Emissioni di CO2: per la mitigazione 40 azioni, 29 per l’adattamento

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Basate sull’inventario delle emissioni e sui rischi causati dai cambiamenti climatici. Riqualificazione, efficientamento energetico e incentivi alle energie rinnovabili

MODENA – Sono quaranta le azioni per la mitigazione e la riduzione delle emissioni di CO2 previste dal Paesc e 29 quelle per l’adattamento ai cambiamenti climatici.

Il primo atto per definire le azioni di mitigazione, trasversali a diversi settori (dall’industria al residenziale, dagli edifici pubblici al trasporto), è stato elaborare un inventario delle emissioni, curato dall’Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile: sulla base dell’inventario, si è verificato che tra il 2009 e il 2018 i settori che hanno ridotto maggiormente le emissioni sono stati l’industria (arrivata a un calo del 30 per cento), il terziario (29 per cento), il residenziale (27 per cento) e il trasporto privato, con una riduzione del 20 per cento, dovuta non a un calo del numero delle auto ma alla loro maggiore efficienza.

Le azioni per l’adattamento sono state individuate sulla base dell’analisi dei rischi ambientali che possono colpire il territorio modenese a causa del cambiamento climatico: caldo estremo, scarsità complessiva di precipitazioni annue, piogge molto intense in tempi brevi che provocano rischi di allagamento, accentuati dalla nota complessità del nodo idraulico modenese. L’adattamento si realizza, soprattutto, con il consolidamento delle infrastrutture verdi e blu e con gli interventi di manutenzione, già programmati, sul nodo idraulico.

Tra le azioni di mitigazione che l’Amministrazione si è impegnata a realizzare, alcune sono già in corso, come la riqualificazione energetica degli edifici comunali (in particolare scuole e palestre, in assoluto le strutture più energivore) attuata attraverso il cosiddetto Energy performance contract che ha affidato a Sinergie, compagnia del Gruppo Hera, la fornitura e la gestione di calore, elettricità e climatizzazione per circa 200 edifici comunali. Il contratto prevede che il gestore si faccia carico della riqualificazione e dell’efficientamento energetico di alcuni edifici, godendo del vantaggio dei minori costi energetici. Ha già terminato la prima fase, il progetto per passare al led l’illuminazione pubblica. Il nuovo progetto, Modena Full Led, in corso di definizione, prevede di completare la sostituzione di tutte le lampade, con una diminuzione prevista del 58 per cento dei consumi rispetto al 2018.

Le azioni del Paesc passano però anche attraverso altri piani adottati dall’Amministrazione tra i quali, per esempio il Pums, il Piano urbano della mobilità sostenibile, e il Pug, il nuovo Piano urbanistico generale, in corso di redazione, che fornisce indicazioni per la qualità dei nuovi edifici e prevede, per esempio, per ogni intervento di ampliamento o di riqualificazione l’obbligo di installare colonnine per la ricarica elettrica dei veicoli. Nel Paesc, inoltre, entrano anche alcuni dei progetti europei ai quali partecipa la città di Modena, come Zero carbon city e Grow green che consentono di finanziare progetti per la sostenibilità e favoriscono il confronto con altri Paesi europei e lo scambio di buone prassi.

Alla riduzione delle emissioni contribuiscono anche le iniziative del Governo, come il bonus per la riqualificazione energetica degli edifici (a Modena, oltre il 70 per cento delle abitazioni risale a prima del 1970 e la maggioranza si trova nelle classi più basse per la prestazione energetica) e le azioni di altri soggetti pubblici, come Ausl e Unimore, e di aziende private, come Tetrapack, che hanno redatto piani di sostenibilità.