Modena

Il leone stiloforo imbrattato con stelle filanti spray

Non un raid vandalico dietro le scritte apparse sul monumento ma solo il gesto inconsapevole di un bambino. I genitori disponibili a ripagare per il ripristino

MODENA – Le scritte sul leone stiloforo del Duomo sono state fatte con una bomboletta spray di stelle filanti di colore verde nel pomeriggio di giovedì 28 febbraio, proprio durante lo sproloquio di Sandrone, quando migliaia di adulti ascoltavano attenti il discorso della famiglia Pavironica e i bambini in maschera affollavano piazza Grande.

A compiere il gesto sarebbe stato appunto un bambino di meno di dieci anni di età che non pensava di danneggiare un’opera d’arte, poiché le stelle filanti spray si staccano facilmente da qualsiasi superficie. Invece, i fili gommosi rilasciano una sostanza colorata che, anche una volta rimosse, può rovinare muri e monumenti, oltre che i vestiti e richiedere un’operazione di pulizia particolare.

Lunedì 4 marzo i genitori del bambino, che non erano con lui il giorno dei festeggiamenti di Carnevale in piazza a cui era stato accompagnato da altri familiari, si sono rivolti personalmente al Comando della Polizia municipale di Modena per raccontare quanto avevano saputo dal figlio, dichiarandosi molto dispiaciuti per l’accaduto e assolutamente disponibili a sostenere le spese per il ripristino del leone stiloforo.

Ancora più dispiaciuto e preoccupato è il bambino che ha appreso delle conseguenze del suo gesto i giorni successivi quando, da emittenti televisive e giornali locali, è stato dato ampio spazio alla notizia. Sul fatto, dopo la segnalazione giunta venerdì 1 marzo dalla ditta che cura la manutenzione del Duomo, sta infatti facendo verifiche e accertamenti la Polizia municipale.

L’Amministrazione comunale sta invece valutando la possibilità di vietare, come per altro avviene in altri comuni d’Italia, l’uso delle bombolette spray in occasione della sfilata del Carnevale; questi prodotti contengono tra l’altro clorofluorocarburi, sostanze infiammabili ed irritanti.

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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