
Nell’Atrio delle colonne della Sede centrale, prima tappa del progetto “Ada e Ernesto Rossi: un amore e il sogno di un’Europa Unita”. Sabato 9 alle 11 incontro con le autorità e il pubblico
PARMA – S’intitola Da Ventotene all’Europa Unita con i burattini di Ernesto Rossi la mostra con cui l’8 e il 9 maggio all’Università di Parma si celebrerà l’Europa. La mostra sarà allestita nell’Atrio delle colonne della Sede centrale dell’Ateneo (via Università 12) dal pomeriggio di venerdì 8 maggio, e costituisce la prima tappa del più articolato progetto Ada e Ernesto Rossi: un amore e il sogno di un’Europa Unita.
Ampia la rete delle realtà promotrici: Università di Parma, Fondazione Collegio Europeo di Parma, Montanara Laboratorio Democratico A.P.S., Fondazione Ernesto Rossi – Gaetano Salvemini, Fondazione Famiglia Sarzi, Forum Terzo Settore Parma, Movimento Federalista Europeo sezione di Parma, Centro culturale europeo Ada Rossi sezione di Parma.
Oggi la presentazione in conferenza stampa al ParmaUniverCity Info Point, con gli interventi del Prorettore dell’Università di Parma Simone Baglioni, del Presidente della Fondazione Collegio Europeo di Parma Alberto Spagnolli, della Presidente di Montanara Laboratorio Democratico Marta Corradi, della VicePresidente della Fondazione Famiglia Sarzi Cesare Mattioli, del Presidente dell’associazione Ada Rossi Dalmazio Dallaturca, di Alessandro Dazzi del Movimento Giovani Federalisti Europei e di Daria Jacopozzi, Assessora del Comune di Parma.
La mostra, curata dalla Fondazione Famiglia Sarzi – La Casa dei Burattini, costituisce un approfondimento storico di alto valore civile sulla genesi del Manifesto di Ventotene: offre un percorso educativo e documentaristico dedicato alla nascita del Manifesto raccontata attraverso la figura di Ernesto Rossi e la sua passione per i burattini come strumento di educazione e libertà.
Figura di spicco dell’antifascismo italiano, giornalista combattivo e lucido e politico coerente nell’opposizione alla dittatura, Ernesto Rossi pagò con il carcere e il confino la difesa delle proprie idee. Durante il confino sull’isola di Ventotene elaborò insieme ad Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni il Manifesto di Ventotene, il documento che contiene le basi ideologiche e traccia gli orizzonti del grande progetto politico che sarà l’Unione Europea.
Alla forza delle convinzioni Rossi abbinava un carattere aperto e ironico. Durante l’adolescenza a Bologna costruì una ventina di burattini e un teatrino: una passione che non lo abbandonò mai e che rimase capace di emergere e manifestarsi anche nei momenti più difficili del carcere e del confino.
Dal confino scriveva lettere alla madre, testi di alto contenuto ideale e di instancabile ironia, firmandosi al termine di ogni lettera sempre con il disegno di un burattino, diventato il simbolo della mostra.
Una passione ideale e una creatività che lo aiutarono a guardare lontano e a immaginare il progetto di un’Europa unita.
La mostra allestita all’Università di Parma vuole valorizzarne la memoria e sottolinearne l’attualità di pensiero.
L’esposizione sarà aperta con ingresso libero venerdì 8 maggio nel pomeriggio e sabato 9 fino alle 18.
Sabato 9 maggio alle 11, nella ricorrenza esatta della Festa dell’Europa, è previsto nell’Atrio delle colonne un incontro con le autorità e il pubblico. Porterà il suo saluto anche Grazia Masetti, nipote di Ada e Ernesto Rossi.
IL PROGETTO “ADA E ERNESTO ROSSI: UN AMORE E IL SOGNO DI UN’EUROPA UNITA”.
La mostra Da Ventotene all’Europa Unita con i burattini di Ernesto Rossi è la prima tappa del progetto Ada e Ernesto Rossi: un amore e il sogno di un’Europa Unita, promosso da Montanara Laboratorio Democratico in partnership con il Centro culturale europeo Ada Rossi sezione di Parma, il Movimento Federalista Europeo sezione di Parma, la Gioventù Federalista Europea sezione di Parma, la Fondazione Ernesto Rossi – Gaetano Salvemini, la Fondazione Famiglia Sarzi, con il patrocinio del Forum Terzo Settore Parma.
Il progetto, ideato pensando a Parma Capitale Europea dei Giovani 2027, si rivolge in primis alle scuole superiori, attraverso un reading narrativo con testo e disegni di Gianluca Foglia, in arte Fogliazza, letture a cura di Franca Tragni, e intende invitare ragazze e ragazzi a riflettere sulle tematiche umane e politiche affrontate da Ada e Ernesto Rossi, “democratici ribelli” durante il periodo fascista: lui, aderente a “Giustizia e Libertà”, arrestato nel 1930, condannato a 30 anni di prigione, di cui 9 scontati in prigione e 4 al confino di Ventotene, coautore con Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni del Manifesto di Ventotene nel 1941; lei nata a Golese nel 1899, rimasta in ombra rispetto a Ernesto ma figura fondamentale non solo per aver mantenuto i rapporti del marito col mondo esterno ma per essere stata una donna coraggiosa, indipendente, con una grande forza interiore, emancipata, colta, capace di portare, insieme a Ursula Hirschmann, il testo del Manifesto fuori dall’isola.
Partendo dalla storia di Ada ed Ernesto Rossi si arriverà a far conoscere alle ragazze e ai ragazzi le principali tappe del percorso storico dell’Europa, aiutandole e aiutandoli a comprendere cosa resta del Manifesto, a oltre ottant’anni di distanza, e rimarcando il valore anche oggi molto attuale di un’Europa unita. Determinanti saranno gli incontri in classe e una mattinata di interviste alla storica Antonella Braga e allo storico Rodolfo Vittori, della Fondazione Rossi – Salvemini,
Nel corso del progetto è previsto un nuovo allestimento della mostra Da Ventotene all’Europa Unita con i burattini di Ernesto Rossi, in un luogo ancora da definire.
A coronamento dell’attività di formazione delle classi partecipanti si ipotizza un concorso con borsa di studio per dare la possibilità a due ragazze/ragazzi maggiorenni di partecipare al seminario promosso dal Movimento Federalista Europeo e dalla Gioventù Federalista Europea a Ventotene. Contestualmente, a livello locale, le associazioni promotrici del progetto procederanno a un confronto con le Istituzioni auspicando di portare a buon fine la richiesta di intitolare la Scuola per l’Europa di Parma, o almeno un’area dell’istituto, a Ada Rossi.







