Il 13 dicembre Marco Martinelli a “Unipr On Air – Ma dimmi di più”

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PARMA – È il drammaturgo e regista Marco Martinelli il protagonista dell’ultimo incontro di Unipr On Air – Ma dimmi di più, format videopodcast interamente ideato e realizzato dalle studentesse e dagli studenti di RadiorEvolution e di VideoAteneo del CAPAS dell’Università di Parma.

L’appuntamento è per martedì 13 dicembre dalle 14 sul Canale YouTube dell’Università di Parma e a seguire sulle piattaforme streaming Spotify/Amazon Music/Apple Podcast.

L’intervista è stata registrata giovedì 13 ottobre al Palazzo del Governatore di Parma, durante il progetto internazionale La ricezione classica nelle arti performative promosso dall’Università di Parma in collaborazione con University College of London (UCL) e Oxford University.

Marco Martinelli, fondatore del Teatro delle Albe, da anni lavora con adolescenti e universitari in tutto il mondo avvicinandoli attraverso il gioco ai classici e alla tradizione teatrale. Raccontando dei suoi esordi, trasmette nell’intervista tutta la sua passione per il teatro e per la drammaturgia: una passione che lo ha portato nel 1983 a dar vita al Teatro delle Albe insieme a Ermanna Montanari, Luigi Dadina e Marcella Nonni.Unipr On Air – Ma dimmi di più è un nuovo tassello delle attività di Terza Missione dell’Università di Parma e si inserisce nel programma di divulgazione scientifica “Facciamo Conoscenza” gestito dalla UO Rapporti con il Territorio e Public Engagement.

Attraverso un linguaggio e un taglio informali, i videopodcast vogliono divulgare e diventare un’abitudine ricorrente per far riflettere, sensibilizzare e creare dibattito, nell’ottica di un ruolo di rilievo delle Università nel proporre per il futuro nuove strade e nuovi modelli di comunicazione, sociali, culturali, tecnico-scientifici e di sostenibilità.

Le puntate sono veicolate attraverso il canale YouTube Unipr, alcune tra le più rilevanti piattaforme di streaming (Spotify, Amazon Music e Apple Podcast) e i profili social dell’Università e dei gruppi afferenti al CAPAS, e attraverso i canali social e web di “Facciamo Conoscenza”.