Esiti dello studio sul sistema di gestione del servizio rifiuti

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rifiuti stabellini assbalboni e prof bracci ferrara – 3feb2023 – fotofvecch

L’ass. Balboni: resoconto tecnico-scientifico per valutare al meglio le opportunità di gestione

FERRARA – Gli esiti dello studio sulle modalità di gestione del servizio rifiuti sono stati presentati venerdì 3 febbraio 2023 nella sala degli Arazzi della residenza municipale di Ferrara.

All’incontro con i giornalisti sono intervenuti l’assessore comunale all’Ambiente, Rapporti con l’Università e Progetti europei Alessandro Balboni, il dirigente del Servizio Qualità Ambientale Alessio Stabellini e il vice direttore del Dipartimento di Economia e Management di Unife Enrico Bracci.

“Lo studio – ha spiegato l’assessore Balboni – è l’esito di un percorso iniziato nel 2018, quando, a seguito di una proposta di Delibera popolare approvata, Atersir venne incaricata di predisporre uno studio di fattibilità per il passaggio alla gestione in-house del Servizio raccolta e smaltimento rifiuti per il Comune di Ferrara. Anche a fronte delle richieste da parte del Tavolo partecipato per i rifiuti, che chiedeva la predisposizione di un Piano Industriale, il Comune ha investito 55mila euro per elaborare un documento tecnico-scientifico utile a valutare al meglio il modo più utile e conveniente per la gestione dei rifiuti che sarà necessario da scegliere, dal momento che è scaduto il contratto con Hera già nel 2017. Il referente dello studio è il professor Enrico Bracci di Unife, che dopo sei mesi di lavoro ha consentito di arrivare a fine 2022 all’elaborazione dei risultati. Nell’analisi sono stati raccolti anche suggerimenti e richieste arrivati dal Tavolo Rifiuti, composto da Consiglieri e stakeholder”.

“Il servizio attuale – ha ricordato il dirigente Stabellini – oggi è “misto”, ossia utilizza cassonetti e porta a porta in centro storico e aree del forese. Circa 1300 sono le isole ecologiche complete a disposizione sul territorio comunale per la raccolta delle diverse frazioni di rifiuti. Circa 80mila le utenze, tra quelle domestiche e non e una percentuale di raccolta differenziata dell’87,3%, rispetto alla media regionale del 72%, che porta Ferrara in vetta alla classifica dei Comuni d’Italia con più di 100mila abitanti. Lo Studio è lo strumento tecnico a supporto della decisione politica su come procedere per il bacino di Ferrara, ovvero decidere se procedere con un affidamento mediante procedura di gara, secondo le disposizioni normative vigenti oppure optare per una gestione in-house, decidendo anche quale metodo di raccolta utilizzare tra il misto e il porta a porta spinto”.

Il vice direttore del Dipartimento di Economia e Management di Unife Bracci ha quindi anticipato l’esito dello studio, che nelle prossime settimane sarà oggetto di un’Informativa nell’apposita Commissione consiliare del Comune di Ferrara e di una comunicazione in Giunta, per poi passare all’elaborazione di una proposta da mettere ai voti in Consiglio comunale.

“Un gruppo di lavoro multidisciplinare – ha illustrato il docente Bracci – ha simulato scenari diversi, in modo da descriverne gli esiti possibili tramite l’applicazione di rigorosi metodi e strumentazioni di calcolo economico-ingegneristico. Le alternative analizzate riguardano una gestione ‘in house’ (gestita, cioè,  tramite una società dell’amministrazione comunale, ndr) con metodo di raccolta rifiuti sia di tipo misto sia porta a porta. Dall’analisi emerge che nonostante i benefici ambientali ed economici derivanti da una migliore qualità del rifiuti differenziato che il metodo porta a porta generebbe questi non sono sufficienti a compensare i maggiori oneri di gestione. Infatti, gli scenari analizzati portano ad una stima di aumento a regime di una gestione in-house con metodo porta a porta “spinto” rispetto all’attuale sistema di circa il 10%. Nello scenario di una gestione in-house con l’attuale metodo di gestione misto del servizio, l’incremento di costo è stimato in circa il 3%.

È stato inoltre stimato il fabbisogno finanziario necessario al Comune per acquisire dall’attuale gestore le attrezzatture e automezzi operativi e per avviare la propria gestione autonoma. Tale fabbisogno oscilla tra i 15,8 e 13,5 milioni di euro a seconda degli scenari. Si è stimato che di questi almeno tra i 4,4 e 5,2 milioni di euro dovranno essere coperti dal Bilancio del Comune, la restante parte tramite indebitamento a breve e a lungo termine”.