Gruppo Hera: grazie a Inrete le reti elettriche dell’appennino modenese diventano più moderne e resilienti

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Quattro anni di lavori, 70 chilometri di linee elettriche completamente rinnovate, centinaia di tonnellate di materiali trasportate, anche via elicottero, e oltre dieci milioni di euro complessivamente investiti

MODENA – Il Gruppo Hera ha avviato un ambizioso “piano per la resilienza”, per rendere sempre più stabile la fornitura di energia elettrica alle famiglie e alle imprese dell’appennino modenese. Grazie ad un investimento di circa nove milioni di euro, nei prossimi quattro anni lunghi tratti delle linee aeree di distribuzione in media tensione attuali verranno sostituiti con materiali di nuova generazione, più solidi e performanti.

Tutte le fasi del piano, dalla progettazione all’esecuzione, sono affidate a Inrete Distribuzione Energia, la società del Gruppo che gestisce l’attività di distribuzione del gas naturale e dell’energia elettrica.

Nuovi cavi conduttori, nuovi supporti e vecchi tracciati, per massimizzare la resilienza dell’infrastruttura elettrica e minimizzare gli impatti sull’ambiente: questi, in estrema sintesi, sono i punti fissi del progetto di Inrete che, dopo aver analizzato lo sviluppo delle reti nei comuni appenninici modenesi, ha identificato i tratti nei quali provvedere alla sostituzione delle linee.

Protagonista assoluto di questa operazione è il cavo che trasporta l’energia elettrica: i tecnici di Inrete rimuoveranno quasi 70 chilometri di quello esistente sostituendolo con un materiale di nuova concezione, composto da tre conduttori isolati avvolti ad elica visibile, di sezione più che doppia rispetto al precedente conduttore nudo, non isolato. Migliore qualità e migliori prestazioni, dunque, che tuttavia si traducono anche in un notevole incremento di peso. Un solo chilometro di nuovo cavo, infatti, pesa più di 3 tonnellate e questa caratteristica ha spinto gli ingegneri di Inrete a verificare l’adeguatezza di tutti i pali e i tralicci coinvolti nel progetto.

La nuova infrastruttura richiederà quindi anche la sostituzione di numerosi supporti con nuove strutture progettate appositamente. L’intera operazione ha anche un risvolto sostenibile, perché tutti i componenti metallici rimossi, sia le linee elettriche in rame sia i supporti in ferro, saranno tagliati e smaltiti in modo che possano poi essere riciclati e tornare a nuovi usi.

E, ancora rispetto alla sostenibilità ambientale, in ogni occasione possibile le nuove infrastrutture verranno posate sui tracciati di quelle esistenti. Si riduce così la necessità di creare fasce di passaggio nelle aree boschive dell’appennino, a tutela del patrimonio paesaggistico di quelle zone.

Le linee di media tensione, infatti, spesso corrono sui fianchi o sui crinali delle alture, isolati nei boschi e lontani da strade e centri abitati. Aspetti che rendono ancora più complesso e sfidante il progetto, che tuttavia è fondamentale per ammodernare e rendere la rete elettrica meno soggetta a malfunzionamenti a causa di eventi esterni, come ad esempio i fenomeni atmosferici estremi che, negli anni, si sono fatti via via più frequenti.

Per assicurare questo obiettivo, Inrete effettua anche campagne di manutenzione e prevenzione: nelle scorse settimane, è stata condotta una campagna di videoispezioni in elicottero per verificare lo stato di circa 750 chilometri di rete aerea in media tensione, così da identificare i punti in cui eventualmente intervenire.

Il Gruppo Hera, d’altra parte, sperimenta continuamente modalità innovative per il monitoraggio delle reti elettriche. Già da anni, attraverso Inrete, ha avviato uno studio per individuare come efficacemente utilizzare le possibilità offerte dai droni, e questo studio si è ora trasformato in una collaborazione con una delle maggiori società europee del settore aeropaziale e con gli Enti nazionali deputati alla regolazione del settore delle attività aeree.

Inoltre, Inrete investe con regolarità anche su un’altra importante attività preventiva, ovvero la pulizia delle “interferenze arboree” nelle fasce di rispetto. La caduta di rami o piante sui cavi elettrici è infatti una delle principali cause di guasto alla rete e per questo Inrete è costantemente impegnata nel mantenere liberi quei “corridoi” tra i boschi. A riprova dell’importanza crescente di tale attività, quest’anno essa è stata ulteriormente potenziata e solo nei primi 10 mesi del 2020 è stata oggetto di investimenti in crescita del 37% rispetto all’intero 2019.

Tuttavia, la normativa vieta ad Inrete di operare ad oltre sette metri dalle linee, anche in presenza di piante più alte, sulle quali devono invece intervenire il proprietario del terreno o altri soggetti. Per questo, Inrete ha avviato un dialogo per sensibilizzare sul tema gli enti locali, le istituzioni e i privati coinvolti.

D’altra parte, il rapporto con i Comuni e le località montane è molto stretto, come conferma Alessandro Baroncini, Amministratore Delegato di Inrete: “Per portare a termine il rinnovo delle reti elettriche programmato, sarà necessario uno sforzo che coinvolgerà moltissimi Comuni dell’Appenino modenese. Proprio per questo motivo, il progetto è stato pianificato dopo un lungo e approfondito confronto con gli Enti Locali e con la Protezione Civile”.

“La portata degli interventi che ci apprestiamo a fare è davvero storica e, se includiamo le azioni di manutenzione ordinaria, come le ispezioni elitrasportate e le potature programmate, comporterà un investimento sul territorio di oltre dieci milioni di euro” continua Baroncini.

“Tutte queste iniziative sono la dimostrazione del fatto che Inrete rimane attenta e attiva nel presidiare il suo territorio. A riconferma di questo atteggiamento, ricordo che solo nell’area dell’appennino abbiamo e manterremo ben quattro sedi periferiche, grazie alle quali l’azienda e i nostri tecnici sono sempre “vicini”. Vicini alle famiglie, vicini alle imprese e vicini ai nostri asset,  anche a quelli che realizzeremo nell’ambito del progetto “resilienza”: la nuova “spina dorsale” elettrica dell’appennino modenese, figlia di un’operazione di infrastrutturazione come non se ne vedevano dai tempi della posa della rete e per la quale utilizzeremo la tecnologia e le tecniche costruttive più all’avanguardia disponibili”.