Nato dall’incontro della scrittrice con una Napoli uscita stremata e profondamente provata dalla guerra, il libro traccia in realtà la cronaca di uno spaesamento. La città infatti diventa uno schermo sul quale l’autrice proietta ciò che lei stessa definisce la propria nevrosi: una nevrosi metafisica, una impossibilità di accettare il reale, un orrore del tempo che ogni cosa corrode. Tutto il libro è un grido contro questo orrore, da cui lo sguardo vorrebbe potersi distogliere e non può.
Gli incontri del gruppo di lettura, che due volte al mese si dà appuntamento per discutere un libro scelto di volta in volta dai partecipanti, sono aperti a tutti.
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