Ecosistema urbano, Rimini si conferma nella top ten dei capoluoghi italiani più green

Municipio di Rimini – L’Opinionista x Emiliaromagnanews24

Prima per Ztl, quinta per isole pedonali, 15esima per piste ciclabili. “Dal 60° posto del 2004, al 32esimo di 10 anni fa, al decimo di oggi: prosegue il percorso di trasformazione della città”

RIMINI – Rimini si conferma tra i dieci capoluoghi italiani con le migliori performance ambientali. È quanto emerge dalla 33ª edizione di Ecosistema urbano, il rapporto annuale di Legambiente e Ambiente Italia pubblicato oggi dal Sole 24 Ore, che colloca la città al decimo posto su 106 capoluoghi, con un punteggio di 70,26.

Un risultato che dà continuità alla presenza di Rimini nella fascia più alta della graduatoria e assume particolare rilievo guardando al percorso compiuto in oltre vent’anni: nel 2004 la città era al 60° posto, nel 2016 al 32°. Da allora Rimini ha recuperato altre ventidue posizioni, fino a confermare anche quest’anno l’ingresso tra le prime dieci città italiane. Un avanzamento di lungo periodo che accompagna la trasformazione urbana, l’ampliamento degli spazi dedicati alla mobilità sostenibile e gli interventi di rigenerazione del territorio.

Nella top ten nazionale, guidata da Mantova davanti a Trento e Bolzano, Rimini è uno dei tre capoluoghi dell’Emilia-Romagna, insieme a Reggio Emilia e Parma.

A distinguere la città sono soprattutto gli indicatori legati agli spazi per pedoni e biciclette e alla regolamentazione del traffico. Rimini si conferma prima in Italia per estensione delle zone a traffico limitato in rapporto alla popolazione, con 1.910,6 metri quadrati ogni cento abitanti, rispetto ai 1.750,5 rilevati nella precedente edizione.

Per le isole pedonali, Rimini raggiunge il quinto posto, con 151,3 metri quadrati ogni cento abitanti, rispetto ai 144 della scorsa rilevazione. Due risultati che evidenziano la consistenza degli spazi urbani destinati alla pedonalità e alla limitazione del traffico veicolare.

Anche la rete ciclabile rappresenta uno degli elementi da valorizzare nella lettura dei risultati cittadini: Rimini si colloca al 15esimo posto con 21,6 metri equivalenti di piste ciclabili ogni cento abitanti. L’indicatore consente di leggere la dotazione di infrastrutture per la bicicletta in rapporto alla popolazione e si inserisce nel percorso di ampliamento e collegamento dei tracciati cittadini.

Sul fronte del trend del consumo di suolo, il posizionamento di Rimini è al 13esimo posto con un valore di 1,1 che misura la variazione consumo di suolo procapite (mq/ab).

Buon posizionamento (23esimo posto) anche sotto il profilo della dispersione della rete idrica con un valore di 23% rispetto alla differenza fra acqua immessa in rete e consumata per usi civili, industriali, agricoli

Il rapporto 2026 prende in esame venti indicatori ambientali, utilizzando prevalentemente dati riferiti al 2025. La conferma di Rimini nella top ten offre così una lettura complessiva del percorso cittadino, nel quale si inseriscono interventi come il Piano di salvaguardia della balneazione a cui corrisponde l’importanza del trattamento delle acque reflue, il Parco del Mare, l’estensione della rete ciclabile e pedonale e le ricuciture tra costa, centro storico e quartieri. Un percorso che trova nella graduatoria un riscontro e negli interventi in corso la prospettiva per proseguire nel miglioramento della qualità ambientale e della vivibilità della città.

“Essere ancora una volta tra i primi dieci capoluoghi più sostenibili d’Italia è la conferma che la strada intrapresa è quella giusta – sottolinea l’assessora all’Ambiente Anna Montini. Al di là delle oscillazioni da un anno all’altro, il dato che conta è la traiettoria. Vent’anni fa Rimini era 60esima, oggi è stabilmente nella parte più alta della classifica. Il primato sulle zone a traffico limitato e le posizioni di vertice su isole pedonali e ciclabilità raccontano una città che sta restituendo spazio alle persone. Penso al Parco del Mare, ai nuovi collegamenti che uniscono la zona mare all’entroterra oltre la Statale ma anche ai cittadini che si impegnano nella quotidianità per la buona raccolta dei rifiuti e per coloro che scelgono l’uso del trasporto pubblico o della mobilità sostenibile preferendolo alle auto”.