegni acutangoli che incarnano paesaggi distopici. La menzione d’onore Michele Di Pirro presenta Nero induzione (2021), un video che descrive attraverso l’immagine in movimento un processo lentissimo, quello dell’oscuramento delle carte chimiche degli scontrini, restituendo in maniera perturbante l’obsolescenza programmata della società dei consumi. Nikola Filipovi ripropone parte dell’installazione Fuori scala, concepita per il Museo Civico Medievale nel 2021 e composta da sei stendardi monumentali, con immagini liberamente tratte da codici miniati che riecheggiano la Divina Commedia di Dante Alighieri. La scultura GPS (2019) di Mihály Mór Kovács si riferisce al tema del gioco: è una metafora potente della vita e della realtà, luogo in cui si condensano le immagini del mondo per creare nuove regole e sistemi, capaci di mettere in comunicazione il quotidiano con un nuovo ritmo temporale e una realtà parallela e sovversiva. Il dipinto Inattesa di Alice Mazzei recupera l’idea del nascondimento presente in alcuni suoi lavori precedenti, cui aggiunge una notazione fantasmica, misteriosa, sempre unita a una temperie surrealista che forse non fa altro che occultare la pittura stessa svelandola attraverso il medium stesso. Infine, Mehrnoosh Roshanaei mette in dialogo il video Bloom again (2021), che racconta una natura in via d’estinzione, un mondo irrimediabilmente perduto, con due dipinti ispirati alla metamorfosi della realtà e della natura, che vengono trasformate nella materia inequivocabile del digitale e dell’artificiale.

In mostra saranno inoltre presenti i lavori di altri due giovani talenti dell’Accademia di Belle Arti che hanno potuto usufruire di altre importanti occasioni di studio e visibilità sostenute da Fondazione Zucchelli nel 2021. Massiel Leza, assegnataria del 13° spazio del Nuovo Forno del Pane di MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, presenta per l’occasione un autoritratto ad acquerello del 2022, che prosegue il suo lavoro sull’espressione di un’identità di genere fluida, in continua costruzione e decostruzione, al limite del visibile. Zheng Ningyuan, vincitore della Residenza d’Artista di Alchemilla a Palazzo Vizzani, propone invece il video Teresa Moda, che racconta un fatto di cronaca legato al territorio tessile pratese. Prato e la concentrazione di aziende e manodopera cinese (e pakistana) costituiscono il terreno privilegiato di analisi di Ningyuan, che studia i fenomeni dell’immigrazione in Italia, la tutela dei diritti dei lavoratori, il portato socioculturale della presenza straniera in Italia e, in generale, i rapporti tra Italia e Cina nel contesto della globalizzazione.

Fondazione Zucchelli
Zu.Art giardino delle arti
Vicolo Malgrado 3/2, Bologna

eventi.fondazionezucchelli@gmail.com
www.fondazionezucchelli.it

Orari durante ART CITY Bologna
Apertura: giovedì 12 maggio h 12-19 | sabato 14 maggio h 18 -23 | domenica 15 maggio h 12-19

Vernice: venerdì 13 maggio h 18-21

Orari dal 16 maggio al 31 luglio 2022
Su prenotazione scrivendo a eventi.fondazionezucchelli@gmail.com

La Fondazione Carlo, Carolina, Bianca e Santina Zucchelli nasce nel 1959 come Ente Morale da decreto del Presidente della Repubblica, a seguito di lascito testamentario dell’ultima erede della Famiglia Zucchelli. Creata per sostenere giovani talenti nella loro avventura artistica, nel 1963 inizia l’attività di erogazione di Borse di Studio ad allievi iscritti all’Accademia di Belle Arti e al Conservatorio di Musica Giovan Battista Martini, di Bologna. Negli ultimi anni, grazie soprattutto all’aggiornamento statutario, la Fondazione ha ampliato la gamma dei riconoscimenti dedicando un bando del Concorso annuale al “Premio al Talento” e un secondo bando al “Premio Speciale” che prevede la realizzazione di un progetto in comune tra allievi di Accademia e di Conservatorio.

Fondazione Zucchelli partecipa ad Arte Fiera (13-15 maggio 2022) con uno stand (Padiglione 15, Stand E4) a cura di Valerio Dehò, che ospiterà opere di sei studenti e studentesse dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, vincitori e vincitrici dei Premi al Talento 2020 (Mona Karami) e 2021 (Gioele Villani), delle Menzioni d’onore 2020 (Liu Jiying) e 2021 (Michele Di Pirro) e dei Premi Art Up 2021 (Francesco Ibba, Premio della Ciritica, e Luca Campestri, Premio dei Collezionisti).