Valsamoggia

Finalmente domenica!

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Quattro spettacoli del Teatro delle Ariette, all’ora di pranzo, dall’8 febbraio al 29 marzo, in Valsamoggia (Bologna)

VALSAMOGGIA (BO) – FINALMENTE DOMENICA!

quattro spettacoli del Teatro delle Ariette all’ora di pranzo

8 e 22 febbraio | 15 e 29 marzo 2026 ore 12.30

Teatro delle Ariette, Valsamoggia (Bologna) 

Quattro spettacoli del Teatro delle Ariette all’ora di pranzo, nella giornata, la domenica, dedicata ad un tempo diverso, al riposo e alla condivisione con gli amici.

È la seconda edizione di Finalmente domenica! che si svolgerà, con il patrocinio del Comune di Valsamoggia, dall’8 febbraio al 29 marzo nel teatro in mezzo ai campi della compagnia in Valsamoggia. «Passava così: la messa, il pranzo e poi il riposo – scrivono – Divisa in tre parti: una per la comunità, una per la famiglia e una tutta per noi in solitudine. In mezzo a questo frastuono, abbiamo nostalgia di quelle domeniche. Oggi vi invitiamo nel nostro teatro per condividere un pensiero, un pranzo, un tempo di vita, nel silenzio della campagna, nella calma della domenica, nella gioia di un incontro, vero, semplice, profondo». Un’occasione anche per vedere, o rivedere, spettacoli, affermati o nuovi, della compagnia.

Primo appuntamento è domenica 8 febbraio con Teatro Naturale? Io, il couscous e Albert Camus, una creazione del 2012, la storia di formazione di un giovane diciassettenne che, seguendo l’amore, arriva in Francia dove è accolto da una famiglia di spagnoli, fuggiti in Algeria alla fine della Guerra Civile e arrivati in Francia per sfuggire alla Guerra di Indipendenza algerina. Una piccola odissea personale fatta di incontri, scoperte, sconfitte e di viaggi, da Bologna alla Francia e dalla Francia al Mediterraneo, alla Spagna, all’Algeria.  

Domenica 22 febbraio sarà invece presentato E riapparvero gli animali, una creazione del 2020 sul testo omonimo di Catherine Zambon, autrice contemporanea francese, con testi di Paola Berselli e Stefano Pasquini, traduzione, regia e con Paola Berselli e Stefano Pasquini. In un futuro (non troppo) distopico, uno spettacolo sul nostro presente, indecifrabile, misterioso, enigmatico. Gli spettatori vengono accolti in uno spazio condiviso rettangolare, in cui Stefano, con la farina del grano coltivata alle Ariette, sta preparando in scena i tortelli nella lastra, uno street-food vegetariano tipico dell’alto Appennino tosco-romagnolo, mentre racconta come ha scoperto quel cibo il 18 giugno del 2020. Così, si scivola in quel passato prossimo che ha lasciato un segno profondo dentro ognuno di noi e nel testo di Catherine Zambon scritto nell’aprile 2020, durante il primo lockdown. La protagonista è una donna di settant’anni, che dopo aver attraversato l’Epoca dei Grandi Contagi e il lungo periodo di Riorganizzazione Faunistica e Sanitaria, durante il quale erano stati eliminati tutti gli animali ritenuti colpevoli di essere portatori di malattie, si trova a confrontarsi con la realtà di un mondo nuovo, moderno e crudele, indurito, buio e senza pietà.

Domenica 15 marzo sarà presentata l’ultima creazione del 2024 della compagnia, Noi siamo un minestrone [Imagine] sempre con Paola Berselli e Stefano Pasquini. Uno spettacolo per ritrovare il senso e il piacere del gioco, per immaginare il presente. «È il cammino della vita, la ricerca dell’identità. È la risposta a quella prima domanda: chi siamo noi? Noi chi? Paola e Stefano, oppure io e te, attori e spettatori, noi gruppo, società, massa? Siamo un minestrone. Come il minestrone siamo fatti di acqua. Siamo più di un miscuglio di forme, di specie, di generi. Noi siamo relazione». In uno spazio quadrato, al centro su tavoli bassi, ci sono due pentole e tutto il necessario per fare il minestrone. Attorno, attori e spettatori, seduti sulle sedie. Più che uno spettacolo, meglio pensarlo come «un incontro, un’ora di tempo vissuta poeticamente cercando quello che c’è prima delle parole e quello che resta dopo che sono state pronunciate e dimenticate». Aspettando il minestrone, un piatto così umile e quotidiano da appartenere alla vita di tutti. Un pezzo di vita per tutte le cose da raccontare, sull’amore, sul teatro, sulla forza delle piante e l’energia degli animali, su come sarebbe facile essere felici.

Ultimo appuntamento domenica 29 marzo con il debutto di CONCERTO. Il nostro teatro come un concerto di, con, regia Paola Berselli e Stefano Pasquini. La musica è un elemento sempre presente negli spettacoli del Teatro delle Ariette. In questo nuovo lavoro verranno messi insieme alcuni pezzi di spettacoli, come se fossero canzoni di un concerto, come racconti, nucleo drammaturgico di una narrazione. «Le nostre storie parlano di terra, d’amore, di passione, di utopie e fallimenti, e tutte queste piccole storie, che siano raccontate o cantate, suonate o agite, in fondo sono come canzoni». “Concerto” nasce per cercare una consapevolezza nuova, riattraversando trent’anni di teatro, da Teatro da mangiare? a Noi siamo un minestrone. «E lo vogliamo fare con leggerezza, come se fosse un concerto, e noi fossimo i cantanti e voi gli spettatori, come sempre, insieme, fianco a fianco, da pari a pari».

Informazioni

Inizio spettacoli ore 12.30.

Prezzi dei biglietti: 20,00 Euro.

Calendario

Domenica 8 febbraio ore 12.30 TEATRO NATURALE? IO, IL COUSCOUS E ALBERT CAMUS

Domenica 22 marzo ore 12.30 E RIAPPARVERO GLI ANIMALI

Domenica 15 marzo ore 12.30 NOI SIAMO UN MINESTRONE [imagine]

Domenica 29 marzo ore 12.30 CONCERTO Il nostro teatro come un concerto 

Info e prenotazioni

051 6704373 – 6704819 – WhatsApp 338 8389138

www.teatrodelleariette.it
info@teatrodelleariette.it
fb @Teatro delle Ariette
ig @teatrodelleariette

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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