Ferrara, Unife premiata per il post laurea

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ROBERTO BINAssegnate dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca le risorse per finanziare il post lauream negli Atenei italiani anno 2015

FERRARA – L’Università di Ferrara ha ottenuto un finanziamento di 1,9% superiore allo scorso anno per oltre 1.840.000 Euro, pari all’1,5% del totale assegnato.

Solo altri 7 Atenei italiani su 60 hanno ottenuto un risultato positivo.

I criteri di ripartizione si basano sui risultati ottenuti dalle Università in base a qualità della ricerca, grado di internazionalizzazione del dottorato, collaborazione con le imprese e ricadute sul sistema socio-economico, attrattività, dotazione di servizi, risorse infrastrutturali e finanziarie a disposizione del dottorato e dei dottorandi, anche a seguito di processi di fusione o di federazione tra atenei.

Come spiega Roberto Bin, Direttore di IUSS – Ferrara 1391, l’Istituto Universitario di Studi Superiori che coordina e promuove in ambito internazionale i corsi di dottorato di ricerca di Unife: “Abbiamo ottenuto una valutazione eccezionalmente positiva, anche se in termini assoluti, la cifra non è elevatissima. Siamo però l’unica università dell’Emilia Romagna e tra i soli otto atenei italiani che hanno ricevuto un, seppur piccolo premio anziché un pesante taglio dei finanziamenti ministeriali. I nostri corsi di dottorato sono stati apprezzati sia per la qualificazione scientifica dei docenti (non è un caso che Unife sia ai vertici delle classifiche di qualità della ricerca scientifica), sia per la capacità di attrarre giovani laureati da altre regioni e altri stati e per la cura nell’offrire ai dottorandi servizi, iniziative formative e sostegni per andare a studiare all’estero. Un plauso dunque ai colleghi che hanno fornito il supporto scientifico ai dottorandi e all’Ateneo che ha investito con intelligenza molte risorse sulla formazione. Merito anche – e desidero sottolinearlo – della della struttura amministrativa che ha sempre fatto fronte con intelligenza e competenza alle infinite complessità burocratiche”.